La Russia nel Wto e l'Italia

A destra, in primo piano, il ministro italiano delle Politiche Agricole Mario Catania a Mosca per l'inaugurazione di "Exhibitaly" (Foto: Alan Vouba)

A destra, in primo piano, il ministro italiano delle Politiche Agricole Mario Catania a Mosca per l'inaugurazione di "Exhibitaly" (Foto: Alan Vouba)

Investimenti, esportazioni e interscambi: ecco come cambierà il rapporto tra la Federazione e il Belpaese, secondo il ministro italiano delle Politiche Agricole Mario Catania

I prezzi al dettaglio dell'olio di oliva, dei formaggi, del vino e degli spaghetti prodotti in italiana sul mercato russo potrebbero scendere a breve: lo ha annunciato il ministro italiano delle Politiche Agricole Mario Catania in un'intervista esclusiva per Rossiyskaya Gazeta. Il ministro ipotizza una riduzione dei prezzi dei prodotti alimentari che potrebbe derivare dall'entrata della Russia nel Wto. Inoltre, secondo Mario Catania, l'ampliamento del libero commercio internazionale creerà nuove opportunità per gli investimenti e consentirà di aumentare notevolmente il volume degli interscambi commerciali tra i due Paesi.     

La Russia è entrata a far parte a pieno titolo dell'Organizzazione Mondiale del Commercio. Quali sono state le reazioni in Italia?

Penso che si tratti di un cambiamento molto positivo, che avrà effetti benefici sullo sviluppo dell'economia della Federazione. E questo certamente influenzerà anche le relazioni tra la Russia e i suoi partner, e in particolare le relazioni con l'Italia. Spero che l'entrata della Russia nel Wto fornirà nuove possibilità di investimento e consentirà di aumentare notevolmente il volume degli interscambi commerciali tra i nostri Paesi, nonché di aumentare le esportazioni, anche quelle di prodotti dell'agricoltura.    

Alcuni produttori agricoli in Russia sono preoccupati del fatto che l'apertura delle frontiere, l'ampliamento del commercio internazionale, e la regolamentazione del sostegno statale possano avere un effetto negativo su alcuni settori, ad esempio quelli della carne e del latte. L'Italia è membro del Wto dal 1995, dunque avete alle spalle una lunga esperienza. Come è cambiata da allora la struttura della produzione agricola nel vostro Paese? Sono giustificati i timori dei nostri agricoltori?    

Sono convinto che l'ingresso di qualsiasi Paese in un'organizzazione come il Wto porti necessariamente dei cambiamenti nella struttura della produzione industriale. È successo anche nel mio Paese.  Vorrei far notare, però, che operare alle condizioni dell'Organizzazione Mondiale del Commercio crea una concorrenza sana. Cominciano a svilupparsi i settori più concorrenziali dell'industria agroalimentare, che di conseguenza vanno incontro a una crescita e a uno sviluppo favorevole. I produttori che non sono concorrenziali, invece, subiscono perdite e sono costretti a ridurre la loro produzione. La stessa regola vale sia per il settore agricolo che per quello alimentare. Chi è disposto a lavorare e punta ai primi posti sia sul mercato interno che su quello internazionale è destinato a uno sviluppo di successo. 

Quali settori dell'industria agroalimentare in Russia, a suo parere, sono maggiormente capaci di attrarre gli investitori italiani?

Credo che la Russia abbia un enorme potenziale per tutto ciò che riguarda la coltivazione e la lavorazione dei cereali. La Russia ancora oggi ha un ruolo importante nel mercato mondiale del grano, e sono convinto che in futuro amplierà ancor più le sue possibilità di esportazione, se l'attuale tendenza mondiale di crescita della richiesta di cereali continuerà. Pertanto, ritengo che agli investitori italiani interessi in primo luogo la possibilità di cooperazione in questo ramo.

Molti cittadini russi acquistano prodotti alimentari italiani: spaghetti, formaggio, olio d'oliva, vino. Le nuove condizioni economiche porteranno una riduzione dei prezzi di questi e degli altri  prodotti che arrivano dall'Italia?

L'ampliamento del mercato libero, naturalmente, porterà a una diminuzione dei prezzi al consumo. Credo che in Russia col tempo molte merci potranno diventare meno costose. E tra queste, anche i prodotti alimentari italiani che lei ha appena nominato.

Qual è l'atteggiamento in Italia verso gli alimenti che contengono Ogm?

L'Italia è stata uno dei primi Paesi a interessarsi al problema dei prodotti che contengono organismi geneticamente modificati. E siamo anche stati tra i primi a preoccuparci di sensibilizzare la gente sul tema dell'alimentazione “pulita”. È una questione di cui si occupano le organizzazioni sociali e le autorità.

Quali sono i prodotti preferiti del ministro italiano dell'agricoltura? C'è n'è qualcuno che viene dalla Russia?

Devo ammettere che sono molto legato alla cucina del mio Paese. Scusate l'immodestia, ma io credo che la cucina italiana sia la migliore del mondo. Però ci sono, naturalmente, dei prodotti russi che sono apprezzati in molti Paesi, tra cui anche l'Italia. A me personalmente piace molto il caviale, mangio volentieri i piatti della cucina russa preparati con il caviale. 

L'articolo originale è stato pubblicato su Rossiyskaya Gazeta

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