Meno cash, più carte di pagamento

Nel 2011 c'erano 11 milioni di carte di credito in circolazione in Russia su un totale di 140 milioni di abitanti (Foto: PhotoXPress)

Nel 2011 c'erano 11 milioni di carte di credito in circolazione in Russia su un totale di 140 milioni di abitanti (Foto: PhotoXPress)

Sempre meno russi ricorrono ai contanti per i loro acquisti non solo online, secondo un recente studio che indaga anche sul risvolto della medaglia

Un sondaggio MasterCard rivela che la stragrande maggioranza dei cittadini della Federazione utilizza le carte di pagamento per i propri acquisti. Gli esperti prevedono un ulteriore aumento del numero di queste carte elettroniche, ma notano anche che il loro uso diffuso potrebbe peggiorare la disciplina dei pagamenti tra i clienti delle banche.

Solo un quarto dei cittadini russi non utilizza la moneta elettronica. Questa è la conclusione a cui sono arrivati gli esperti della MasterCard. Secondo il sondaggio, nel 2011 il numero di russi in possesso di una carta di pagamento raggiungeva il 74 per cento, un 11 per cento in più rispetto al 2010.

La maggior parte dei russi – l’83 per cento - possiede una carta di pagamento. La percentuale delle carte di debito, aperte in modo autonomo, è salita, durante il 2011, dall’11 al 19 per cento. Le carte di credito sono state richieste autonomamente dal 16 per cento dai cittadini della Federazione, mentre il 12 per cento degli intervistati possiede una carta sociale.

Secondo l’indagine, l'importo medio dei pagamenti effettuati con il denaro di plastica è diminuito da 2.500 a 2.200 rubli. Tra i motivi di questa inversione di tendenza, il 60 per cento degli intervistati cita i bonus e la comodità dell’utilizzo delle carte, il 58 per cento evidenzia la sicurezza e la velocità con cui vengono effettuati gli acquisti, e il 34 per cento sottolinea i vantaggi diretti di poter pagare, con la carta, beni e servizi su Internet.

Lo studio ha dimostrato inoltre che i russi sono diventati più attivi nell’uso di queste carte elettroniche. Il numero di persone che acquistano beni e servizi con carte di pagamento sono salite al 40 per cento, contro il 27 per cento del 2011. E secondo quanto sostiene Olga Bachtina del colosso bancario Sberbank, in futuro aumenterà in modo significativo proprio il numero dei titolari di carte di credito.

"La carta di credito è uno strumento che permette a una persona di non pensare troppo, di non preoccuparsi, di avere accesso al proprio conto e di sapere solo due cose: che bisogna pagare in tempo i debiti e che oltre alla tesserina plastificata non ha nient’altro di cui preoccuparsi. L’uso delle carte di credito supererà persino l'uso di quelle di debito, semplicemente perché, come strumento di pagamento, sono molto più comode. Mi auguro che, nel giro di due o tre anni, tutti noi, nel portafoglio, avremo solo l’essenziale per un pranzo", ha dichiarato Olga Bachtina.

Tuttavia, il boom delle carte di credito ha anche un rovescio della medaglia. In particolare, stando alla tendenza generale, le persone, quando utilizzano la carta di credito, non sempre si rendono conto di quanto spendono, trovandosi poi con debiti che non riescono a sanare, avverte Paul Samiev, vicedirettore dell'agenzia "Ekspert RA". "Negli ultimi anni, non si fa che sentire previsioni piuttosto allarmistiche circa il rapido aumento delle carte di credito e, in generale, dei crediti al consumo.  I crediti al consumo sono una "hit" delle banche: il segmento più interessante dal punto di vista del potenziale di crescita, nonché degli attuali tassi di crescita. Ci sono delle previsioni secondo cui ciò potrebbe portare a un aumento eccessivo dei ritardi, a un peggioramento molto significativo della disciplina dei pagamenti e, pertanto, ad alimentare i problemi che non sono stati ancora risolti dopo la crisi", ha sottolineato l’esperto.

La crisi del 2008 è stata in gran parte dovuta all'emissione massiccia di crediti e alla successiva incapacità da parte dei clienti di restituirli. Ora, tuttavia, sottolineano gli esperti, le banche hanno migliorato significativamente il sistema di valutazione dei clienti che richiedono un prestito. Pertanto non c’è da temere una crisi dei crediti al consumo.

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