Radici che affondano nel 1812

La rievocazione della battaglia di Lubino faceva parte della celebrazione del 200° anniversario della Guerra Patriottica del 1812 (Foto: Olga Lisinova / RG)

La rievocazione della battaglia di Lubino faceva parte della celebrazione del 200° anniversario della Guerra Patriottica del 1812 (Foto: Olga Lisinova / RG)

Le testimonianze dei discendenti degli eroi della battaglia di Borodino con il racconto di come quegli eventi storici hanno cambiato la vita delle loro famiglie

I discendenti degli eroi della battaglia di Borodino descrivono ciò che l'evento ha significato per le loro famiglie.

1. Kira Mikhaylovna Khitrovo-Kromskaya, 85 anni, discendente del maresciallo Mikhail Kutuzov

Kira Mikhaylovna Khitrovo-Kromskaya (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Kira Mikhaylovna Khitrovo-Kromskaya
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Le figlie del maresciallo Kutuzov furono le uniche della prole a sopravvivere fino all'età adulta, e quindi i suoi discendenti hanno cognomi diversi. Tutti sanno che Kutuzov era un uomo ambizioso, ma non molti sanno che era un padre molto affettuoso. Kutuzov non può essere attaccato sul fronte della famiglia. Quando sua figlia Annushka, mia diretta antenata, ha detto che voleva aprire una sala concerti, Kutuzov la sostenne. 

Durante la Grande Guerra Patriottica, sono stata sfollata da Mosca e sono finita in un orfanotrofio: nelle belle giornate lavoravamo in un campo, e, quando il tempo era brutto, ci si occupava dei pazienti in ospedale. Dopo la guerra, ho trovato lavoro nel Commissariato del Popolo per il Commercio Estero e ho lavorato nelle relazioni economiche straniere per 44 anni. Il mio primo incarico all'estero è stato quello in Guinea, ho vissuto lì due anni e mezzo.

2. Pavel Kulikovsky, 51 anni, discendente della casata dei Romanov

"Sono tornata in Russia per lavorare nel business"

Pavel Kulikovsky (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Pavel Kulikovsky
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

La battaglia di Borodino è un simbolo importante non solo per i russi, ma anche per gli europei, perché da lì cominciò la liberazione dell'Europa dalle forze di Napoleone. E due anni più tardi Alessandro I, che aveva preso le decisioni strategiche nella guerra del 1812, guidò il trionfo a Parigi. Purtroppo l'imperatore non aveva discendenti diretti, e quindi i discendenti dei fratelli e delle sorelle di Alessandro sono considerati suoi discendenti diretti.

Il mio antenato diretto fu il futuro imperatore Nicola I, fratello di Alessandro. Sono nato in Canada, dove la mia bisnonna Olga, figlia di Alessandro III, si era trasferita. Poi la mia famiglia si trasferì in Danimarca, dove ho vissuto per circa 40 anni. Ma in una mostra a Washington ho incontrato la mia futura moglie, una russa. Ci siamo sposati a Londra e nel 2008 abbiamo iniziato a vivere a Mosca. Ora sono l'amministratore finanziaro di una società danese che lavora in Russia. 

3. Dmitri Shebalin, 17 anni, discendente della nobile famiglia Langov e del francese Jean Pasteur

"I miei antenati erano su entrambi i lati della barricata"

Dmitri Shebalin (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Dmitri Shebalin
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Da parte di mia madre, appartengo alla nobile famiglia Langov, ma purtroppo non ho ancora identificato con precisione i nomi dei miei antenati che hanno preso parte alla guerra del 1812. I miei antenati da parte di mio padre erano anche francesi, e uno di loro, Jean Pasteur, combattè dalla parte delle guardie di Napoleone. Era il padre del famoso microbiologo Louis Pasteur, che era il fratello del mio antenato diretto.
 

In generale, quando sono sul sito della battaglia di Borodino mi riesce difficile immaginare che questo luogo erboso era un campo di battaglia e che uno dei miei antenati  poteva essere spazzato via da una palla di cannone in qualsiasi momento. Io stesso sono al primo anno di studi presso la facoltà di Giornalismo dell'Università Statale di Mosca per le Relazioni Internazionali e sono attivamente coinvolto nella sezione giovani dell'Assemblea della Nobiltà russa.
 

4. Anna Miloradovich, 47 anni, discendente del generale Mikhail Miloradovich, con il marito Peter Stewart

"Preferisco pecore e galline alla storia"

 Anna Miloradovich (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
 Anna Miloradovich
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Il mio antenato più famoso era il generale Mikhail Andreyevich Miloradovich. Nella battaglia di Borodino, ha comandato il fianco destro della 1° Armata, guidando le forze nello sforzo vicino Vyazma, che è stato devastante per i francesi, e inseguì l'esercito di Napoleone fino a Parigi. Gli fu concesso il titolo di conte per i suoi successi. Ma nel 1825, fu fucilato dal decabrista Kakhovsky in Piazza del Senato.

Questo è probabilmente il motivo per cui non ho trovato il suo ritratto sia nella galleria di eroi di guerra sulla Collina Poklonnaya a Mosca o a Borodino. Dopo tutto, in Unione Sovietica, la gente era molto affezionata ai decabristi. Ora l'Unione Sovietica è crollata, ma non c'è ancora un ritratto di Miloradovich appeso. Sono cresciuta nella città canadese di Montreal e vivo ancora lì. Io sono una storica di formazione, ma il mio interesse più grande non è la storia della mia famiglia, ma piuttosto galline, mucche e pecore. Spendo molto di tempo per curare la mia fattoria.

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5. Andrei Seslavin, 30 anni, un discendente del leader della guerriglia Aleksandr Seslavin

"Ho un grande interesse nella genealogia"

Andrei Seslavin (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Andrei Seslavin
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Secondo la tradizione di famiglia, il generale Aleksandr Nikitich Seslavin è il mio diretto antenato. Egli è famoso per aver partecipato al movimento di guerriglia. Seslavin è spesso dimenticato, ma i suoi risultati sono stati molto grandi: fu il primo a stabilire sia il fatto che le truppe francesi si ritirassero da Mosca sia la direzione nella quale dovevano ritirarsi. Riferì le informazioni alla sede centrale intempo, e questo certamente contribuì all'esito favorevole di tutta la campagna. 

Io sono un economista di formazione e vivo a Mosca. Recentemente ho aggiunto un nuovo interesse al mio amore per la storia, la genealogia del Dna. Sto conducendo un progetto di ricerca internazionale.

6. Vissarion Alyavdin, 56 anni, discendente del generale Ivan Ushakov, con sua figlia Maria

"Il nostro antenato perse una gamba, ma ha preso Parigi"

Vissarion Alyavdin (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Vissarion Alyavdin con sua figlia
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Il mio antenato Ivan Mikhaylovich Ushakov è stato ferito al braccio nella guerra del 1806-1807 contro Napoleone e ha ricevuto la Spada d'oro per il coraggio. Nel 1812, durante la battaglia di Borodino, Ushakov era comandante del Reggimento Chernigov, parte della divisione di Peter Konovnitsyn. Durante la battaglia, gli fu amputata una gamba, ma con una gamba artificiale prese parte con il suo reggimento alla presa di Parigi. 

Per dodici anni sono stato a capo della Società dei discendenti dei partecipanti alla guerra 1812. Ma questo è un lavoro pubblico, mentre il mio ruolo principale è quello di presidente della Fondazione per la rinascita del Paese.

7. Konstantin Konovnitsyn, 40 anni, discendente del generale Petr Konovnitsyn

"Traduco per gli immigrati russi negli Stati Uniti"

 Konstantin Konovnitsyn (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
 Konstantin Konovnitsyn
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Il mio trisavolo Petr Petrovich Konovnitsyn considerava suo dovere di difendere il grande Paese della Russia nel 1812. Durante la campagna militare ha diretto la retroguardia dell'esercito russo, ha respinto gli attacchi dei francesi a Borodino. Nella stessa battaglia, Konovnitsyn ha comandato la difesa sul fianco sinistro dopo la morte di Bagration e subì una commozione cerebrale. Poi è diventato generale sotto Kutuzov e nel 1815 ha assunto la carica di ministro russo della Guerra. 

Sono nato e vivo a Los Angeles, i miei antenati emigrarono negli Stati Uniti dopo la rivoluzione. Torno molto raramente in Russia; prima di questa visita, sono stato qui l'ultima volta nel 1994. Ma la mia professione è legata alla lingua russa: faccio traduzioni dal russo all'inglese. Ad esempio, quando un emigrato dalla Russia finisce in ospedale faccio da tramite tra lui e i medici.

8. Karlen Khachatryan, 17 anni, discendente dei cosacchi Kolpakov

"Prendo parte alle rievocazioni storiche"

Karlen Khachatryan (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Karlen Khachatryan
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Due dei miei antenati erano eroi della campagna del 1812: Andrei Jakovlevic Kolpakov e Peter Andreyevich Kolpakov, padre e figlio. Erano cosacchi degli Urali: uno aveva il grado di sotnik e l'altro quello di yesaul. Nel 1814, entrambi hanno raggiunto Parigi. 

Io non sono ancora riuscito a visitare la Francia, anche se sono stato in molti Paesi europei. Certo, posso dire che a Borodino ho messo il mio piede sul suolo francese: è un monumento alla memoria e la terra intorno ad esso appartiene alla Francia. Ho visitato il campo di Borodino per dieci anni e partecipo ancora oggi a rievocazioni storiche. Ma i miei interessi non si limitano alla guerra del 1812 ma anche a ricostruzioni di eventi della Grande Guerra Patriottica.

9. Andrei Andreyevich Musin-Pushkin, 69 anni, discendente del Generale Ivan Musin-Pushkin

"I francesi hanno smesso di accusare la sconfitta col tempo"

Andrei Andreyevich Musin-Pushkin (Foto: Kommersant / Olga Ivanova)
Andrei Andreyevich Musin-Pushkin
(Foto: Kommersant / Olga Ivanova)

Sono rimasto molto male di non aver trovato i miei antenati nella Galleria degli Eroi della guerra del 1812, che si trova nel Museo dell'Ermitage. La mia famiglia ha dato un contributo significativo al risultato di questi eventi: undici Musin-Puskin hanno preso parte alla guerra. Il mio diretto antenato Ivan Alexeyevich, figlio di Alexei Ivanovic, che ha scoperto il manoscritto dell'antica cronaca Slovo o Polku Igoreve (Annali della storia russa), era un generale importante. 

Sono stato direttore commerciale di una grande società americana di sostanze chimiche, ma ora sono in pensione e sono un cittadino francese. Ricordo ancora come i francesi in tutto il mondo dicevano che non erano stati i russi a sconfiggerli, ma il "Generale Inverno", il nostro clima rigido.

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