Kiev estrada presunto attentatore di Putin

Il cittadino kazako Ilja Pjanzin, accusato di aver architettato l'assassinio del Presidente alla vigilia delle elezioni di marzo 2012, è ora in prigione a Mosca. Per il secondo sospetto si attende invece il giudizio della Corte Europea per i Diritti Umani

Era stato accusato di aver architettato l’assassinio di Vladimir Putin. Ora l’Ucraina ha accettato l’estradizione di Ilja Pjanzin, cittadino kazako accusato di aver pianificato l’uccisione del Presidente russo (all’epoca dei fatti primo ministro della Federazione), alla vigilia delle elezioni presidenziali di marzo 2012.

Il sospetto è ora rinchiuso nel centro di detenzione di Lefortovo a Mosca. L’estradizione, inizialmente negata, è arrivata dopo il via libera del tribunale di Odessa.

Secondo l’accusa, il kazako, che avrebbe inizialmente ammesso il piano per poi smentirlo, avrebbe pianificato l’attentato insieme a un cittadino ceceno, Adam Osmaev, su cui pendeva un mandato di cattura internazionale, arrestato in seguito dalle forze speciali ucraine.

Per quest’ultimo le forze dell’ordine non hanno ancora confermato l’estradizione, in attesa di un giudizio da parte della Corte Europea per i Diritti Umani. 

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