L'Ucraina al voto

Yulia Tymoshenko, la pasionaria ucraina agli arresti: la Corte suprema di Kiev ha confermato la condanna a sette anni (Foto: Itar Tass)

Yulia Tymoshenko, la pasionaria ucraina agli arresti: la Corte suprema di Kiev ha confermato la condanna a sette anni (Foto: Itar Tass)

Il percorso di avvicinamento alle elezioni del 28 ottobre 2012 per il rinnovo del parlamento di Kiev è seguito con attenzione dall’intera comunità internazionale. Mentre la Corte Suprema ha confermato la condanna a Yulia Tymoshenko

A meno di due mesi dalle elezioni parlamentari, in programma il 28 ottobre 2012, continua il duello a distanza tra Yulia Tymoshenko e Viktor Yanukovich, l’una dalla prigione di Kharkiv, l’altro dal palazzo presidenziale della Bankova. 

Di recente la Corte suprema di Kiev ha confermato la condanna a sette anni di prigione per la leader dell’opposizione e anche se i legali dell’ex premier hanno già annunciato il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo è difficile che le situazione subisca radicali modifiche.

Gli ultimi sondaggi del Fondo per le iniziative democratiche di Kiev indicano in vista del voto del 28 ottobre 2012 solo quattro partiti in grado di superare la soglia del 5 per cento: il Partito delle regioni di Yanukovich (28,1 per cento), Opposizione unita di Yatseniuk, alleato della Tymoshenko che è stata esclusa dalle liste elettorali (25,6 per cento), Udar di Vitaly Klitschko (11,5 per cento) e i comunisti di Petro Symonenko (8,2 per cento).

Il 14 per cento degli ucraini non ha ancora deciso per chi esprimere la preferenza. Se da un lato l’opposizione continua a protestare anticipando la non correttezza delle elezioni, l’élite al potere rassicura e annuncia che si tratterà di un voto regolare.

La comunità internazionale monitora con attenzione quello che succede in Ucraina: se in Occidente, da Bruxelles e Washington, ci sono stati continui richiami proprio sul caso Tymoshenko e sui presunti casi di giustizia selettiva, tanto che Yanukovich è finito in un quasi isolamento, su altri versanti l’Ucraina non si sente per nulla abbandonata.

Nel momento di difficile congiuntura economica, con gli aiuti del Fondo Monetario Internazionale congelati da oltre un anno, Kiev ha trovato appoggio a Oriente, da Pechino a Mosca. Soprattutto con la Russia il riavvicinamento è stato sensibile, come dimostrano i frequenti incontri bilaterali degli ultimi tempi. A giugno 2012 si sono tenuti i colloqui governativi tra Dimitri Medvedev e Mykola Azarov; il presidente russo Putin inoltre ha incontrato Yanukovich per la seconda volta nel giro di un mese e, dopo il summit di Yalta a luglio 2012, si sono rivisti a fine agosto a Sochi.

Nell’occasione Putin ha ribadito che “l’espansione dei rapporti economici tra i due Paesi è di grande importanza”, in riferimento all’Unione euroasiatica che la Russia ha già avviato con Bielorussia e Kazakistan. Il capo di Stato ucraino si è detto interessato a una cooperazione più intensa non solo con la Russia e nell’ambito della Comunità degli Stati Indipendenti, ma anche nella Sco, l’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai che comprende, oltre Mosca e Pechino, diverse repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale.

Kiev, se alle elezioni non vi saranno ribaltoni al momento poco probabili, guaderà insomma sempre più a Est.

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