Il mondo a portata di… divano

Sale il numero dei viaggiatori low cost che dormono di divano in divano (Foto: Getty Images / Fotobank)

Sale il numero dei viaggiatori low cost che dormono di divano in divano (Foto: Getty Images / Fotobank)

La formula turistica del couchsurfing, ultima frontiera del low cost, prende piede anche a Mosca. Un'opportunità da sfruttare per una vacanza economica

Al giorno d’oggi, è sufficiente un clic per ottenere informazioni su qualsiasi angolo del mondo, anche il più remoto. Il turismo tradizionale - da un’attrazione turistica all’altra – sta perdendo il suo fascino. Alla costante ricerca di novità, i giovani scoprono una nuova forma di turismo: il couchsurfing.

Il couchsurfing può essere tradotto letteralmente dall’inglese con "saltare da un divano all’altro". Si tratta dell’ultima frontiera dei viaggi low cost che ti permette di risparmiare sui costi dell’alloggio: invece di prenotare una camera d’albergo, ti viene offerto il divano nella casa di un altro couchsurfer. Il concetto di "divano", ovviamente, è un concetto relativo con cui si intende semplicemente un tetto sulla testa. Il couchsurfing ti offre, inoltre, la possibilità di viaggiare per il mondo, senza doverti alzare dal tuo divano. Per conoscere un’altra cultura, costumi e tradizioni diversi, non è più necessario lasciare la propria città natale, basta invitare a casa propria un turista straniero.

Il sito Web ufficiale dei couchsurfer registra attualmente circa 4,5 milioni di utenti, provenienti da 207 Paesi del mondo. Sul sito il viaggiatore può scegliere il Paese e la città, così come il tipo di surfing: "coffee", per incontri in città, passeggiate e visite turistiche ai monumenti; o " hosting", se invece si cerca una sistemazione. Per tutelare al meglio i viaggiatori, il sito vanta un sistema di verifica dell'identità a tre livelli. L’utente è tenuto, innanzitutto a confermare il proprio nome sul sito, dopodiché a versare con la propria carta di credito una somma indicativa di denaro, così da confermare ufficialmente la propria identità. Infine, il nuovo surfer confermerà il proprio indirizzo postale, ricevendo a casa per posta una cartolina con un codice.

In Russia, questa nuova moda occidentale sta prendendo piede lentamente. I russi si dimostrano ancora un po’ diffidenti a ospitare in casa propria un estraneo e la prospettiva di recarsi in un altro Paese, ospiti di una persona che conoscono appena, suscita ancora più timori. Alisa Grinemaerv, couchsurfer di Novosibirsk, raccomanda: "È consigliabile cercare i contatti su siti attendibili o attraverso amici e conoscenti. Prima di partire è necessario conoscere le persone che vi ospiteranno, il loro stile di vita, i loro hobby e le loro abitudini domestiche. Lo stesso vale per chi decide di ospitare qualcuno a casa propria. Essenziali sono la cordialità, la correttezza, la responsabilità e, naturalmente, l’ospitalità".

È importante ricordare che questa forma di turismo non vincola in alcun modo i couchsurfer tra di loro. "Mai abusare dell’ospitalità", avverte Anna Nazenceva, couchsurfer esperta. "A volte si vengono a creare delle situazioni in cui l’altro surfer ti sta letteralmente con il fiato sul collo. Invitare un ospite a casa propria, non significa dovergli offrire da mangiare e da bere, o dover risolvere i suoi problemi finanziari. Naturalmente, quando si ha a che fare con turisti stranieri, è inevitabile che sorgano delle incomprensioni o delle difficoltà. Ma risolverle non è difficile, se ci si ricorda che si sta comunicando con una persona che ha una cultura e una mentalità diversa dalla propria".

I couchsurfer non amano ricordare le esperienze negative. Il couchsurfing per loro è prima di tutto una grande opportunità per fare nuove amicizie in ogni angolo del mondo. "È bello sentire il tuo amico francese che ti manda i saluti della ragazza lituana che hai conosciuto a Roma, quando lui magari lo hai conosciuto in tutt’altra città europea. I legami nel mondo del couchsurfing sono molto stretti", afferma Anna.

Spesso capita anche che un viaggiatore abbia bisogno dell’aiuto degli altri couchsurfer. "Una volta ho ospitato una ragazza francese, che si trovava in una situazione difficile: era rimasta tutta sola a Mosca senza un lavoro e una sistemazione", racconta Anna. "Mi sono accorta che aveva bisogno di aiuto proprio attraverso il sito. Quando l'ho chiamata, era seduta in una caffetteria di Mosca senza sapere dove andare. Anche a me è capitato più di una volta di dover ricorrere all’aiuto degli altri couchsurfer. È rincuorante sapere che c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarti".

L’interesse dei couchsurfer nei confronti della Russia cresce di anno in anno. A Mosca e a San Pietroburgo, gli stranieri preferiscono le piccole città, la Siberia e l'Estremo Oriente.

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