Alina, musica ipnotica dall'Est

Arriva dalla Lituania la nuova rivelazione del panorama musicale indie-folk baltico, capace di raggiungere non solo la Russia ma anche l'Europa grazie al suo disco "Mutabor"

In una piccola città nell’Est della Lituania, una ragazza dai capelli rossi e dalla pelle chiara suona il pianoforte e canta una ballata mentre il vento sibila lungo le vie vuote. Sembra un angelo che gioca con la propria voce facendola vibrare con volto emozionato.

Si chiama Alina Orlova, una ragazza dal cuore d’artista nella noiosa Visaginas, una piccola città costruita non lontano da una centrale nucleare nell’Europa del Nord. È evidente che in queste città così piccole non c’è molto da fare. Per questo motivo Alina canta canzoni ai suoi amici, scrive poemi che poi carica sulle pagine Web lituane.

A Visaginas di mezzi ce ne sono pochi per poter registrare. Però grazie a Internet inizia a esibirsi con in piccole sale del posto. La sua voce dolce non lascia nessuno indifferente, e fu così che alcune compagnie discografiche iniziarono ad offrirle dei lavori e a distribuire la sua musica.

Il primo album uscì nell’aprile del 2010 a Kaunas. Si chiama “Laukinis Suo Dingo”. In breve tempo è diventata una delle grandi promesse della musica indie-baltica. Questa giovane dai capelli rossi e dallo sguardo sognante suggerisce passioni grazie all’interpretazione della sua voce. 

“Lovesong”, “Vaiduokliai”, “Žeme, sukis greitai” o “Transatlantic love” sono solo alcuni dei testi più conosciuti. Un mix di indie e folk conditi da violini.

Il disco mescola questo tipo di sonorità ad altre, interpretate dalla voce accompagnata dal pianoforte. Una delle canzoni più toccanti è senza dubbio “Spi”, una fusione di melodie dolci e grigie.

Anche altri brani, a dir la verità, si sono fatti conoscere all’estero: in Francia, Inghilterra e in Russia, Alina ha ottenuto grande successo con il disco “Mutabor”. E la sua popolarità non sta sicuramente diminuendo. Sicuramente si tratta di una delle dive del pop-folk baltico più conosciute del momento. A tratti ricorda Björk, per quel tocco freddo e scuro che emoziona e ipnotizza.

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