Da Rimini, Russia e Italia in volo

Il colosso dell'aeronautica italo-russa, il Sukhoi Superjet 100 (Foto: AFP/East News)

Il colosso dell'aeronautica italo-russa, il Sukhoi Superjet 100 (Foto: AFP/East News)

Alle fiera Airet, dedicata all'aeronautica, i progetti che porteranno i due Paesi a più strette collaborazioni nel settore

“Nuovi progetti e collaborazioni tra Russia e Italia sono graditi e auspicati, oltre alla volontà di rafforzare quelli già esistenti”. Sono questi i concetti chiave espressi nel corso del “Focus Russia” che si è svolto il 7 settembre 2012 nell'ambito di Airet - Air Excellence Technologies, la mostra-congresso internazionale dei processi tecnologici, della subfornitura, dei componenti, dei materiali innovativi e servizi avanzati per l’industria dell’aeronautica e delle tecnologie connesse.

Ruolo di prestigio è stato riservato al mercato russo grazie all'accordo di collaborazione siglato dagli organizzatori di Airet con la Camera di Commercio Italo-Russa per l'avvio di contatti tra operatori russi e aziende italiane del settore con la presenza di una delegazione di buyers provenienti dalla Federazione guidati dall’ex ministro dell’Industria Aeronautica e president counsellor di Sukhoi Aleksandr Knivel.

I numeri legati allo sviluppo dell’aviazione Russa sono notevoli e seguono le linee guida del documento  programmatico federale “Sviluppo dell’aviazione civile russa dal decennio 2002-2012 a tutto il 2015”; in particolare, la United Aircraft Corporation ha in progetto di produrre 360 jet entro il 2015 per un volume di affari pari a 320 miliardi di rubli (10 miliardi di dollari).

Foto: Daniela Ciabattini

Aleksandr Knivel,
ex ministro dell’Industria Aeronautica

e president counsellor di Sukhoi
(Foto: Daniela Ciabattini) 

Del resto, l'aviazione russa, sia militare che civile, gode di buona salute, come spiega proprio l'ex ministro dell’Industria Aeronautica, Aleksandr Knivel: “Il livello dell'aviazione militare in Russia è altissimo e a conferma di ciò ci sono i dati registrati nei mercati internazionali. Per quanto riguarda l'aviazione civile, a mio avviso, il livello è più basso ma con ottime prospettive di crescita: prima si producevano 10 aerei all'anno, ora con l'introduzione del Sukhoi SuperJet 100 i produttori hanno ricevuto un numero di ordini tale da superare le loro capacità produttive; questo è un ottimo presupposto per la rinascita dell'aviazione civile dopo un periodo di stagnazione”.

Ottime, quindi, le prospettive di sviluppo dell'aviazione russa nei mercati, sia interni che esteri,  anche grazie al particolare interessamento del Presidente Vladimir Putin; sempre Knivel rivela che “il nuovo obiettivo che è stato formulato dal Presidente e a livello governativo, è di creare dei velivoli per i voli locali, coinvolgendo nella realizzazione dei partner stranieri, tra i quali anche l'Italia”.

Foto: Daniela Ciabattini
Sergej Sukhorosov,
direttore generale e
costruttore capo di Aerosila
(Foto: Daniela Ciabattini)

La presenza della delegazione di buyers russi lascia ben sperare per future nuove collaborazioni e, del resto, l'importanza di cooperazione tra i due Paesi è riconosciuta e più volte rimarcata dagli esperti della Federazione. Sergej Sukhorosov, direttore generale e costruttore capo di Aerosila, una delle aziende russe leader nello sviluppo e nella produzione di componenti per aeromobili, ha sottolineato: “Auspichiamo uno scambio di conoscenze e una collaborazione a livello tecnico-scientifico per mettere a punto nuovi prodotti, partendo proprio dalle nuove tecnologie”.

Foto: Daniela Ciabattini
Vladimir Skorodelov,
vice capo progettista di Molniya
(Foto: Daniela Ciabattini)

La necessità di collaborazione e le nuove tecnologie riguardano anche l'attività spaziale, sopratttutto a livello economico, come illustra Vladimir Skorodelov, vice capo progettista di Molniya: “Le nuove tecnologie impiegate nei componenti aeronautici possono essere impiegate negli aerei spaziali per abbattere i costi”. 

A fronte di nuove prospettive di collaborazione, restano le partnership ben collaudate tra i due Paesi, come con la Società Italiana di Aeronautica e la Superjet International, che si occupa della commercializzazione nel mondo del Sukhoi Superjet 100.

Infine, a proposito del dopo Sukhoi le prospettive di collaborazione con l'Italia rimangono molto buone, come spiega sempre l'ex ministro dell’Industria Aeronautica Knivel: “L'Italia potrebbe diventare una specie di ponte privilegiato tra la Russia e l'Europa e, viceversa tra essi e il mercato della Federazione e della Csi, svolgendo, quindi, un ruolo di primo piano nella cooperazione aeronautica internazionale”.

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