Alluvioni, i risultati dell'inchiesta

La tragedia nella regione di Krasnodar dovuta a condizioni meteorologiche estreme e non alla diga locale. Queste le conclusioni della Commissione voluta dal Presidente Putin

Le inondazioni nel Kuban, che hanno distrutto la città di Krimsky, provocando oltre 170 vittime e migliaia di senza tetto, sono state causate da forti piene e non dalla fuoriuscita di acqua dalla diga vicina. Questo quanto riportato dal portavoce del comitato investigativo Vladimir Markin, citato da Ria Novosti.

“Secondo i risultati dell’ispezione, la diminuzione dell’acqua nella diga è avvenuta come al solito, in regime normale. Non c’è stato alcuno straripamento. Nonostante il normale regime prevedesse piccole e regolari fuoriuscite di acqua, questo meccanismo non ha influenzato i tragici fatti dei giorni scorsi”.

Foto: Mikhail Mordasov, RIA Novosti

Allo stesso modo, anche il ministro russo delle Situazioni di Emergenza Vladimir Puchkov ha assicurato che le devastanti inondazioni nella regione di Krasnodar non possono essere state causate dall’apertura della diga. Ammettendo però che il sistema di allarme non ha funzionato a dovere.

Informazioni confermate da un attivista dell’Osservatorio Ambientale per il Caucaso del Nord, Suren Gazaryan, interpellato da Kommersant FM: “Non c’è stato alcun avviso – ha detto -. Abbiamo chiesto a un centinaio di persone come sono state avvertite. Ma nessuno sapeva niente”. Secondo Gazaryan il problema sarebbe derivato dal fatto che l’elettricità è stata interrotta presto, e la gente non ha potuto seguire le notizie in tv. 

Con l’arrivo delle prime notizie sulla tragedia, il 7 luglio 2012, su Internet sono apparse informazioni che attribuivano la colpa delle inondazioni all’apertura premeditata della diga.

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Il leader del partito Yabloko Sergei Mitrokhin, per esempio, ha affermato che proprio la diga sarebbe alla base della tragedia. “Così come hanno spiegato gli attivisti locali di Yabloko, il forte aumento dell’acqua nella città di Krimsky nella notte è stato causato da un malfunzionamento della diga, situata sulle colline che sovrastano la città”.

Dichiarazioni smentite dal capo dipartimento degli impianti idroelettrici della Compagnia Nazionale Stradale Valery Aizenshtein in un’intervista rilasciata a Newsru.co.il: “Non si può parlare di un’inondazione dolosa. La diga è stata progettata 50 anni fa sulla base degli standard di sicurezza dell’epoca”.

Secondo il Ministero per le Emergenze, sarebbero 13mila le abitazioni allagate del tutto o parzialmente. Le strade sono impraticabili, mentre i collegamenti telefonici risultano interrotti. Per questioni di sicurezza in alcuni centri abitati è stata tolta l’elettricità.

Le squadre di intervento di terra del Ministero per le Emergenza lavoreranno nelle zone colpite almeno per due settimane. In tutti i centri abitati colpiti dal disastro sono inoltre attive diverse squadre di soccorso.

“Se possibile, fate fuoriuscire l’acqua dagli scantinati, eliminate la spazzatura e, se necessario, chiedete aiuto. In queste zone vivono molti anziani, che non sono in grado da soli di far fronte a queste emergenze”, ha detto il ministro russo Puchkov, aggiungendo che dalle organizzazioni di volontariato, impegnate in maniera particolalmente attiva, stanno arrivando aiuti preziosi. “È proprio loro che mi sento di ringraziare di cuore”, ha dichiarato Puchkov. 

Secondo gli esperti, il maltempo nelle regioni colpite dal disastro continuerà anche nei prossimi giorni, portando pioggia e grandine.

Il testo è stato realizzato con materiali tratti da Ria Novosti, Kommersant FM, mchs.gov.ru, BBC russa, km.ru, NEWSru.co.il, Interfax e il Servizio di informazione russo

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