Sulla macchina del tempo

Le ricostruzioni storiche si svolgono in Russia per tutta l’estate (Foto: Ria Novosti)

Le ricostruzioni storiche si svolgono in Russia per tutta l’estate (Foto: Ria Novosti)

Festival all'aperto, la tendenza russa dell'estate: un viaggio tra navi da guerra e cavalieri impavidi quando il gioco diventa storia

"E tu, perché non dai da mangiare ai maiali insieme alle altre? Vai a cuocere il pane, affondare le barche non è un lavoro da donne", digrigna i denti un grosso guerriero in cotta di maglia della guardia del principe, squadrandomi dalla testa ai piedi.Sentendo queste parole, ogni femminista che si rispetti prenderebbe e organizzerebbe uno sciopero, brucerebbe il reggiseno e chiamerebbe il suo avvocato. Ma nell'area del festival "Pervaja stolitsa Rossii" difficilmente qualcuno le darebbe retta, perché nell'Alto Medioevo si era ancora ben lontani dall'approvazione delle leggi sui diritti delle donne.

Si è svolto

nel Parco Kolomenskoye di Mosca

il secondo Festival Internazionale

"Tempi ed epoche"

con la rievocazione

del periodo dei Disordini

E se non mi avessero promesso una battaglia sulle barche non sarei certo andata al festival: solo il desiderio di affondare una barca con una o due decine di persone a bordo è riuscito a vincere la mia avversione per le ricostruzioni storiche. Il festival "Pervaja stolitsa Rossii", una delle principali ricostruzioni storiche dedicate all'Alto Medioevo, si svolge nei pressi del villaggio di Staraja Ladoga, sulle rive del fiume Volkhov nella regione di San Pietroburgo.  

Secondo i "Racconti degli anni passati", la più antica raccolta di annali giunta fino a noi, nell'862 gli abitanti di Ladoga per difendere le proprie terre dalle invasioni chiamarono in aiuto il condottiero variago Rjurik, che in seguito fu ritenuto il fondatore dello Stato russo. E benché la polemica sulle vere origini del primo Stato russo duri da moltissimo tempo, Ladoga è una delle pretendenti al titolo di città-antenata, insieme a Kiev e Novgorod.

Nel 2012 la prima capitale della Russia ha compiuto 1250 anni, e gli organizzatori di Ladoga, senza aspettare la soluzione dell'annosa disputa geografica, hanno dedicato a questo anniversario la nuova edizione del festival. Una principessina medievale con una lunga treccia bionda e un diadema dorato sulla fronte accoglie i visitatori all'ingresso dell'area storica. "Vuole diventare una vera contadina medievale?", mi domanda, facendo tintinnare gli orecchini. "No". "Beh... magari, un contadino?". "No". "Allora non saprei... Può andare a dare da mangiare ai maiali. Si può giocare a lapta", la principessina imbarazzata corre ad accogliere il gruppo successivo di visitatori.

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Gli eventi del festival si sono svolti in tre zone: nel Campo storico, con le ricette medievali, il gioco della lapta e i saltimbanchi; nella fortezza di Staraja Ladoga, con le battaglie e gli affascinanti guerrieri in cotta di maglia; e nell'area delle navi, con autentiche imbarcazioni variaghe e battaglie navali.

In "Racconti di Kolyma"

di Varlam Shalamov

, scrittore sovietico dimenticato,

i contrasti con "Arcipelago Gulag"

di Aleksandr Solzhenitsyn

Nell'area del festival fervono le attività: i bambini si divertono a osservare il lavoro dei fabbri nelle fucine all'aperto, i grandi giocano al tradizionale gioco russo della lapta, bevono birra artigianale e tirano con l'arco.

"Attenti alla clava!", grida uno degli addetti alla sicurezza, quando due partecipanti a uno spettacolo di battaglia escono per sbaglio dal cerchio a loro riservato. La clava scivola dalle mani di uno sfortunato guerriero e va a sbattere con forza per terra accanto alla bottega di un vasaio.

"Questo non è niente. L'anno scorso una picca si è conficcata in una brocca d'argilla da cuocere, non abbiamo fatto in tempo a toglierla dal tornio -, si lamenta la proprietaria della bottega, - e tutto perché la gente non è preparata: chiunque ha voglia di brandire la clava si può iscrivere". Ci sono moltissimi volontari che vogliono mettersi alla prova nelle battaglie a mani nude, negli scontri "muro contro muro" e nella lotta corpo a corpo. Tanto più che agli ospiti che partecipano a questo evento vengono date da indossare delle copie fedeli dei costumi medievali. Tra i costumi mi è piaciuto un vestito da donna con la cintura di cuoio e la gonna di cotta di maglia. Ho poi saputo che quello era l'abbigliamento delle mitiche amazzoni slave che abitavano le rive del Mar Baltico. Scivolando inosservata fuori dalla capanna dei costumi, mi sono diretta con passo deciso verso la zona delle imbarcazioni e ho afferrato una piccola lancia che qualcuno aveva dimenticato appoggiata alle mura della fortezza.   

Un gruppo di guerrieri armati di lance si stava preparando a una battaglia muro contro muro al suono dei grugniti dei maiali satolli e della fiera mercato di manufatti medievali, poco distante da loro. 

Un excursus storico

sui desideri secolari del Paese

di trovare sbocchi su tre mari,

ricordando anche l'utopia

di ribattezzare Costantinopoli

"città degli zar"

Zigzagando tra i guerrieri variaghi, i maiali e i saltimbanchi con le domry (strumento musicale a corda, ndr) sono inciampata negli stivali e nella cotta di maglia lasciati per terra da qualcuno, e sono andata a sbattere contro una guardia. Era uno piccoletto, e il costume gli andava troppo grande: la placca metallica che gli riparava il naso arrivava a toccare il mento su cui spuntava appena la prima barba, e lui, stanco di reggere il pesante scudo rotondo, lo teneva appoggiato a un fianco.

"Sei una guerriera del Paese delle donne?", mi domanda petulante la guardia, in russo antico. "Certo che sono una guerriera. Non vedi la lancia?", rispondo io, spavalda. "Non è una lancia, è un giavellotto. Di che druzhina (guardia armata principesca, ndr) sei?". "Di quella di Ulvgard - senza esitare, sfodero l'unico nome che conosco, quello degli organizzatori.- Vedi i tuoi compagni? La tua barca è la prima da destra".

Sorpassando un gruppo di ragazzi armati di spiedi da guerra mi sono diretta verso la meta tanto ambita: la nave di legno. Durante il festival i partecipanti e i visitatori hanno costruito cinque imbarcazioni storiche, che sono state protagoniste di gare e battaglie navali.  Dopo una breve discussione mi hanno lasciato sedere sul bordo della barca, accanto al timoniere. 

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Peccato che i sogni non si realizzino sempre al primo colpo: dopo alcuni scontri con l'imbarcazione avversaria, invece di godermi lo spettacolo dei guerrieri annaspanti con le loro pesanti cotte di maglia, io stessa mi sono ritrovata in acqua. "Come va, amazzone?", mi domandano i guerrieri tirandomi fuori dall'acqua per le braccia. "Mi sono spezzata un'unghia", rispondo io con voce tremante per il freddo, e penso quasi che sarebbe stato meglio restare a dar da mangiare ai maiali. Sulla fortezza è calata la notte, gli scontri si sono placati, le imbarcazioni sono tornate all'approdo.  I saltimbanchi si sono messi a suonare il folk, appoggiati alle mura, e visitatori e partecipanti si sono sparpagliati per il prato.  

"Tutto questo per me non è un gioco, è la mia vita -, dice con aria pensierosa una giovane guardia con una ferita sul mento,  - passo tutta l'estate a questi festival: prima c'è Vjatskaja Storozha, poi Ladoga, poi Gorodetskoe Gulbische a Sergiev Posad e Vojnovo Pole vicino a Serpuchov. Dappertutto ritrovi gli stessi volti, gli stessi occhi... naturalmente, ci sono anche molti visitatori nuovi. Qualcuno ritorna. Mi piacciono le ricostruzioni perché si può toccare tutto con mano, provare i costumi, battersi". 

Le ricostruzioni storiche attirano ogni anno di più l'attenzione del pubblico, ormai stanco dei soliti festival estivi. Questa maniera alternativa di divertirsi all'aria aperta sta prendendo sempre più piede, e attira nel suo vortice decine e centinaia di persone. In Russia l'interesse per le ricostruzioni storiche è coinciso con una data significativa: il 200esimo anniversario della celebre battaglia di Borodino.  

Per celebrare questa ricorrenza, l'1° e il 2 settembre 2012 nella piana di Borodino si terrà l'evento storico-militare internazionale "Den Borodina", la ricostruzione più grandiosa che si sia mai vista in Russia.  Questa festa è il sogno di tutti i miei nuovi conoscenti, i partecipanti al festival di Ladoga.  "Per vincere la battaglia di Borodino bisognerà spezzarsi ben più di un'unghia", mi rassicurano i guerrieri, piantando le tende per la notte. Gli ultimi raggi di sole sono scomparsi in lontananza, oltre la riva destra del fiume. I maiali russano dolcemente, i guerrieri con le loro mogli e i bambini contenti se ne stanno intorno ai falò. Dal bosco giunge il suono delle domry.

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