Mosca, il ricordo dell'incendio

Dopo la battaglia di Borodino, duecento anni fa le fiamme devastarono la città russa, radendo al suolo chiese, università e migliaia di abitazioni

Erano le quattro del mattino, di quel 14 settembre 1812 (il 2 settembre secondo il vecchio calendario), quando le fiamme si levarono sopra l’ombra del Cremlino, lungo le vie centrali, bruciando le case e radendo al suolo i negozi.

Quello di Mosca è ricordato come uno degli incendi più devastanti, scoppiato con l’invasione delle truppe napoleoniche nella città russa, sopraggiunte dopo la ben nota battaglia di Borodino, conosciuta dai russi come Guerra Patriottica, di cui quest’anno si celebra il 200esimo anniversario.

Formata per due terzi da case in legno, Mosca arse per lunghe ore, e venne in buona parte rasa al suolo. Si stima infatti che le fiamme bruciarono oltre seimila case, ottomila negozi, oltre un centinaio di chiese e uccisero migliaia di soldati. Anche l’Università e diversi teatri vennero gravemente danneggiati.

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