La Filarmonica della Scala al Mariinskij

Ritorna dopo oltre un decennio a San Pietroburgo l'orchestra scaligera, per la ventesima edizione del Festival delle Notti bianche. A dirigerla Valery Gergiev e, per la prima volta in Russia, Fabio Luisi

Mancava a San Pietroburgo da dodici anni la Filarmonica della Scala, che torna con due concerti in occasione dell’evento musicale di maggior prestigio e attrattiva della città sulla Neva: il festival internazionale “Stelle delle Notti bianche”, dal 27 giugno al 1 luglio 2012.

Gli appuntamenti in cartellone alla nuova Concert Hall del Teatro Mariinskij incrociano due ricorrenze importanti: il trentesimo anniversario dalla fondazione dell’orchestra italiana, istituita da Claudio Abbado, e la ventesima edizione del festival pietroburghese, ideato e tuttora diretto da Valerij Gergiev.

Proprio il direttore russo, recentemente nominato socio onorario della Filarmonica dopo vent’anni di collaborazione, dirigerà il primo concerto (27 giugno 2012), con un programma che accosta L’ouverture de La Forza del destino - l’opera composta da Verdi proprio per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo – a La Symphonie fantastique di Berlioz, diretta a gennaio 2012, con successo personale, alla Scala, e il Concerto n. 3 di Rachmaninov con la giovane virtuosa cinese Yuja Wang al pianoforte.

Il secondo concerto (28 giugno 2012) porta in Russia per la prima volta il direttore italiano di cui tanto si parla: Fabio Luisi, che alla Scala ha esordito proprio questa stagione, debuttando con la Filarmonica a ottobre 2011.

Al ricchissimo curriculum del maestro nato a Genova cinquantatre anni fa, direttore principale della Metropolitan Opera House di New York, sembra mancare soltanto un approdo russo. “Un’occasione per me importantissima”, ci confida Luisi alla vigilia della partenza per San Pietroburgo.

“Sono anche molto emozionato perché non sono mai stato in Russia e questo concerto è l’occasione per inserirmi nella sua vita musicale. San Pietroburgo con il suo Teatro Mariinskij mi interessano moltissimo culturalmente: forti sono stati i miei legami di pianista con il repertorio russo e come direttore ho affrontato Tchaikovskij, Musovskij, Shostakovich, Prokofev. Ma San Pietroburgo è per me un faro soprattutto per il mio amore per il balletto, che ho diretto nei miei primi anni di carriera e di cui sono un appassionato spettatore: mi emoziona e mi regala grande ricchezza interiore”.

Nel programma, già eseguito alla Scala a maggio 2012, il Concerto n. 4 il sol magg. op. 58 per pianoforte e orchestra di Beethoven con il pianista polacco Rafal Blechacz è incastonato tra pagine del sinfonismo italiano del Novecento. “Per presentare la migliore orchestra italiana abbiamo scelto composizioni italiane e di grande qualità, di Casella, Respighi e Gabrieli nella rilettura di Ambrosini”, conferma Luisi, che conclude entusiasta al proposito di visitare la città e i suoi monumenti alla luce algida delle Notti bianche.

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