Attentati a Kazan contro l'Islam moderato

Rilievi sul luogo dell'attentato al mufti Ildus Faizov a Kazan (Foto: Itar-Tass)

Rilievi sul luogo dell'attentato al mufti Ildus Faizov a Kazan (Foto: Itar-Tass)

In due attacchi terroristici nella capitale del Tatarstan, ferito gravemente il mufti Ildus Faizov e ucciso il suo vice, da sempre impegnati a contrastare l'estremismo religioso. Putin: "Prendere decisioni tempestive"

Doppio attentato nella mattinata del 19 luglio 2012 a Kazan, capitale del Tatarstan, contro le massime autorità islamiche della Repubblica. Un ordigno ha fatto saltare in aria l'auto del mufti Ildus Faizov, portato in gravi condizioni in ospedale, mentre il suo vice, Waliullah Yakupov, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco.

"Il mufti è uscito dalla sua abitazione e in auto si recava sul suo posto di lavoro, erano le 11. L'esplosione è avvenuta in quel momento. Faizov è stato sbalzato fuori dall'abitacolo dall'onda d'urto, ha subito lesioni ed è stato trasportato all'ospedale cittadino 15", riporta la Commissione d'inchiesta del Tatarstan.

Il Dipartimento del Tatarstan del Ministero delle Situazioni di emergenza ha riferito all'agenzia Interfax che, dopo l'attacco, Faizov è stato in grado di camminare fino all'ambulanza, che lo ha trasportato in fretta all'ospedale. 

Waliullah Yakupov, capo del consiglio islamico del Dipartimento Educazione del Tatarstan, intanto, veniva ucciso mentre camminava sulla strada davanti casa, intorno alle 10. "Una persona non identificata ha sparato a Yakupov nell'atrio della sua casa ed è fuggito. Ferito, è salito sulla sua auto, dove è morto", ha riferito un funzionario locale. Non sono state rinvenute armi sulla scena del crimine. Un procedimento penale è stato aperto ai sensi dell'articolo 105 del codice penale (omicidio).

Il Consiglio dei Mufti di Russia ha descritto come un attacco terroristico l'assassinio a Kazan del vice mufti Waliullah Yakupov e la tentata uccisione del mufti Ildus Faizov. "Il terrorismo non può essere giustificato in alcun modo. Questo attacco terroristico barbaro è stato effettuato in vista del mese sacro del Ramadan ed è particolarmente doloroso. Questa tragedia deve unirci ancora di più. Dobbiamo pensare di più alla sicurezza del clero", ha commentato Damir Gizatullin, primo capo delegazione del Consiglio musulmano della Russia europea, all'interno del Consiglio dei Muftì, a Interfax.

Faizov e il suo team hanno rafforzato la tradizione dell'Islam sunnita. Hanno lavorato intensamente con i cittadini "e questo potrebbe aver fatto arrabbiare gli estremisti", è un'ipotesi. "Ma la situazione non esploderà, perché la maggior parte dei musulmani della Russia è sunnita, seguaci di un Islam moderato", assicura Gizatullin. 

Gli inquirenti stanno verificando che l'attacco al mufti Ildus Faizov sia stato compiuto con tre esplosioni, come annuncia il portavoce del comitato investigativo russo Vladimir Markin. "I risultati preliminari indicano che ci sono state tre esplosioni. Gli specialisti stanno lavorando per determinare il tipo di ordigno, il tipo di esplosivo e il suo potenziale", ha detto. "Gli esperti sono propensi a credere che l'ordigno esplosivo sia stato fissato sotto la vettura, nella zona anteriore, dov'è il sedile del passeggero".

Il Presidente Vladimir Putin ha commentato l'attentato con parole dure: "È un segnale grave", ha detto. "Abbiamo nel complesso la conoscenza di quello che sta succedendo in alcune regioni russe, ma la consapevolezza non è sufficiente. È necessario capire la situazione, analizzare e prendere decisioni tempestive", ha affermato Putin in un incontro con i partiti della Duma di Stato. "Come per l'ultimo tragico incidente, possiamo dire che non sono state prese misure preventive", ha concluso. 

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Il Patriarcato di Mosca ha espresso preoccupazione per gli attacchi sempre più frequenti contro i leader religiosi che si oppongono all'estremismo. "Purtroppo, attacchi mortali contro i leader religiosi sono diventati comuni", ha detto Vladimir Legoyda, capo informazioni del Dipartimento sinodale, commentando gli attacchi di Kazan. Questi attacchi prendono di mira "quelli che resistono all'estremismo e predicano il rifiuto della violenza, affrontando i problemi in modo pacifico ed equilibrato", ha aggiunto. Ha poi espresso sostegno per le vittime degli attentati e augurato al mufti Faizov un recupero veloce. "Combattere l'estremismo religioso è un grosso problema", ha spiegato. 

Allo stesso modo, il presidente del Tatarstan Rustam Minnikhanov ha detto che gli attacchi ai leader musulmani della Repubblica non fanno che aumentare l'adesione all'Islam tradizionale. "I capi del nostro Consiglio musulmano hanno aderito alla politica dell'Islam tradizionale. Chiaramente, ci sono altre tendenze in Islam e gli episodi di oggi sono una sfida aperta", il commento di Minnikhanov pubblicato sul sito del governo del Tatarstan. 

"I dettagli degli attacchi saranno stabiliti dai servizi delle forze dell'ordine. Penso, tuttavia, che siano connessi con il lavoro dei mufti -, ha spiegato Minnikhanov. - L'Islam tradizionale non ha mai permesso queste cose, in particolare gli attacchi contro persone che servono l'Islam". 

Il Consiglio dei Mufti della Russia mette in relazione gli attentati alla connivenza delle autorità della Repubblica con i wahhabiti. "Ad aprile 2012 abbiamo reso una dichiarazione in cui si esprimeva preoccupazione per la posizione sorprendente che le autorità della Repubblica avevano assunto in momenti di difficoltà della comunità musulmana del Tatarstan, quando la lobby wahhabita contestava la sua sconfitta e voleva vendicarsi", dichiara il capo del Comitato russo dei mufti, Muhammedgali Khuzin, a Interfax. Sottolineando che la sua organizzazione ha sempre sostenuto con forza Faizov, "che da solo porta avanti l'eredità del suo predecessore Gusman Iskhakov".

Riguardo ai due episodi, "i colpi d'arma da fuoco e l'esplosione sono partiti quasi simultaneamente, a distanza di appena un'ora, in luoghi diversi, il che suggerisce che questi crimini barbari e cinici erano stati accuratamente preparati e fissati per l'inizio del Ramadan", ha continuato Khuzin.

"Il problema della moschea Kul-Sharif rimane irrisolto e gli estremisti si sentono a proprio agio e padroni della comunità musulmana del Tatarstan, il luogo dove è nato l'Islam illuminato di Russia, - ha aggiunto. - Il Consiglio musulmano del Tatarstan rimane isolato dal Consiglio dei mufti della Russia, non per sua volontà, ma sotto la pressione di alcuni funzionari della pubblica amministrazione che dovrebbero essere allontanati immediatamente perché non fanno fronte ai compiti assegnati", ha detto Khuzin, che conclude: "Il governo della Repubblica deve proteggere l'Islam tradizionale e i suoi dirigenti e rendere difficoltoso l'insediarsi dei wahhabiti e di altre tendenze radicali".

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