Sharapova, alfiere a Londra 2012

Maria Sharapova (Foto: AP)

Maria Sharapova (Foto: AP)

È ufficiale, la regina del tennis sarà la prima donna russa a portare il vessillo della Federazione alle Olimpiadi

La Russia a Londra sarà tutta della Sharapova. Dopo settimane di tentennamenti e smentite, ora la notizia sembra ufficiale: sarà lei, la bionda siberiana, la portabandiera degli atleti della Federazione alle Olimpiadi del 2012. Una notizia, a dir la verità, che non crea troppo scalpore, visto che era stata lei stessa a renderla nota con largo, troppo, anticipo, sul proprio profilo Facebook.

Una leggerezza immediatamente ripresa dal ministro dello Sport russo Vitaly Mutko, che, a poche ore dall’annuncio, aveva corretto il tiro, sottolineando che, pur essendo Maria un’atleta straordinaria, rientrava però solo nella lista dei candidati.

Un tormentone, quello del portabandiera, che si è prolungato quindi nella tiepida estate russa fino al 10 luglio 2012, quando il presidente del Comitato Olimpico Russo, Aleksandr Zhukov, ha chiarito ogni dubbio: così come ci si aspettava, il vessillo (del peso di sei chili) a Londra sarà retto proprio da lei. Da lei che ha vinto tutto, da Wimbledon nel 2004 all’Us Open nel 2006, fino all’Australian Open nel 2008 e il Roland Garros nel 2012. Perdendo però ora a sorpresa lo scettro a Wimbledon.

“Abbiamo discusso la candidatura della Sharapova e all’unanimità abbiamo deciso che sarà lei a rappresentare il nostro Paese alle Olimpiadi”, ha detto Zhukov, incoronando ufficialmente la sexy Maria come prima reginetta nella storia della Russia a rappresentare la Federazione alle Olimpiadi.

“Perché non era mai stata scelta una donna? Non saprei rispondere – ha commentato Zhukov rispondendo alle domande dei giornalisti -. Non credo comunque che si tratti di una questione di costituzione fisica”.

“Non è stato facile mantenere il segreto – ha commentato l’atleta -, ma sono contentissima di questo incarico”. Soprattutto visto che si tratta della sua prima Olimpiade, dopo la fallita qualificazione ad Atene nel 2004 e l’infortunio alla vigilia di Pechino 2008.

Una bella rivincita, se vogliamo, anche nei confronti di chi non la credeva all’altezza di questo compito, visto che da anni la siberiana vive negli Stati Uniti ed è considerata ormai alla pari di una “straniera”.

Così come riportato sul sito del Comitato, saranno in tutto 436 gli atleti russi che parteciperanno alla competizione di Londra, di cui 228 donne e 208 uomini, di un’età media di 26 anni, provenienti da 59 diverse regioni del Paese.

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