Zar Capello: Obiettivo Brasile 2014

La Federcalcio russa presenta alla stampa il nuovo allenatore della Nazionale e Don Fabio esordisce pensando alla qualificazione ai Mondiali: "Sono orgoglioso, la Russia ha grandi potenzialità"

Alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione alla stampa russa di Fabio Capello, nuovo allenatore della Nazionale russa di calcio

La firma alla fine è arrivata. Fabio Capello è ufficialmente il nuovo commissario tecnico della Russia. Contratto sino al 2014 per l’allenatore italiano, sino ai Mondiali in Brasile.

Due anni per capire il calcio russo e impostare un nuovo corso. E due obiettivi: riconquistare i tifosi russi attraverso l’impegno sul campo dei calciatori e costruire, assieme alla federazione, le basi per il futuro del movimento.

Spazio a giovani, soprattutto all’Under 21, il serbatoio della generazione che dovrà portare la Russia a ben figurare ai Mondiali casalinghi del 2018. “Si tratta di un nuovo tipo di lavoro per me, spero di contribuire alla crescita di nuovi talenti”, ha detto il tecnico italiano, arrivato con un’ora di ritardo alla conferenza stampa organizzata nel palazzo di Ria Novosti nel centro di Mosca.

La sua sarà una nuova gestione per ribaltare le recenti delusioni in campo internazionale, come l’eliminazione a Euro 2012. “Vivrò in Russia, non ho deciso se a Mosca o altrove, perché voglio capire personalmente la realtà del calcio nella Federazione. E aggiornerò settimanalmente la federazione sul lavoro”, ha aggiunto Capello.

Il suo accordo con la federazione calcistica russa, la Rfu, è stato lungo e articolato. Tra le clausole richieste da Capello, bonus a obiettivi raggiunti. “La fame di allenare mi è tornata dopo aver preparato l’Inghilterra a Euro 2012 e non averla potuta allenare nella fase finale del torneo”, ha affermato il neo tecnico della Federazione.

Nei giorni precedenti alla firma i media nazionali gli hanno riservato gli onori dovuti a uno zar, tra indiscrezioni sul suo staff e la sua passione per pittura e letteratura russa. Un vero imperatore della panchina, presentato in grande stile nella sala conferenze dell’agenzia di stampa Ria Novosti, tra centinaia di giornalisti, in collegamento anche da Roma e Londra.

Confermato il gruppo di lavoro del tecnico goriziano. Cinque italiani, gran parte dei quali raggiungeranno Capello nella Federazione solo per le gare e alcuni russi ancora da scegliere entro il 15 agosto 2012 data del suo primo impegno sulla panchina russa, amichevole contro la Costa d’Avorio.

Oltre all’ex difensore Christian Panucci, uno dei fedelissimi di Capello nei successi al Milan, Real Madrid e Roma, che sarà collaboratore di campo come l’assistente Italo Galbiati, ecco anche l’allenatore dei portieri Franco Tancredi, il preparatore atletico Massimo Neri e il direttore sportivo Oreste Cinquini, che farà compagnia fissa a Capello in Russia.

Intanto è già cominciata la full immersion dell’ex ct inglese nel calcio russo. In programma per lui quattro partite di campionato da vedere nel week end, mentre la scorsa settimana ha assistito all’esordio dello Zenit San Pietroburgo. “Ho parlato a lungo con Spalletti, a 360 gradi su calcio e vita russa”, ha svelato Capello in conferenza stampa, aggiungendo che presto incontrerà anche il tecnico dell’Anzhi Dan Petrescu, romeno con passato calcistico in Italia.

Tra gli altri temi trattati, la bassa percentuale di calciatori della Federazione nella Russian Premier League e il nuovo calendario del torneo: “Il 35 per cento dei russi è una percentuale troppo bassa rispetto a Italia, Germania e Francia – ha sottolineato Capello –, ma cercheremo calciatori forti soprattutto tra i giovani, da far crescere e poi maturare in campo internazionale. È invece positivo aver adeguato il calendario a quello standard europeo”.

Capello ha promesso grande attenzione ai giovani e ai calciatori che giocano all’estero. E anche su Andrei Arshavin, nel mirino della critica per il suo rapporto con i tifosi. “Credo che andrà a giocare in Germania, intendo conoscerlo, parlarci, valutare tutto, anche la fascia di capitano della Nazionale”, ha spiegato Capello. Che ha insistito sul cambio di mentalità che servirà per portare risultati in Russia.

Un lungo lavoro psicologico: essere competitivi contro tutti, anche le Nazionali più forti. “Lavoro per vincere, devono farlo anche i calciatori. L’esempio è la Spagna, che aveva da anni una squadra fortissima ma non vinceva. Appena vinto un trofeo, non si sono più fermati. Perché la testa è il motore vincente, non le gambe”. Ultimo passaggio, la cittadinanza russa da concedere ad alcuni calciatori per rinnovare e potenziare la Nazionale: “Non dimentichiamo che anche Germania e Italia hanno atleti con doppia nazionalità. Anche la Spagna e loro sono i campioni”, ha concluso Capello.

Spazio anche alle sue prime sensazioni moscovite.  “Non è la prima volta per me a Mosca, sono già stato qui sette volte, ma non avevo un bel ricordo, perché giocando qui mi sono rotto il ginocchio. Ma Mosca è una città affascinante e vivrò qui con mia moglie. Sono già stato al Bolshoj, uno spettacolo stupendo, artisti splendidi”. La nuova vita di Capello in Russia è solo all’inizio.

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