Le Pussy Riot per il premio Sakharov

Le ragazze, arrestate dopo la performance nella cattedrale di Mosca, potrebbero concorrere al riconoscimento che premia gli attivisti nella difesa dei diritti umani. Per loro, una candidatura anche al Kandinskij

Prima di loro erano stati Nelson Mandela e il dissidente sovietico Anatoly Marchenko. Seguiti da Aung San Suu Kyi, la politica birmana attiva nella difesa dei diritti umani, e dalle Madri di Plaza del Mayo.

Ora anche le Pussy Riot potrebbero concorrere per il Premio Sakharov, il riconoscimento che, dedicato allo scienziato e dissidente Andrei Sakharov, dal 1988 viene assegnato a chi si batte per la difesa dei diritti umani e per la libertà di pensiero.

La proposta è stata avanzata dall’europarlamentare tedesco Werner Schulz, e si dovrà aspettare fino al 25 settembre 2012 per conoscere i nomi ufficiali degli altri candidati.

Non si tratta comunque dell’unico riconoscimento al quale le giovani cantanti sono state candidate: il loro nome è infatti stato inserito nella lista dei partecipanti al Premio Kandinskij, volto a ricompensare (con la cifra di 50mila euro), chi si contraddistingue nel campo artistico con un progetto originale di arte contemporanea.

Nel frattempo c’è attesa per il processo d’appello alle tre componenti del gruppo punk russo, arrestate per una performance sull’altare della cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca.

L’appello è stato fissato per il 1° ottobre 2012, e già si respira aria di protesta: in quello stesso giorno, in oltre cento città del mondo, si terranno manifestazioni di solidarietà a sostegno delle tre ragazze. 

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