Estate calda in Ucraina

Sostenitori di Yulia Tymoshenko in piazza per la sua liberazione (Foto: AFP/East News)

Sostenitori di Yulia Tymoshenko in piazza per la sua liberazione (Foto: AFP/East News)

Non è una questione meteorologica: a Kiev è ora la tensione politica a far salire la temperatura, in vista di un autunno che si annuncia ancor più torrido

Si è ormai chiuso il sipario sui Campionati europei di calcio e l‘Ucraina è tornata alla normalità, cioè ai problemi cronici e alle questioni politiche che la affliggono da tempo e che solo durante le tre settimane di giugno dominate dal pallone sono state messe da parte.

Quest’estate non si mostra per nulla tranquilla, in attesa di un autunno che sarà molto più caldo del solito, con le elezioni parlamentari previste il 28 ottobre 2012. Dal punto di vista politico interno a dominare la scena è stata l’approvazione da parte del Parlamento della legge che ha elevato il russo a lingua ufficiale in 13 delle 27 regioni del Paese. La sessione della Rada si è conclusa con le dimissioni dello speaker Volodymyr Litvin, per altro non ancora ratificate, e le proteste di piazza a Kiev e in diverse altre città che hanno coinvolto in larga parte solo gli attivisti dei partiti di opposizione moderata e nazionalisti. Non certo le masse, che hanno ben altri crucci.

Il presidente Viktor Yanukovich deve comunque ancora firmare la legge che dovrebbe essere così promulgata prima dell’appuntamento elettorale. Un esiguo manipolo di estremisti di Svoboda ha protestato anche davanti all’Ambasciata russa a Kiev.

Come riferisce l’agenzia di stampa Ria Novosti, circa la metà dei cittadini della Federazione è favorevole al russo come seconda lingua ufficiale in Ucraina.

Qui i fronti si sono radicalizzati anche sull’onda del processo a Yulia Tymoshenko, che si sta svolgendo a Kharkiv. È stato più volte rimandato a causa dei problemi di salute dell’icona della rivoluzione arancione e ora si è in attesa di un’ulteriore perizia ufficiale che dovrà fare un po’ di chiarezza sullo stato di salute della più illustre carcerata d’Ucraina.

Da una parte c’è l’interesse delle autorità ad accelerare il procedimento per ovvie ragioni politiche, dall’altra il clan della leader dell’opposizione vuole rallentare lo svolgimento per allungare i tempi e tenere alta la tensione e l’attenzione mediatica. Se da un lato i medici tedeschi che seguono la Tymoshenko hanno riscontrato leggeri miglioramenti da quando la paziente è stata trasferita dalla prigione in ospedale – ma consigliano comunque un trattamento se non all’estero quantomeno ai domiciliari – dall’altro ci pensano gli avvocati e la figlia Evgenia a ribadire che la leader dell’opposizione è sempre gravemente malata.

Tutto gira insomma intorno all’ernia del disco di Yulia Tymoshenko, diventata quasi una questione internazionale, come quella del gas. Ucraina e Russia, e qui siamo appunto sul versante sempre scottante della politica estera, non hanno ancora raggiunto alcun accordo, che se non sarà trovato velocemente, porterà probabilmente a un’altra escalation quando le temperature si abbasseranno.

Il recente incontro in Crimea tra Vladimir Putin e Yanukovich non ha portato su questo terreno a soluzioni concrete, anche se il Presidente russo ha comunque sottolineato che “i rapporti economici e commerciali tra Russia e Ucraina sono molto importanti”.

Tra Kiev e Bruxelles, poi, è ormai guerra fredda, con l’Unione Europea che si sta accorgendo però che le questioni democratiche non sono un problema solo di chi bussa alle porte dell’Ue, ma anche di chi ci è già entrato, vedere alla voce Ungheria e Romania, solo per fare gli ultimi esempi.

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