In viaggio verso Sud

Foto: Mikhail Mordasov

Foto: Mikhail Mordasov

Una delegazione di tour operator, fra cui diversi italiani, ha fatto visita alle regioni meridionali della Russia, per scoprire percorsi turistici alternativi

Alla fine di maggio 2012 alcuni operatori turistici italiani hanno fatto visita alla regione di Krasnodar, in Russia, per valutare come la zona possa attrarre visitatori. Il governo locale ha così voluto mostrare queste bellezze ai viaggiatori più sofisticati, che già nei propri Paesi possono facilmente godere di mare, montagne e di antiche opere architettoniche (oltre la metà dei tesori dell’Unesco si trova in Italia).

E non dimentichiamo che la cucina del Belpaese gode notorietà in tutto il mondo: com’è possibile, quindi, attirare turisti italiani nel Sud della Russia? Una sfida, quella lanciata da Evgeni Kudelya, a capo del dipartimento per lo sviluppo del turismo nella regione di Krasnodar, che potrebbe risultare tutt’altro che semplice.

Il viaggio, organizzato dal tour operator Planeta Sochi, si è svolto in una sola settimana da Krasnodar a Sochi, e ritorno. Si sono passati in rassegna decine di hotel, senza però riuscire a rilassarsi sulle spiagge del Mar Nero o nelle bany russe. Senza ombra di dubbio il mare e le montagne del Caucaso del Nord potevano risultare interessanti, ma era necessario prestare maggior attenzione alle particolarità del territorio, come la foce dei fiume.

L’estuario dà vita a un bacino simile al Mar Morto, le cui acque, ricche di fanghi terapeutici, non risultano però così salate, e tutto intorno le infrastrutture e i servizi sono ancora in fase di sviluppo. Qui è possibile praticare la pesca e la caccia, quest’ultima molto limitata in Europa, e si può entrare in contatto con particolarità folkloristiche come il complesso cosacco “Ataman” a Termyuk. Costruito in tutta fretta in un mese, nonostante risulti un po’ kitsch e naif, può lo stesso attirare l’attenzione dei turisti, che vengono accolti dall’ospitalità dei gruppi folk, e hanno la possibilità di cenare in ristoranti tipici dove viene servita la “gorilka”, una vodka particolare.

Gli alberghi, ovviamente, negli ultimi anni hanno subito diversi cambiamenti. Ne sono stati costruiti di nuovi e moderni, anche Internet è quasi sconosciuto: una cosa che potrebbe avere il suo fascino, anche se molti europei sono ormai abituati ad avere la connessione ovunque.

È chiaro che per dare un giudizio complessivo è necessario provare tutto: bisogna rotolarsi sulle sabbie d’orate di Anapa, per apprezzarle; bisogna provare la bania russa, per capire le sue proprietà curative. Di grande interesse per gli stranieri è la visita alla casa di produzione di champagne “Abrau Dyurso”: una vera sorpresa scoprire che lo champagne viene prodotto anche in Russia. Un’esperienza che ha colpito soprattutto gli italiani, che hanno avuto la possibilità di visitare lo stabilimento e di degustarne i prodotti (comparandoli, ovviamente, con il prosecco italiano).

Sochi è un luogo che si distingue da tutte le altre città. Si tratta di un posto unico, dove “in mezz’ora si può passare dalla spiaggia del Mar Nero ai pendii dove sciare”. I lavori per preparare la città alle Olimpiadi Invernali del 2014 sono colossali. Gli operai lavorano giorno e notte, costruiscono centri e complessi sportivi, a fianco dei quali nascono nuovi alberghi.

Anche a Krasnaya Polyana, su entrambi i lati del fiume, sono apparse decine di hotel. Vengono battute nuove piste da sci e si stendono linee di treni veloci. Sembra impossibile immaginare che tra qualche mese sarà tutto concluso.

L’unico ostacolo per i turisti, da non sottovalutare, è il visto: il governo russo non fa altro che sottolineare questo problema. Anche in occasione dell’ultimo summit tra Russia e Paesi dell’Unione Europea Vladimir Putin ha portato alla ribalta la questione.

Marco Maggi, co-proprietario dell’agenzia pietroburghese Russian Tour, ha commentato: “Inizialmente gli italiani e gli europei in genere volevano visitare solo Mosca e San Pietroburgo. Ora invece cercano percorsi sempre più esotici. Per questo motivo il Caucaso del Nord può risultare interessante per via della sua natura selvaggia, per la possibilità di praticare la caccia e la pesca”.

Anche il direttore commerciale della compagnia Mbt Consulting, Michele Brustia, è convinto che questa regione offra prospettive interessanti per il turismo: “I tour operator ci hanno confermato di essere interessati alla regione di Krasnodar, dove c’è un grosso potenziale capace di attrarre turisti sia dall’Italia sia dall’Europa, intenzionati a non limitarsi solamente a Mosca e a San Pietroburgo. Dobbiamo fare ancora molto, ma sono convinto che da qui inizi una nuova era per il turismo nella Russia del Sud”.

Per leggere l'articolo originale, clicca qui

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta