Wto e black list, il via libera

Dopo il sì della Duma, anche la Camera Alta del Parlamento russo si è pronunciata in maniera favorevole ai provvedimenti che prevedono l'ingresso della Russia nell'Organizzazione Mondiale del Commercio e la creazione di una lista nera dei siti Web

È ufficiale. Dopo il via libera della Duma, ora anche il Consiglio della Federazione (la Camera Alta del Parlamento russo) ha ratificato l’adesione della Federazione al Wto, l'Organizzazione Mondiale del Commercio. Un risultato che chiude diciotto anni di negoziati e che, secondo i dati della Banca Mondiale, potrebbe portare benefici a Mosca nell'ordine di 49 miliardi di dollari l'anno, il 3,3 per cento del Pil.

Il provvedimento in precedenza era stato approvato dalla Duma, la Camera Bassa del Parlamento, che aveva votato con 238 sì, nonostante le forti pressioni dell’opposizione.

Dopo questo nuovo step si attende ora l’ultimo e definitivo passo, ovvero la firma del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, che trasformerà il provvedimento in legge. 

E sempre dalla Camera Alta del Parlamento russo arriva il via libera alla legge sulla lista nera dei siti Internet, contenenti materiale vietato. Il provvedimento, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Interfax, è stato votato da 147 senatori, zero contrari, tre astenuti.


Sulla base del documento, in Russia sarà installato un sistema informatico che avrà il compito di limitare l’accesso a quelle pagine Web considerate in qualche modo legate alla “pornografia minorile, al consumo di narcotici o istiganti al suicidio”. 

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