Il grano russo per sfamare l'Asia

Il deputato della Duma Vyacheslav Nikonov (Foto: PhotoXPress)

Il deputato della Duma Vyacheslav Nikonov (Foto: PhotoXPress)

Il deputato della Duma Vyacheslav Nikonov, ospite del vertice Apec per parlare di sicurezza alimentare, punta sull'esportazione di cereali russi a Est

Parla a Russia Oggi il deputato della Duma Vyacheslav Nikonov a margine del vertice Apec in corso a Vladivostock. Qui ha moderato un incontro su "Risorse alimentari: come alimentare sette miliardi di persone".

Una delle quattro priorità formulate dalla Russia per Apec è la sicurezza alimentare. Quali sono gli interessi e gli obiettivi sta cercando di promuovere?
Prima della Rivoluzione del 1917 la Russia era il primo esportatore di grano in Europa. Nella seconda metà del Ventesimo secolo è diventato un importatore, e all'inizio del Ventunesimo abbiamo cominciato ad esportare di nuovo. L'Asia non è mai stata vista come un potenziale mercato, perché per gran parte della storia è stata abitata da una popolazione povera. Al giorno d'oggi, invece, gli otto maggiori Paesi Apec per popolazione importano 100 milioni di tonnellate di grano all'anno. Questo è più che la Russia produce. Non possiamo perdere questa opportunità di acquistare la nostra nicchia e di attrarre la tecnologia dai Paesi vicini.

Quali sono gli ostacoli che impediscono alla Russia di esportare grano nei mercati asiatici?
In primo luogo, l'infrastruttura portuale è inesistente. Mentre ci sono porti in grado di gestire questo tipo di carico nell'Occidente della Russia (ad esempio Novorossiysk, Tagaron, ecc.), non ce ne sono in Oriente. In secondo luogo, non abbiamo linee di trasporto fino al porto. La Transiberiana non è in grado di gestire quella quantità di merci, né possono farlo le strade esistenti. In questo modo i costi diventano molto elevati, anche per il grano proveniente dalla Siberia. I prezzi continuano a salire. Infine, per essere conveniente, le merci hanno bisogno di muoversi in entrambe le direzioni lungo la Transiberiana. In questo momento il grano proviene dalla Russia europea va verso l'Asia, ma i vagoni percorrono la direzione opporta vuoti. Pertanto, i costi aumentano ulteriormente.

Si parlava di attrarre manodopera straniera e tecnologia per migliorare l'agricoltura nell'Estremo Oriente russo. A che punto sono questi progetti?
Ai preliminari. L'Estremo Oriente ha il potenziale per sviluppare l'agricoltura, ma non potrà mai sostituire la Regione del Volga e del Caucaso del Nord (anche se queste due regioni sono attualmente esposte a condizioni atmosferiche difficili). Non ci sono ostacoli che impediscono all'Estremo Oriente di diventare a livello agricolo autosufficiente. Tuttavia, se stiamo parlando di grano da esportare verso l'Asia, questa è una possibilità per il futuro. Dopo tutto, la Russia è stata il secondo esportatore mondiale di cereali nel 2011. I Paesi Apec rappresentano circa il 37-38 oer cento di tutte le importazioni in tutto il mondo. La nostra percentuale è attualmente pari a zero. L'agricoltura si sta sviluppando nell'Estremo Oriente russo. Investimenti arrivano e gli stranieri già lavorano nelle nostre aziende agricole. Potreste aver sentito parlare di lavoratori della Corea del Nord in Siberia e in Estremo Oriente. Anche i piani per lo sviluppo delle infrastrutture portuali, come ho detto in precedenza, devono essere sviluppati.

Se questi piani avessero successo, quali mercati asiatici sarebbero i primi importatori di grano russo?
Quelli con le popolazioni più numerose: Cina, Giappone, Corea del Sud, Vietnam, Thailandia e Filippine.

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