L'Unesco bacchetta anche San Pietroburgo

Il Lahta-Center di Gazprom, che dovrà sorgere a San Pietroburgo, al centro della diatriba con l'Unesco (Foto: Ufficio Stampa)

Il Lahta-Center di Gazprom, che dovrà sorgere a San Pietroburgo, al centro della diatriba con l'Unesco (Foto: Ufficio Stampa)

Dopo le minacce di togliere il Cremlino di Mosca dalla lista del Patrimonio dell'Umanità, a rischio anche la capitale sulla Neva, a causa del grattacielo Gazprom

Il permesso accordato dalle autorità municipali di San Pietroburgo per la costruzione di un grattacielo di uffici delle società Gazprom e Gazprom-Neft nel quartiere Primorskij non ha suscitato solo l'indignazione dei cittadini, ma ha anche attirato l'attenzione dell'organizzazione mondiale per le questioni di cultura, scienza e istruzione dell'Onu, l'Unesco.

Il Lahta-Center con i suoi 472 metri di altezza potrebbe deturpare lo storico panorama del centro cittadino, distruggendo così l'unità e la coerenza di San Pietroburgo.  Attualmente i rappresentanti dell'Unesco stanno aspettando dalle autorità della capitale del Nord un documento ufficiale con il loro parere sulla potenziale influenza del nuovo edificio sulla percezione dei monumenti del patrimonio culturale.

"Prima di decidere se costruire, le autorità municipali di San Pietroburgo devono presentare all'Unesco i documenti necessari. Esse dovranno dimostrarci che non verrà recato danno ai beni del patrimonio culturale, - spiega a Izvestija il presidente del Comitato per il Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco Eleonora Mitrofanova. - Quando ci arrivano troppe segnalazioni dalla società civile, viene formata una missione speciale dell'Unesco che avvia un'indagine direttamente sul posto".   

Foto: Itar-Tass
Unesco, Cremlino a rischio

Se venisse intaccata la coesione storica di San Pietroburgo, l'Unesco potrebbe prendere misure estreme. "L'organizzazione può escludere la città dalla lista dei monumenti che costituiscono il Patrimonio dell'umanità. È la misura più grave che può prendere l'organizzazione. È successo una volta sola, con il centro di Dresda: la decisione è stata presa nella seduta del 2011, - racconta a Izvestija il rappresentante ufficiale della Russia all'Unesco in Francia Viktorija Kalinina. - Il motivo è che i tedeschi hanno trasformato il centro storico della città, diciamo così, non nel migliore dei modi".   

Il precedente della Germania potrebbe ripetersi a San Pietroburgo, se l'apposita commissione di esperti riterrà che il volto del centro storico risulti gravemente deturpato. Eppure, Viktorija Kalinina ritiene che "queste cose non accadono all'improvviso", e che prima di prendere una simile decisione alle autorità verranno inviati numerosi avvertimenti.

Inoltre, se il grattacielo della Gazprom altererà il panorama storico di una singola zona nel centro di San Pietroburgo, l'Unesco potrebbe ridurre la superficie cittadina che viene considerata Patrimonio dell'umanità. "Io, in qualità di ambasciatrice, ho ricordato alle autorità di San Pietroburgo di presentare il loro resoconto sulla potenziale influenza del nuovo edificio sulla percezione dei monumenti del patrimonio culturale. Dal momento che l'edificio non si trova nell'area considerata patrimonio culturale, nella zona off-limits, l'Unesco per ora non impone rigide disposizioni, - spiega la Mitrofanova. - Dobbiamo innanzitutto guardare la presentazione digitale del possibile effetto del grattacielo e assicurarci che sia tutto a posto".     

I rappresentanti del futuro grattacielo hanno dichiarato di aver ottenuto il permesso di costruire il palazzo Lahta-Center dopo aver concordato il progetto con l'Ente autonomo federale Glavgosekspertiza Rossij. "Il parere positivo è stato ottenuto il 31 luglio 2012. Inoltre, il progetto del Lahta-Center una volta adattato al nuovo sito di costruzione ha seguito la procedura per ottenere una deroga ai parametri massimi di altezza, - ha reso noto il direttore per le relazioni pubbliche della Okhta Business Center Svetlana Afanaseva. - Nel giugno 2011 sono stati tenuti degli incontri pubblici in cui tutti i pietroburghesi interessati hanno potuto leggere le proprie osservazioni e proposte".

Sulla base di questi incontri è stata pubblicata una disposizione del Comitato per l'Architettura e l'Urbanistica che consente la costruzione di edifici di altezza fino a 500 metri nell'area di Lahta. Nel novembre 2012 la legittimità di questa disposizione è stata confermata dal tribunale municipale di San Pietroburgo. Gli esperti di architettura fanno osservare che il progetto del Lahta-Center non è molto diverso dal precedente tentativo, che aveva suscitato grande scalpore, di costruire gli uffici della Gazprom nel quartiere di Okhta. Naturalmente, gli autori del progetto hanno cambiato il sito della costruzione, ma il grattacielo contemporaneo sarà comunque visibile da molti punti della città, senza potersi armonizzare con il panorama del centro storico di San Pietroburgo.  

"Si ripropone la stessa identica situazione dell'Okhta-Center. Ma il luogo della costruzione è stato cambiato: il quartiere Primorskij non è considerato centro storico, per cui ottenere il permesso di costruire lì è più facile, sebbene la legislazione russa salvaguardi non solo i singoli edifici, ma anche l'intero panorama della città", spiega  Yuri Volchok, professore dell'Accademia di Architettura di Mosca (Markhi) e storico dell'architettura. 

Per leggere l'articolo originale cliccare qui 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta