Internet, dalla Duma ok alla black list

La Duma ha approvato il disegno di legge per bloccare siti Internet considerati "illeciti" (Foto: Itar-Tass)

La Duma ha approvato il disegno di legge per bloccare siti Internet considerati "illeciti" (Foto: Itar-Tass)

Con 441 sì su 450 votanti, la Camera Bassa ha approvato la creazione di una lista delle pagine Web accusate di pedopornografia e altri reati. Ma la comunità online insorge

È passato alla Duma il disegno di legge destinato a bloccare l’accesso ai siti Internet considerati “illeciti”, bloccando quelle pagine Web inserite nella cosiddetta black list: 441 i voti favorevoli su 450. Un progetto che dovrebbe entrare in vigore a partire da novembre 2012.

Il controverso disegno di legge ha infiammato il dibattito all’interno della società russa sulla questione della censura di Internet, generando indignazione tra i più popolari motori di ricerca del Paese. Per esempio, la versione locale di Wikipedia, il 10 luglio 2012, ha proclamato 24 ore di sciopero generale per protestare contro l’iniziativa. Un’idea condannata dagli attivisti, convinti che una simile misura potrebbe portare a una totale censura della Rete. Anche altre importanti piattaforme Internet come Yandex, LiveJournal e VKontakte, si sono unite alla protesta.

Dal canto loro, gli autori del disegno di legge hanno affermato che l’iniziativa nasce dalla volontà di combattere quei siti che diffondono la pornografia infantile e le droghe. Una tesi subito ribattuta dal presidente del Consiglio per i Diritti Umani, convinto che il criterio di censura potrebbe risultare troppo soggettivo. Egli ha inoltre proposto di discutere, insieme ad esperti Internet, i criteri di censura in incontri pubblici, aggiungendo che tale iniziativa infrangerebbe la libertà di diffusione dei dati e delle notizie on line.

“Inammissibile”: ha definito così il progetto Anton Nosik, esperto Internet, commentando la notizia. “È il prodotto di un pensiero burocratico totalitario – ha affermato -. Questo registro, se venisse compilato, metterebbe in pericolo non solo Wikipedia, ma anche il normale scambio di informazioni on line su Runet. Il progetto prevede che vengano creati dei filtri per gli indirizzi IP”.

Anche il primo ministro Dmitri Medvedev ha criticato la proposta, mentre il ministro per le Comunicazioni Nikolai Nikiforov ha definito importante la protesta di Wikipedia, aggiungendo che il disegno di legge dovrebbe essere migliorato.

Yaroslav Nilov, presidente della commissione associazioni pubbliche della Duma di Stato, dopo aver dichiarato che la “protesta di Wikipedia nasce solamente sulla scia delle emozioni”, si è detto fiducioso sugli effetti della legge: “Dobbiamo comunque aspettare le statistiche a distanza di un anno dall’entrata in vigore della legge – ha detto -. Solo allora avremo un quadro chiaro e potremo verificare i reali effetti di questa iniziativa”.

L'articolo è stato preparato sulla base di materiali tratti da Wikipedia, BBC, Russian News Service, Vedomosti and Kommersant

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