Russia, Capello si siede in panchina

Foto: Reuters / Vostock Photo

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Il tecnico italiano, disponibile a sostituire alla guida della Nazionale Advocaat, attende solo la chiamata dalla Federcalcio russa. Questione di giorni

Da baronetto a zar. Fabio Capello sta per finire sulla panchina della Nazionale russa. La notizia arriva dal quotidiano russo Sport Express. Un sogno, un inseguimento che diventa realtà. L’offerta da Mosca sarebbe già partita. Non sono ancora stati resi noti i termini economici per l’ingaggio del tecnico italiano. Che è in attesa della chiamata definitiva della Federazione russa.

Considerato da settimane come priorità assoluta per la sostituzione dell’olandese Dick Advocaat, che aveva comunicato il suo addio ben prima del deludente Europeo disputato da Arshavin e compagni (fuori nelle fasi a gironi della competizione continentale dopo un eccellente avvio con successo sulla Repubblica Ceca) in Polonia e Ucraina. Hiddink, allenatore dell’Anzhi, il tecnico dell’Under 21 russa Nikolai Pasarev, Aleksandr Borodyuk, ex nazionale, braccio destro di Advocaat e dello stesso Hiddink: tutti candidati forti sorpassati in volata dal tecnico friulano, che pure pareva avesse rinunciato a guidare altre Nazionali, dopo la fine rumorosa dell’idillio con la Federazione inglese, nel febbraio 2012.

Rivela l’agente russo Shumi Babaev: “Dopo gli Europei ho chiesto a Ernesto Bronzetti (famoso agente italiano con forti interessi in Spagna e vicino al tecnico italiano) se Fabio Capello fosse interessato a lavorare in Russia”. Risposta affermativa. “Ho parlato personalmente al telefono con lui – prosegue Babaev – e mi ha confermato queste informazioni. Per me è il candidato migliore. Disciplinato, poliglotta, anche duro. Il suo adattamento sarebbe veloce”.

L’annuncio dovrebbe arrivare prima del 20 luglio. Lo ha annunciato il ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko, sottolineando che il tempo stringe visto che per quella data è atteso il calcio di inizio della nuova stagione della Russian Premier League. Prima della nomina del tecnico, la Federcalcio dovrà eleggere il suo nuovo presidente, poltrona rimasta vacante dopo le dimissioni di Sergei Fursenko, anche queste seguite alla clamorosa eliminazione della Russia dal campionato europeo.  

Un uomo forte, un condottiero dal polso duro. Capace di plasmare i nuovi talenti russi, come Alan Dzagoev, oppure rimotivarne altri, come Arshavin. Con un palmares ricco di successi. Un nome importante per la Federazione, con mani libere anche sulla gestione del settore giovanile russo. Il vero asset strategico – assieme all’ulteriore crescita della Russian Premier League - per i successi nel medio lungo termine del movimento calcistico della Federazione.

In ballo ci sono i Mondiali 2018. Con governo e privati che stanno investendo milioni di rubli per la costruzione di stadi e infrastrutture. Non sarebbe ben tollerata una brutta figura a livello internazionale, come avvenuto agli Europei.

Dunque, un top manager come Capello. Ultimo e prestigioso esempio del Made in Italy sulle panchine russe. Poco prima di lui Ettore Messina, altro allenatore dal pedigree illustre, mollava la Nba per il Cska Mosca. E Luciano Spalletti, colonna dello Zenit San Pietroburgo due volte in fila campione di Russia, era uno dei candidati alla panchina della Nazionale, prima di giudicare troppo impegnativo il doppio ruolo. 

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