L'opposizione si rimette in marcia

In 14mila, secondo la polizia, hanno partecipato alla manifestazione moscovita anti-Putin. "Senza futuro, se non ci si rinnova", commentano gli esperti

L'ultima Marcia dei Milioni dell'opposizione, svoltasi il 15 settembre 2012, ha chiamato a raccolta almeno 14.000 persone in Corso Sakharov a Mosca, ma ha lasciato molti a chiedersi quali sono le prospettive di un movimento di protesta di massa che era iniziato come un invito a libere elezioni.

La polizia temeva provocazioni, mentre gli oppositori pensavano di radunare un contingente più radicale, sulla scia del verdetto di colpevolezza contro le Pussy Riot e la pressione sul leader della protesta, il deputato Gennady Gudkov, privato del suo mandato parlamentare il giorno prima.

Ma la marcia del sabato è stata tranquilla e quasi noiosa, a detta di alcuni osservatori, che hanno notato una ripetizione di relatori e di slogan. "Proteste di questo tipo hanno bisogno di un motivo, non si può semplicemente continuare ad andare in strada e dire che il Presidente Vladimir Putin è la colpa di tutto", commenta Olga Kryshtanovskaya, una sociologa che ha recentemente lasciato il partito pro-Cremlino Russia Unita per studiare ciò che ha chiamato "la rivoluzione".

"Dava più emozione - aggiunge -, quando era nuova e inaspettata. Ora i miei ricercatori hanno notato che l'età media è aumentata e la gente si presentava come al lavoro".

Video di Ricardo Marquina Montañana, Russia Oggi

Secondo i dati ufficiali della polizia, c'erano circa 14.000 persone al clou della marcia. Ma il leader del Fronte di Sinistra, Sergei Udaltsov, che indossava occhiali da sole "per esprimere la [sua] rabbia", parlando dal palco diceva di contare almeno 100.000 partecipanti. Verso la fine della manifestazione, quando la gente aveva iniziato a disperdersi, l'organizzatore della protesta ha letto una risoluzione con le motivazioni che comprendevano le dimissioni del Presidente Vladimir Putin, elezioni anticipate e il rilascio di almeno una dozzina dei dimostranti che erano stati arrestati durante le proteste del 6 maggio 2012.

Il corteo è stato accompagnato da una più pesante presenza di sicurezza rispetto al solito, con la polizia e l'esercito schierati lungo Corso Sakharov, per i timori di un ripetersi della violenza che ebbe luogo alla prima Marcia dei Milioni il 6 maggio 2012, quando decine di manifestanti rimasero feriti negli scontri.

Alla domanda, a fine manifestazione, se si erano registrate provocazioni, un funzionario della polizia anti-sommossa, che ha chiesto l'anonimato, ha risposto in maniera affermativa: "Sì, ma abbiamo tenuto tutto sotto controllo. Alcune persone sono arrivate di fronte ai poliziotti insultandoli, ma non abbiamo risposto. Abbiamo fatto il nostro lavoro".

Il Movimento patriottico giovanile Eurasiatico aveva destato preoccupazione prima della manifestazione, quando aveva annunciato che sarebbe andato incontro ai manifestanti con croci ortodosse e proiettili d'argento. In effetti, una scaramuccia è scoppiata tra questi giovani e i manifestanti vicino alla metropolitana Chistye Prudy durante la marcia e la polizia ha arrestato uno dei membri del gruppo. Non sono stati segnalati altri incidenti.

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Foto: Ruslan Sukhushin


La gente scesa in piazza stavolta differiva da quella giovane e della classe media che affollava le precedenti manifestazioni di protesta, durante lo scorso inverno, la primavera e l'estate. Tra loro, in questa manifestazione, c'erano anche gruppi che rappresentano il settore della Difesa - tra cui paracadutisti e guardie di frontiera - che partecipavano alla marcia per rivendicare pensioni e questioni sociali. "Sono venuto qui per cercare giustizia. La giustizia sociale -, spiegava Andrei Nekosov, un guardiamarina che ha servito nella Flotta del Nord. - Io sono per sostituire Putin". Alla domanda su chi potrebbe essere il prossimo Presidente, risponde: "Quest'uomo esiste, ma è nascosto da noi".

Tutti gli altri militari chiedevano, più in generale, giustizia sociale, mostrandosi reticenti su richieste precise. "Se il governo stesse davanti a me, come stai tu qui ora, allora direi quello che voglio. Ma io non ho intenzione di dirlo. Vorrei come minimo il comandante in capo per dirglielo davanti", mi confidava Evgenij Artemov, un paracadutista.

"Le prossime elezioni regionali, il 14 ottobre 2012, potrebbero dare nuova linfa alle proteste giovanili urbane che avevano avuto inizio dopo le elezioni parlamentari di dicembre 2011", pensa Olga Kryshtanovskaya.

Intanto Sergei Udaltsov, il leader del Fronte di Sinistra, ha annunciato che la prossima Marcia dei Milioni si terrà il 20 ottobre 2012. Questo coinciderebbe con le elezioni del consiglio di coordinamento dell'opposizione, ampiamente considerata come una possibilità per i gruppi di protesta russi, così disparati, di ritrovarsi insieme. 

Secondo la Kryshtanovskaya, le ondate di protesta innescate dalle elezioni difficilmente possono essere sostenute senza di esse. "L'unica strada seria, che può dare risultati concreti per il Paese, è per l'opposizione iniziare a lavorare all'interno della legge, registrando i partiti e iniziando a fare pressione sul governo non attraverso manifestazioni di piazza, ma con mezzi legali -, conclude la Kryshtanovskaya . - Così, poco a poco, otterranno ciò che vogliono. Ma se non faranno in questo modo, allora non cambierà nulla".

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