Sul campo di battaglia di Borodino

Lungo le zone della battaglia sono stati eretti moltissimi monumenti in memoria dei caduti (Foto: William Brumfield)

Lungo le zone della battaglia sono stati eretti moltissimi monumenti in memoria dei caduti (Foto: William Brumfield)

A duecento anni dalla battaglia più sanguinosa delle guerre napoleoniche, combattuta il 7 settembre 1812 non lontano da Mosca, un tour virtuale alla scoperta di quei luoghi che hanno cambiato la storia

La Battaglia di Borodino, nota ai francesi come “Battaglia di Mosca”, è ricordata come uno degli scontri più sanguinosi di tutte le guerre napoleoniche. Più cruenta anche di Waterloo. I francesi hanno portato a casa una vittoria tattica, ma non sono riusciti a distruggere l’esercito russo comandato dal principe Mikhail Kutuzov (1745-1813).

Anche se lo scontro ha causato la distruzione di buona parte della città di Mosca, l’occupazione della capitale non si è conclusa con la sconfitta delle forze russe, bensì con la disintegrazione dell’esercito napoleonico.

A Borodino si accede attraverso la città di Mozhaisk, situata a circa 90 chilometri da Mosca, vicino alla quale inizia un complesso di statue lungo migliaia di metri, che formano il monumento commemorativo. Il punto iniziale si trova nella vicina Gorky, dove è stato innalzato un obelisco, sormontato da una spada dorata e da un’aquila con le ali tese in volo. Ed è proprio qui che Kutuzov organizzò il proprio quartier generale durante la battaglia.

Non lontano da lì, dietro al monumento generale, corre la strada che passa vicino all’elegante chiesa dedicata alla Vergine di Smolensk, che domina una delle colline del campo di battaglia. Nonostante fossero stati distrutti in epoca sovietica, i primi piani della chiesa, decorata da una cupola in cima alla quale si staglia una grossa croce, sono tornati al loro antico splendore, con nuovi affreschi e nuove icone. Anche la cupola, durante la battaglia di Borodino, venne rasa al suolo.

Vicino alla chiesa si innalza una piccola costruzione in legno, realizzata dalla famiglia imperiale nel 1839, convertita in ospedale militare alla fine del XIX secolo, fortemente compromessa durante l’occupazione nazista nel 1941. Oggi è stata completamente rimessa a nuovo in occasione delle celebrazioni della battaglia del 1812.

Alle spalle della chiesa, la strada compie una curva, quasi volesse inchinarsi al monumento commemorativo innalzato sul campo di battaglia principale, sul quale si erge anche un enorme obelisco alto 27 metri, dedicato ai soldati che combatterono in guerra. Disegnato dall’architetto Antonio Adamini, fu inaugurato nel luglio 1839 alla presenza dello zar Nicola I. Successivamente venne distrutto dal regime sovietico poiché veniva associato all’epoca zarista e alla chiesa ortodossa.

Il centro del campo è occupato dal convento di Sparo-Borodino: un monastero restaurato, realizzato da una comunità religiosa negli anni Venti del XIX secolo. Diventò ufficialmente un convento solo nel 1838, grazie all’iniziativa di Margherita Tukhkova, vedova del generale Aleksandr Tukhkov, morto nel campo di battaglia in testa al suo reggimento. Ed è proprio da qui che il generale Tukhkov guidò il suo ultimo e disperato attacco.

Sono moltissimi i monumenti realizzati sul campo principale della battaglia. La maggior parte di questi (33) vennero eretti per rendere omaggio alle vittime durante la celebrazione del centenario nel 1912. 

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