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L'architetto moscovita Oleg Shapiro (Fonte: Gazeta.ru)

L'architetto moscovita Oleg Shapiro (Fonte: Gazeta.ru)

Mosca cerca questa categoria di tecnici e Oleg Shapiro illustra i requisiti per gli aspiranti

Mosca non ha un architetto capo: dal 12 luglio 2012 Alexander Kuzmin si è dimesso dall’incarico dopo aver ricoperto la posizione per sedici anni e, una settimana dopo, il suo vice, Oler Rybin, lo ha seguito. Il noto architetto russo Oleg Shapiro ha raccontato a Gazeta.ru quali sfide attendono la persona che occuperà questa posizione e che cosa dovrà fare per realizzare i piani ambiziosi delle autorità che vogliono espandere la capitale.

Biografia

Oleg Shapiro è nato nel 1962. Nel 1983 si è laureato in Architettura e, due anni dopo, ha conseguito un dottorato di ricerca in Architettura. Nel 2007, Shapiro è stato uno dei fondatori del Wowhaus Architectural Bureau, i cui progetti includono il rinnovato Gorky Park, l’Istituto Strelka per i Media, l’Architettura e il Design, il Cinema Pioneer e il Teatro Praktika. Oleg Shapiro è membro del consiglio di amministrazione presso l'Istituto Strelka

Come mai una posizione così prestigiosa, come quella dell’architetto principale della città, è diventata così impopolare che nessuno vuole ricoprirla?
Non mi sento di giudicare l’Amministrazione moscovita. Penso che il problema sia un altro: in generale, questa posizione sta perdendo prestigio molto in fretta. In effetti, l’architetto principale della città sta diventando una sorta di vicecapo del Dipartimento Costruzioni. Per quanto riguarda il caso specifico di Mosca, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, l’architetto principale non ha avanzato nessun tipo di iniziativa: si è trovato più spesso a rispondere a diverse iniziative della società architettonica che a proporre qualcosa di suo.

Quali sono le sfide a cui deve far fronte un architetto principale? Quali sono le questioni che andrebbero risolte con maggiore urgenza?
Mosca è una formazione gigante gestita da vari centri. Lo stesso vale per l'architettura. Per questo motivo, l’architetto principale dovrebbe essere una sorta di figura sintetica. Da un lato, dovrebbe essere in grado di lavorare con un piano generale per lo sviluppo della città, essendo non solo un architetto, ma anche un urbanista. Dall’altro, è lui che deve elaborare le norme per lo sviluppo della città e controllare che vengano rispettate: cosa viene costruito, chi costruisce, che aspetto avrà l’edificio, preso separatamente e nella sua totalità, se è a norma di legge e così via. L'architetto principale di Mosca ha a disposizione un ampio team di specialisti, ma riuscire a coordinare correttamente tutti i meccanismi non è compito facile. 

E per quanto riguarda gli incarichi specifici? Quali territori richiedono interventi urgenti
Innanzitutto i territori dove in epoca sovietica sorgevano le grandi imprese, come la fabbrica automobilistica Azlk che ora è chiusa. Lo stesso vale per lo stabilimento Zil che in passato era uno dei principali centri di produzione di autocarri e adesso non necessita più di un territorio così vasto, giacché la maggior parte di esso è inutilizzato. Il problema successivo è la grande area ricoperta dalle ferrovie, che ha un impatto sulle strade radiali: è impossibile andare da una parte all'altra della città senza attraversare un ponte o un tunnel. Ciò significa che i problemi dell’ambiente urbano esistenti devono essere risolti. Solo che invece di fare ciò, al momento, le autorità stanno promuovendo un progetto per espandere Mosca verso l'esterno. Stanno cercando di risolvere tutti i problemi unendo nuovi territori. 

Non crede che ci dovrebbe essere una persona che si assuma l’incarico di sviluppare il progetto “Nuova Mosca” sul modello della Corporazione statale governativa per lo sviluppo della Siberia e dell’Estremo Oriente?
È importante capire che “Nuova Mosca” è stato pensato per risolvere i problemi di un vecchio progetto, anche se per il momento non ha registrato alcun successo. Anzi, potrebbe addirittura causare altri problemi. Immaginiamo di trasferire le imprese industriali in una determinata area; non possiamo costringere le persone che vi lavorano a spostarsi e vivere in questa nuova area, contro la loro volontà. Rendere una città “vivibile” è un processo lungo: di solito, ci vogliono alcuni decenni. Il vantaggio principale di ogni città è la densità delle sue strutture e funzioni, che si ottiene solo con il tempo.Inoltre, gli autori stessi di “Nuova Mosca” non hanno ancora capito quale sia lo scopo del progetto. Se il suo obiettivo principale è quello di creare una riserva per i funzionari, allora si dovrebbe prendere in considerazione un grande esempio: Brasilia, la capitale amministrativa del Brasile. Brasilia è una creazione architettonica in cui nessuno vuole vivere: i funzionari la abbandonano non appena concludono il loro mandato. Nessuno vuole rimanere lì a vivere. 

Che cosa propongono di fare le autorità agli architetti nell’ambito del progetto “Nuova Mosca”?
La loro offerta è la seguente. Prendendo come esempio il lavoro alla conurbazione di Parigi, sono stati creati dieci gruppi, ai cui partecipanti è stato chiesto di sviluppare determinati territori, seguendo una determinata direzione e considerando determinate funzioni. Ciò significa che sono stati limitati fin dall'inizio. Quando invece si sarebbe potuto offrire agli architetti qualcosa di più strategico, come, ad esempio, cambiare la funzione di un territorio. Quando in Francia si è parlato della conurbazione di Parigi, uno dei progetti suggeriva la sua estensione come zona di influenza fino al mare. Nel nostro caso tali progetti rivoluzionari sono stati tagliati fuori fin dall'inizio.

Quali sono attualmente le direttive seguite dalle autorità in merito ai nuovi territori?
A mio avviso, continuano a credere fortemente che la vita delle persone possa essere regolata in base a un piano, proprio com’era ai tempi del Piano di Stato Sovietico. Ma anche in epoca sovietica, nessun progetto per lo sviluppo generale di Mosca fu implementato per più del 10 per cento, per poi essere sostituito da un altro. Bisogna tenere presente che una città è una struttura auto-regolabile e può essere solo diretta e corretta, ma non contraddetta.

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