Un Gorky Park tutto nuovo

Lo spazio verde nel cuore di Mosca si è trasformato da ente sovietico nel luogo più trendy della città. La strategia della direttrice Olga Zakharova

Momenti di relax a Gorky Park (Foto: Kirill Lagutko)

È un giorno feriale e questa mattina Gorky Park, a Mosca, è quasi deserto. La fontana bisbiglia fra sé e sé. Gli ampi viali sprofondano nel verde, l’acqua degli impianti di irrigazione cambia colore alla luce del sole. La rugiada mattutina bagna ancora i prati. Silenzio.

 

 Gola, da Bologna,

tra gli ospiti internazionali

presenti a Mosca al festival "Faces&Laces".

Le sue parole sul viaggio in Russia

durante la sua performance

È difficile credere che fino a un anno fa tutto era diverso: attrazioni, amplificatori che sparavano musica ad alto volume, alcool in vendita. Per entrare bisognava comprare il biglietto. “Siamo partiti dalla riforma del sistema di sorveglianza – ricorda Olga Zakharova, direttrice del Cpkio (Centralnyj Park Kultury i otdycha, il Parco centrale della cultura e dello svago, ndr) Gorky. – Abbiamo portato il servizio di sicurezza a 24 ore e cambiato le divise dei collaboratori, perché l’uniforme non sembrasse quella carceraria e i guardiani non assomigliassero a dei detenuti che vagano per gli spazi del parco minacciando la vita delle persone. Abbiamo quindi rinnovato il sistema di illuminazione, tolto le attrazioni, messo delle panchine e grandi cuscini sui prati: questo è il criterio fondamentale del parco, si può stare sull’erba. Il nostro credo più importante è sperimentare. Abbiamo poi inserito il wi-fi e delle prese di corrente per ricaricare i portatili. Così le persone hanno iniziato a venire non soltanto per riposarsi, ma anche per lavorare".

Nel 2011 Olga Zakharova è riuscita a smontare l’eterno stereotipo russo secondo il quale lo svago in un parco consiste soltanto nel cibo e nelle giostre. “Durante il primo anno di lavoro abbiamo ricevuto molti giudizi negativi per aver tolto le attrazioni. Non erano soltanto strutture di ferro, erano storia. La gente chiedeva perché le avessimo tolte, dove fossero finite”.

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Da Gorky Park a Kolomenskoe,

la mappa di alcune delle più belle oasi

di fresco e relax della capitale russa,

per dimenticare caos e traffico

Al momento il territorio del parco è di 109 ettari. È diviso in due parti: quella “attiva” dove si svolgono tutti gli eventi e quella tranquilla, il Neskuchnyj sad (Giardino non noioso, ndr).

Oggi al suo interno ci sono uno skatepark, un cinema all’aperto e dei corsi di arte oratoria. Si può fare Nordic walking, yoga o corsi di ballo. È stato allestito un centro sportivo con un club per chi corre. È frequentato da circa 200 persone, sono stati ideati 5 percorsi di marcia dalla parte attiva fino al “Giardino non noioso”. L’attività è organizzata in modo tale che le persone si preparino con un allenamento completo, sotto il controllo di esperti che mostrano come correre, respirare e distribuire il carico. Un particolare vanto del parco è il campo da pallavolo. La sabbia non si scalda nemmeno sotto il sole cocente.

Le lezioni sono pensate partendo dall’idea che le persone trascorrano al parco l’intera giornata. Molti lo fanno. Elena di Mosca racconta: “L’anno scorso ci ho passato tutta l’estate. Il mattino facevo yoga, passeggiavo. Dopo pranzo lavoravo con il portatile, seduta all'ombra degli alberi. Ne è venuta fuori un’ottima vacanza lavorativa! Anche quest’anno trascorrerò volentieri allo stesso modo le giornate estive”.

Negli anni Novanta qui ci venivano i russi delle province lontane e della Podmoskove per fare un giro sulle giostre. Dal 2011 sono tornati i moscoviti. Artem e Julia, una giovane coppia, vengono al parco praticamente ogni settimana e sono felici dei cambiamenti. “Non andiamo al parco ogni giorno perché è lontano sia dal lavoro sia da casa. Però cerchiamo spesso di farci un salto, soprattutto nel periodo dei festival letterari e delle fiere agricole. Ci fa molto piacere avere la possibilità di fare yoga e guardare un film all’aria aperta. Prima era davvero orribile, quando compagnie allegrotte, con la birra in mano, cuocevano shashlyk (spiedini di carne Ndr) a suon di musica e l’entrata per qualche motivo era a pagamento”, dice Julia.

“Nel parco della cultura è realmente ‘tornata la cultura’, ma questo ha creato un altro problema: ora c’è una quantità inverosimile di persone e nemmeno l’enorme territorio del parco riesce a distribuire la folla”, aggiunge Artem.

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Olga Zakharova afferma che durante la giornata il pubblico del parco cambia. Al mattino sono mamme con i figli, a pranzo ci sono incontri d’affari e la sera giovani e divertimento. “Lo scorso inverno, quando è stata aperta la pista di pattinaggio più grande d’Europa, abbiamo capito che iniziavano a venire da noi anche gli stranieri e abbiamo cominciato a mettere i cartelli con le informazioni anche in inglese”, continua la Zakharova.

Nell’ultimo anno l’affluenza è aumentata in modo significativo (nei fine settimana si arriva fino a 100.000 persone al giorno contro le precedenti 10.000), ma l’opera di perfezionamento non termina qui. “Nel parco ci sono persone che lavorano da trent’anni e il loro punto di vista è conservatore – afferma la Zakharova. – Erano abituati fin dall’inizio che, per esempio, non si dovevano piantare fiori rari e belli, perché li rubano. Ho dovuto lottare a lungo”.

Tra i nuovi progetti del 2012, oltre a quello di inserire piante rare, c’è, per esempio, una piattaforma di coworking per i giovani nuovi imprenditori. Darebbe la possibilità ai businessmen alle prime armi di avere luoghi di lavoro non costosi nel centro di Mosca. È in corso anche l’opera di restauro di un edificio del Settecento, la biblioteca del conte Orlov. In autunno sarà aperto l’Osservatorio nazionale.

"Attualmente si sta svolgendo un concorso per il concept del parco che si concluderà in autunno. Al momento sono già state consegnate 12 domande, anche se abbiamo annunciato il concorso soltanto il 2 luglio 2012. Vi partecipano importanti aziende con esperienza nella realizzazione di progetti del genere, nei cui team ci sono tecnici paesisti, architetti e altri specialisti importanti. Il parco è vivo, cambia ed è alla ricerca della forma ideale. Tutto quello che sta accadendo è una serie di esperimenti che poi serviranno per formulare in modo definitivo il concept del Gorky Park", conclude Olga Zacharova.

L'articolo è stato pubblicato in versione ridotta sul numero cartaceo di "Russia Oggi" del 19 luglio 2012

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