Monti: "Insieme per la crescita"

Il presidente del Consiglio Mario Monti a colloquio con il primo ministro russo Dmitri Medvedev (Foto: AFP/East News)

Il presidente del Consiglio Mario Monti a colloquio con il primo ministro russo Dmitri Medvedev (Foto: AFP/East News)

Il presidente del Consiglio italiano, durante la sua visita nella Federazione parla di economia e sviluppo, senza dimenticare l'eredità culturale che lega i due Paesi

Alla vigilia della sua visita a Mosca, il presidente del Consiglio italiano Mario Monti ha concesso un’intervista esclusiva al direttore generale dell’agenzia Itar Tass, Mikhail Gusman, a Rossijskaja Gazeta e al canale televisivo Russia 24.

Il nostro incontro avviene alla vigilia della Sua prima visita nella Federazione in qualità di capo del Governo. Recentemente ha detto che Lei era stato in Russia da bambino, nel 1959, insieme ai genitori. Ora La attende una serie di incontri, in primo luogo con il Presidente russo Vladimir Putin. Che cosa si aspetta da questa visita?

Aspettavo da molto questo viaggio. È innanzitutto la conferma che, grazie all’incontro con il Presidente Putin e il Primo Ministro Medvedev, si vuole approfondire il dialogo politico, intensificando la cooperazione in tutti i campi. Lo scopo è quello di continuare in direzione di un rafforzamento della politica economica, mantenendo vivo quel dialogo che si è sviluppato negli ultimi anni, rinnovando le relazioni tra i leader dei nostri Paesi.

Alcuni grandi gruppi italiani hanno puntato

sulla regione di Yaroslavl per portare avanti

progetti legati al Made in Italy

L’Italia è sempre stata uno dei partner principali a livello economico e commerciale. I nostri Stati godono infatti di un ottimo livello di relazioni culturali ed economiche. Come considera ora i rapporti tra i due Paesi? Quali sono le realtà che hanno ottenuto i migliori risultati, e dove invece bisogna ancora investire?

Le relazioni tra i nostri Paesi si basano su solidi accordi giuridici, come il "Trattato di amicizia e cooperazione tra la Repubblica Italiana e la Federazione Russa". Credo che ci sia una natura strategica di fondo, che si riflette nell’intensità delle nostre relazioni.

Questa partnership strategica in primo luogo viene concretizzata sul piano politico da quegli strumenti come le consultazioni intergovernative, che consentono un grande scambio tra i leader e i ministri dei due Paesi, grazie anche agli incontri “due più due” fra i ministri della Difesa e degli Affari Esteri. È proprio in queste occasioni, infatti, che vengono discussi importanti temi come la sicurezza, la cooperazione bilaterale e la difesa.

La regione di Vladimir

conta importanti presenze italiane,

come Ferrero e Marcegaglia

L’Italia è il secondo consumatore di gas russo in Europa. Tuttavia la nostra collaborazione non si limita solamente all’importazione di risorse naturali. Eni ed Enel collaborano strettamente con partner russi, tant’è che Eni gioca un ruolo molto importante nella realizzazione del progetto South Stream e ha recentemente firmato nuovi accordi per la lavorazione di giacimenti in Russia.

Il livello dei nostri scambi commerciali poi è cresciuto a ritmi sostenuti: è aumentato del 22 per cento, per un volume di scambi pari a 46 miliardi di dollari. La Russia rappresenta infatti un mercato forte e ricco di potenzialità per le nostre piccole e medie imprese. Un rapporto che cresce sempre di più: nella  Federazione si contano infatti oltre 500 aziende italiane. Negli ultimi anni sono aumentati gli investimenti, come ad esempio il gruppo Pirelli, e cresce sempre di più il numero di progetti legati alle tecnologie più avanzate, come il progetto Augusta Westland AW 139.

Dal mio punto di vista risulta strategico anche il rapporto culturale che intercorre tra i due Paesi: non dimentichiamo che il Cremlino è stato costruito con la collaborazione di architetti italiani, Pietro Solari e Aristotele Fioravanti, così come San Pietroburgo, che vanta l’intervento di Antonio Rinaldi, Giacomo Quarenghi e Bartolomeo Rastrelli.

Il capo dipartimento

per lo Sviluppo Economico di Belgorod,

Aleksandr Levchenko,

illustra le opportunità d'impresa

a 600 chilometri da Mosca

Veniamo ai nostri rapporti sul piano internazionale. L’Italia fa parte dell’Unione Europea, e la Russia mantiene strette relazioni con l’Europa. Come valutate le relazioni della Russia in questo contesto?

L’Italia è interessata alle relazioni con la Russia in qualità di singolo Stato, e in qualità di membro dell’Unione Europea. Io ormai sono del parere che l’Ue è uno dei fattori principali dell’integrazione economica e dei sistemi sociali delle nazioni europee. La Russia fa certamente parte dell’Europa. I nostri sforzi in ambito europeo sono sempre stati indirizzati affinché l’alto livello di relazioni tra Russia e Italia potesse trasferirsi su un piano più ampio, tra Russia e Europa. Abbiamo sempre sostenuto, e continuiamo a farlo, l’idea di un grande spazio dove persone e idee possano circolare liberamente. Da alcuni anni stiamo infatti lavorando all’abolizione dei visti, e alla liberalizzazione dello scambio di merci tra Russia e Europa.

Crediamo che la Russia aspiri a una maggiore integrazione economica con l’Ue. Il Presidente Putin in un recente incontro con gli ambasciatori russi ha parlato dell’idea di uno spazio economico unico dall’Atlantico al Pacifico. La Russia aspira infatti a una collaborazione politica più solida per gestire la crisi e trovare soluzioni più efficaci per la stabilità. E mi piacerebbe discutere di questi progetti con il Presidente Putin e il Primo Ministro Medvedev.

I russi vedono l’Italia come un Paese gioioso, ospitale, che ama cantare, legato alle tradizioni cristiane. Quali sono i tratti più caratteristici per gli italiani di oggi?

Cerco sempre di evitare generalizzazioni. Ad ogni modo secondo me gli italiani sono dotati di grande talento: hanno fantasia, gusto, una grossa capacità di affrontare i problemi personali e familiari, ma non riescono a fare squadra, così come invece accade per altri popoli europei. Bisogna lavorare di più affinché si sentano un popolo unito, pur mantenendo un’originalità individuale. 

L'articolo originale è stato pubblicato su Rossiyskaya Gazeta

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