Il volto di Mosca che cambia

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev e il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin studiano il piano di sviluppo della città (Foto: Itar Tass)

Il primo ministro russo Dmitri Medvedev e il sindaco della capitale russa Sergei Sobyanin studiano il piano di sviluppo della città (Foto: Itar Tass)

L'estensione della capitale russa è destinata a cambiare: secondo alcuni urbanisti, si fonderà ben presto con il resto della Regione

L’unificazione di Mosca e della sua Regione è inevitabile. È questa la conclusione a cui sono giunti i partecipanti alla tavola rotonda di discussioni dedicata alla strategia di sviluppo di Mosca fino al 2025. Il processo di unificazione sarà accompagnato da un cambiamento radicale nel sistema di gestione della città, giacché la capitale richiederà un decentramento del potere.

Aleksandr Balobanov, capo dell’Istituto di Sviluppo Strategico dei Comuni "Malye Goroda", spiega l'essenza del concetto: "La maggior parte degli agglomerati urbani del mondo, come le conurbazioni di Parigi o Tokyo, sono costruiti sull’unione di più comuni uguali, che coordinano con successo i servizi di pubblica utilità, i trasporti e altre questioni amministrative. Naturalmente, il governo municipale russo è molto lontano da questi livelli. Ma se seguiamo il percorso di minor resistenza e creiamo un’iper-regione secondo il modello autoritario abituale, il sistema crollerà”.

Si prevede inoltre più potere per i Comuni. Gli esperti hanno detto che Mosca dovrà eliminare il sistema del consiglio comunale e riconoscere, in ogni caso, più poteri agli organi elettivi. I settori in cui potranno essere riconosciuti più poteri ai comuni sono quelli della gestione dei servizi e delle infrastrutture pubbliche, il miglioramento dello spazio vivibile e la sua relativa riorganizzazione. Secondo Aleksandr Zakondyrin, deputato di una delle assemblee legislative di Mosca, le assemblee municipali approvano già adesso la costruzione di alcune infrastrutture ma sono necessari ulteriori passi avanti. Il deputato ritiene che i comuni debbano avere la possibilità di lavorare ai piani di sviluppo della città e partecipare alla Commissione per la pianificazione urbanistica e la gestione del territorio, guidata attualmente dal sindaco di Mosca.

Gli urbanisti ritengono che l'amministrazione comunale sia probabilmente l’unico ambito in cui Mosca si dimostra ancora molto indietro rispetto ad altre regioni russe. Elena Shomina, professoressa della Facoltà di Amministrazione Comunale presso la Scuola Superiore di Economia, ammette: "In realtà, non abbiamo mai studiato Mosca, non abbiamo mai scritto nulla sulla capitale e, di fatto, non esistono delle ricerche su di essa".

Attualmente, tuttavia, gli enti municipali non sono in grado di gestire il potere delle autorità distrettuali reali. I deputati dei vari distretti lavorano gratis, solo i responsabili dei comuni percepiscono uno stipendio. Inoltre, Zakondyrin ritiene che i deputati abbiano bisogno di assistenza da parte di esperti professionisti, che si occupino di rispondere a domande semplici: Quanto costa questo? È necessario?

Aleksandr Zakondyrin afferma: "Otterremo dei risultati se daremo ascolto alle esigenze dei cittadini e non ai desideri dei funzionari. Ma, come hanno ammesso anche i partecipanti alla tavola rotonda, l'obiettivo – di sviluppare un sistema di gestione a misura di un cittadino e non di un funzionario - è uno degli obiettivi più difficili da realizzare. Allo stesso tempo, tutti gli esperti riconoscono che è necessario avviare la formazione dei futuri manager già adesso".

L'articolo originale è stato pubblicato su Moskovskiye Novosti

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