Il tradimento in scena a Venezia

La Russia torna sul red carpet del Lido con l'opera di Kirill Serebrennikov in concorso alla 69esima edizione della Mostra del Cinema. In laguna anche i film di Lubov Arkus e Alexei Balabanov

I FILM RUSSI ALLA 69MA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

Nel 2011 il leone ha ruggito in russo. Assegnando la vittoria al monumentale e seducente “Faust” di Aleksandr Sokurov. Ora, alla 69esima Mostra del Cinema di Venezia (dal 29 agosto all’8 settembre 2012), rinnovata con il passaggio di testimone da Marco Muller a Alberto Barbera, la Russia cercherà di rendere onore a quel Leone d’Oro che l’ha consacrata, nell’edizione precedente, nel firmamento dei capolavori cinematografici moderni. E lo fa presentando alla giuria (quest’anno ancora più ampia ed eterogenea) alcuni grandi protagonisti del cinema russo contemporaneo. Storie di infedeltà, amori e sofferenze, speranze e passioni, presentate sul grande schermo con i lavori di Kirill Serebrennikov “Izmena” (Il tradimento), in concorso nella selezione ufficiale; Alexei Balabanov con “Ja tozhe hochu” (Anch’io lo voglio), inserito nella sezione Orizzonti e Lubov Arkus con “Anton tut ryadom” (Anton è qui vicino), fuori concorso.


Tre opere portate a Venezia a dimostrazione “dell’importante virata che sta subendo il cinema russo, capace di ritagliarsi uno spazio considerevole sul palcoscenico internazionale”, così come ha commentato Elena Romanova, a capo del dipartimento internazionale di Fond Kino, la fondazione a sostegno del cinema russo nel mondo.


I riflettori sono comunque quasi tutti puntati su Serebrennikov, tutt’altro che nuovo alla critica italiana, che nel 2006 lo ha premiato alla prima edizione del Festival Internazionale del Film di Roma con “Playing the victim” (titolo originale “Izobrazhaya zhertvu”), adattamento moderno dell’Amleto di Shakespeare, rivisto in chiave dark e grottesca.



Cresciuto insieme al regista Anatolij Vasilev, braccio destro dei fratelli Oleg e Vladimir Presnyakov,  autori tra l’altro di un nuovo teatro sperimentale, Serebrennikov è noto soprattutto come regista teatrale e si è fatto apprezzare per la sua capacità di avvicinarsi in maniera alquanto originale alle opere classiche.


Affiancato alla sceneggiatura da Natalia Nazarova, Serebrennikov si presenta al pubblico del Lido con un film che si preannuncia surreale, spalancando le porte a un tema indubbiamente familiare a molti: il tradimento. La storia ruota attorno alla scoperta da parte di un uomo e una donna dell’infedeltà dei rispettivi partner.  “Si tratta di un film-catastrofe, che racconta le relazioni tra uomini e donne guidate dal tradimento – ha anticipato il regista -. È una pellicola che va a svelare le emozioni e i sentimenti più duri. In essa non ci sono amici, nemici, non c’è una città di fondo: solo il tradimento. L’odore e l’incarnazione del tradimento”. Tra gli interpreti, Franziska Petri, Albina Dzhanabaeva, Dejan Lilic e Arturs Skrastins.


Per la sezione Orizzonti la Russia si presenta invece con la pellicola “Ja tozhe hochu” (Anch’io lo voglio) di Alexei Balabanov, definita dal producer Sergei Selyanov “in assoluto il film più positivo del regista”. Interpretata da Yuri Matveev, Aleksandr Mosin, Oleg Garkusha e Alisa Shitikova, la pellicola racconta il viaggio lungo la Russia di cinque persone, tra cui un bandito e una giovane ragazza, alla ricerca del “Campanile della felicità”.


Fuori concorso, “Anton tut ryadom” (Anton è qui vicino) di Lubov Arkus, uno zoom toccante e commovente sulla vita di un ragazzo autistico. “La cosa più difficile - ha spiegato la regista -, è stata superare la paura di come mostrare al pubblico questo film”. Un film documentario che si consuma tra inquietudini e sofferenze, lasciando dietro di sé un interrogativo pungente: come si può affrontare il dolore così forte di un’altra persona?

IZMENA

“Izmena” (Il tradimento)

Regia: Kirill Serebrennikov

Sceneggiatura: Kirill Serebrennikov, Natalia Nazarova

Producer: Sabina Eremeeva

Cast: Franziska Petri, Albina Dzhanabaeva, Dejan Lilic e Arturs Skrastins

Durata: 115 min

Genere: Drammatico

Trama:

Lui di lei non sa nulla. Lei, invece, di lui sa tutto. O perlomeno, la cosa più importante: i loro rispettivi partner hanno una relazione. Un tradimento nascosto ad occhi esterni, ma che macina il fegato e ne distrugge il sonno. Una storia di solitudine reciproca, dove il legame con una persona amata lascia il posto a un vuoto profondo e inaspettato.

Regista:

Nato a Rostov sul Don il 7 settembre 1969, Kirill Serebrennikov studia fisica all’università, senza dimenticare il suo amore per il cinema. Inizia a lavorare in televisione nel 1991, avvicinandosi contemporaneamente al teatro. Formatosi insieme al regista Anatoli Vasilev, negli anni collabora anche con i fratelli Presnyakov, famosi per le loro sperimentazioni teatrali. Nel 2006 con il film “Izobrazhaya zhertvu” (Playing the victim) vince il primo premio al Festival Internazionale del Film di Roma. Kirillenko viene ricordato anche per altre importanti creazioni: “Yuriev den” (2008) e “Korotkoe zamykanie” (2009).

JA TOJE HOCHU

“Ja tozhe hochu” (Anch’io lo voglio)

Regia: Alexei Balabanov

Sceneggiatura: Alexei Balabanov

Producer: Sergei Selyanov

Cast: Yuri Matveev, Aleksandr Mosin, Oleg Garkusha e Alisa Shitikova

Durata: 89 min

Trama:

Il film racconta la storia di cinque persone, un musicista, una giovane ragazza, un bandito con un suo amico e il vecchio padre, alla ricerca del “Campanile della felicità”, situato, secondo la leggenda, tra San Pietroburgo e Uglich, nella regione di Yaroslavl.

Regista:

Nato a Sverdlovsk il 25 febbraio 1959, Alexei Balabanov studia pedagogia, lavorando poi come assistente alla regia presso lo studio cinematografico della sua città natale. Negli anni Novanta studia cinema, vincendo poi il premio per il miglior film nel 1999 al Nika, il festival dell’Accademia russa dell’arte cinematografica, con il lungometraggio “Pro urodov i lyudej”.

ANTON TUT RYADOM

“Anton tut ryadom” (Anton è qui vicino)

Regia: Lubov Arkus

Sceneggiatura: Lubov Arkus

Producer: Aleksandr Golutva, Sergei Selyanov

Durata: 110 min

Genere: documentario

Trama:

Il protagonista di questo film è un ragazzo affetto da autismo. La vita del giovane, la gente che lo circonda e  il contesto spesso difficile nel quale è inserito vengono immortalati dalla telecamera, che coglie gli aspetti più complessi e umani di una vicenda che affronta il tema della solitudine e della sofferenza.

Regista:

Nata il 20 settembre 1960 a Lvov, studia presso la facoltà di Cinema e Sceneggiatura, lavorando anche a capo della rivista “Seance”. Dopo numerose collaborazioni, anche in ambito televisivo, insegna all’università statale di Cinema e Televisione di San Pietroburgo. Ha collaborato, tra le altre cose, con importanti giornali russi come Ogonek e Iskusstvo Kino.

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