Uljanovsk, corridoio per la Nato

La Russia si prepara ad ospitare un punto di transito per la Nato a Uljanovsk (Foto: Itar Tass)

La Russia si prepara ad ospitare un punto di transito per la Nato a Uljanovsk (Foto: Itar Tass)

La città a 800 chilometri a Est di Mosca servirà da passaggio per i carichi collegati con l'Afghanistan. Uno scalo che potrebbe entrare in funzione già ad agosto 2012 ma che lascia dietro di se una scia di polemiche

Sarà la città di Uljanovsk, a circa 800 chilometri a Est di Mosca, a fare da punto di transito per le consegne di tir afghani da parte della Nato. I preparativi saranno ultimati al più presto e già nel mese di agosto 2012, secondo quanto annunciato qualche tempo fa da Nikolai Korchunov, rappresentante permanente ad interim della Russia presso la Nato, si potrà iniziare con le operazioni. 

La notizia che la Russia fosse pronta a partecipare più attivamente nel trasporto di camion dall’Afghanistan risale a marzo 2012. In particolare le parti si sono accordate sulla costruzione a Uljanovsk di un punto di trasbordo aereo e terrestre. La notizia ha avuto una forte risonanza in Russia: l’opposizione, in primo luogo il Partito Comunista ha accusato le autorità del Paese di essere intenzionata a creare una base Nato sul territorio dello Stato.

Tra i vantaggi dell’aeroporto a Uljanovsk rientrano una pista di decollo e atterraggio piuttosto lunga, capace di ricevere grandi aerei cargo, la presenza di un ramo ferroviario di raccordo – ora in fase di manutenzione – e la capacità di carico non eccessiva dell’aeroporto. Nell’aerodromo non è in atto alcun lavoro di costruzione e, secondo quanto riferito dai responsabili dell’aeroporto, non è nemmeno in programma, perciò non ci sarebbe posto per collocare una base Nato. Sarà possibile esclusivamente il transito e lo smistamento dei convogli afghani direttamente nell’aeroporto.

“Il nostro lavoro è quello solito di ogni aeroporto. Se ci diranno di ricevere degli aerei li accetteremo, se ci diranno di non farlo, non lo faremo” ha commentato Oleg Shalkin, vicedirettore commerciale dell’aeroporto.

I soli a rovinare l’apparente tranquillità sono i picchetti settimanali dei comunisti locali. Continuano a organizzare delle proteste sia nel centro città sia nelle zone periferiche della regione di Uljanovsk. Come ha fatto notare Aleksandr Kruglikov, primo segretario del comitato provinciale del Partito Comunista di Uljanovsk, “i soldi non bisogna farli seguendo l’interventismo armato americano, ma attraverso la modernizzazione del settore dell’industria aeronautica”.

Il comunista non è poi certo che i funzionari doganali riusciranno a mettere in atto controlli adeguati sui convogli. Il servizio doganale federale ormai da tempo sta provvedendo a una riorganizzazione degli organi doganali che operano sul territorio di direzione doganale del Volga. È quindi in programma la trasformazione della dogana di Uljanovsk in una stazione doganale di smistamento con la conseguente riduzione del 70 per cento dei funzionari presenti.

“Se ne dovranno andare più di 200 uomini”. La stazione doganale che si trova nell’aeroporto sarà trasformata in un ufficio per l’espletamento delle formalità del controllo doganale e gestita da 24 funzionari” – ha ribadito il responsabile della dogana di Uljanovsk, Valerij Gerasev.


A proposito del controllo del contenuto dei convogli provenienti dall’Afghanistan, Gerasev ha sottolineato che nell’ordinanza non se ne parla. “Uno dei punti del documento recita così: ‘Le operazioni di carico di armamenti trasportabili, tecnologie e proprietà militari avvengono in presenza di funzionari pubblici’. Che cosa significhi, non so dirvelo. Presto arriverà dal servizio doganale federale un funzionario pubblico e porteremo questa questione al tavolo della riunione”, ha aggiunto.


Egli sostiene che con ogni probabilità non sarà necessario aprire i container, ma sarà sufficiente apporre o controllare i timbri e i sigilli doganali.

Nikolai Doronin, vicegovernatore della regione di Uljanovsk, ha dichiarato che la questione doganale non è di fondamentale importanza, in quanto nell’aeroporto la dogana c’è già e funziona benissimo. Per quanto riguarda la Nato, secondo Doronin, il transito porterà dei vantaggi alla regione di Uljanovsk sotto forma di “tasse aggiuntive, posti di lavoro e aumento della redditività della compagnia aerea ‘Volga-Dnepr’”. “Dal punto di vista del guadagno economico è un gran bene”, ha concluso Doronin.

L'articolo originale è stato pubblicato su Vzglyad

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