La rivoluzione di Capello

Fabio Capello sulla panchina della Russia nella prima amichevole d'agosto contro la Costa d'Avorio (Foto: Itar-Tass)

Fabio Capello sulla panchina della Russia nella prima amichevole d'agosto contro la Costa d'Avorio (Foto: Itar-Tass)

Disciplina, tattica, spazio ai giovani: gli ingredienti con i quali il mister italiano sta plasmando una nuova Russia portandola, a suon di vittorie, verso Brasile 2014

Fabio Capello si trova in Russia da meno di due mesi e ha già messo in atto una vera e propria rivoluzione nella Nazionale russa. Due vittorie all'inizio delle qualificazioni, senza neanche un gol subito: si tratta del miglior risultato registrato da un allenatore straniero nella storia della selezione russa. Moskovskie Novosti racconta che cosa ha cambiato Don Fabio nella Nazionale per farla diventare, in così pochi giorni, un avversario di tutto rispetto.

Gli intoccabili
Quando Fabio Capello ha annunciato la formazione della Nazionale russa nelle prime partite ufficiali, Russia e Inghilterra sono rimaste sbigottite. Nell'elenco, infatti, non compariva quasi nessuno dei fuoriclasse che giocavano e continuano a giocare nella Premier League inglese. Cognomi come Arshavin, Pogrebnjak, Zhirkov e Pavljuchenko sono stati spietatamente depennati.

Foto: Ria Novosti
Capello: "Obiettivo
Brasile 2014"

Assieme a loro, dalla formazione è scomparsa anche la casta degli intoccabili. "Se i giocatori giocano poco per le loro squadre, è difficile che poi siano presi in considerazione per la Nazionale", afferma Don Fabio. Durante gli anni trascorsi in Inghilterra, il ct italiano ha studiato molto bene quali potevano essere i calciatori da far rientrare nella Nazionale.

La squadra russa è diventata di colpo un’altra: ha messo in riga Arshavin, si è liberata della rozzezza di Pogrebnjak, degli sbalzi d'umore di Zhirkov e della maestosità di Pavljuchenko. Si è così capito che la paura di Dick Advocaat, di cambiare qualcosa nella formazione, era solo una fobia personale dell’allenatore olandese, e che un ringiovanimento della squadra non era poi così terribile.

Disciplina
In molti temevano l’arrivo di Don Fabio alla Nazionale russa. Le leggende sulla sua rigidità andavano di bocca in bocca, e in sua presenza, alla Federazione calcistica russa, tutti passavano da un passo svogliato a una corsetta, ritenuta più professionale.

La Nazionale russa ha beneficiato delle nuove regole. D'ora in poi, la squadra si reca a colazione, pranzo e cena, tutta al completo, e come è arrivata, se ne va; nessuno può lasciare il tavolo prima degli altri. Allo stesso tempo, nessuno dei giocatori può rifiutarsi di partecipare a un incontro con i giornalisti, se proprio per quel giorno era stata programmata una conferenza stampa. Anche Igor Denisov ha iniziato a parlare. Prima di ottenere la fascia di capitano, Denisov aveva rilasciato, in totale, solo due interviste. La prima con un giornalista sconosciuto, dopodiché il silenzio per quasi dieci anni. Nella seconda aveva parlato del suo amico Vladimir Bystrov e di due cani di razza Boerboel.

Come risultato, sotto lo sguardo severo di Capello – abbellito dai suoi occhiali alla moda -, la Nazionale russa è diventata un esempio di puntualità; è arrivata tardi solo una volta: l’autobus era rimasto bloccato nel traffico terribile di Tel Aviv, e il riscaldamento della squadra, nella partita contro Israele, è stato ritardato di quindici minuti. Sul campo, la disciplina rigorosa si è vista di nuovo quando i giocatori non hanno smesso di lavorare in difesa anche quando il punteggio era ormai di 4-0.

Premi
In Russia non è ancora stato reso noto quanto prendano i calciatori che giocano sotto la bandiera nazionale. Anche il nuovo sistema dei premi rimane segreto. Per ora, si sa solo che sono state apportate alcune modifiche. I pagamenti sono stati divisi in due parti. I giocatori ricevono un piccolo premio dopo ciascuna partita, mentre per quanto riguarda il bonus principale, la squadra lo riceverà solo nel caso in cui raggiunga l’obiettivo prestabilito: entrare nel campionato del mondo.

Si pensa che il nuovo sistema di pagamento dei premi sia stato adottato su suggerimento di Fabio Capello. In precedenza Dick Advocaat ci teneva a precisare che lui non partecipava alle trattative sulla questione dei bonus tra la Federazione calcio russa e i giocatori. Con Guus Hiddink e di conseguenza con Vitalij Mutko in qualità di presidente della Federazione calcio russa succedeva più di una volta che, dopo una vittoria, la squadra chiedesse, direttamente negli spogliatoi, alla leadership della Federazione calcio di raddoppiare o addirittura triplicare i bonus.

Staff
La lotta tra gli specialisti russi per essere inclusi nello staff tecnico di Fabio Capello è tuttora in atto. Per il momento, Don Fabio ha solo un assistente russo: Sergej Ovchinnikov, che lavora con i portieri. Per tutte le altre posizioni non è ancora stato siglato nessun accordo finale.

L’interprete di Capello è per il momento uno specialista dello Zenit. Per tutto il resto del tempo è alle dipendenze dell’allenatore del San Pietroburgo, Luciano Spalletti, che lo ha consigliato al connazionale. L'ex capo del team medico è andato a lavorare all’Anzhi, di modo che i massaggiatori e il personale medico sono già stati ingaggiati da quasi tutti i principali club calcistici.

La battaglia principale riguarda la posizione del vice russo di Capello, che per ora non ha dato risultati. Sono cadute, una dopo l’altra, le candidature di Andrej Talalaev, Igor Kolyvanov, Igor Shalimov, e in questo momento, sul campo, gli allenamenti sono condotti da Christian Panucci, che nello staff di Fabio Capello ricopre nominalmente l’incarico di commissario tecnico, responsabile della raccolta di informazioni sugli avversari.

Таttica
Fabio Capello ha cercato di trattare con una certa cura l’eredità tattica di Dick Advocaat, ma non ci è riuscito. Nelle partite contro l’Irlanda del Nord e Israele il 4-3-3 si è trasformato costantemente in un 4-5-1, e a volte la squadra è scivolata a un 4-4-2.

Il principale risultato delle novità introdotte da Capello è che Alan Dzagoev è diventato seconda punta piuttosto che centrocampista, il posto sul campo non è garantito a nessuno, nemmeno a quelli che segnano i gol, e i giovani Kokorin e Kombarov sono giocatori fondamentali nella formazione.

Inoltre, Fabio Capello effettua continuamente delle sostituzioni a livello di posizioni: si infortuna Bystrov, ciò significa che al suo posto entra il centrocampista destro nominale, Samedov, e non qualcuno della squadra che non gioca in quella posizione. Anjukov subisce un infortunio, allora viene sostituito da Andrej Eshchenko, che, nonostante sia un nuovo arrivato, nella squadra gioca proprio come difensore esterno. A quanto pare, per Don Fabio, la Nazionale è l’insieme di tutti e ventitré i giocatori, e non solo il team di tredici/quattordici veterani.

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