G20, il faccia a faccia Putin-Obama

Il Presidente russo Vladimir Putin con il collega americano Barack Obama durante il vertice del G20 in Messico (Foto: AP)

Il Presidente russo Vladimir Putin con il collega americano Barack Obama durante il vertice del G20 in Messico (Foto: AP)

Primo vertice tra i due leader dopo la rielezione al Cremlino: difesa missilistica e crisi siriana in primo piano. Il Presidente russo: "Molti i punti di incontro"

A Los Cabos, in Messico, il Presidente russo e quello americano si sono incontrati per la prima volta dopo il ritorno di Putin al Cremlino. La parola “reset”, che ha descritto le relazioni bilaterali negli ultimi anni, non ha fatto la sua comparsa nel testo finale. Anche se nel corso del meeting si è preferito evitare di far emergere le varie differenze, ponendo invece l’accento su una comunione di intenti per lo sviluppo e la cooperazione bilaterale, nel tentativo di risolvere i problemi in chiave globale.  

Le sei pagine della dichiarazione determinano le priorità nelle relazioni Russia-Stati Uniti. Fra tutte, spicca la cooperazione economica: “Ci siamo trovati d’accordo nel cercare di dare priorità all’espansione e alla diversificazione del nostro commercio bilaterale e agli investimenti, attraverso l’accesso indiscriminato ai mercati, basato su regole internazionali”, hanno dichiarato i due leader. 

Con l’ingresso della Russia nel Wto, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, il mercato russo potrebbe diventare molto attraente per il business americano, anche se bisognerebbe modificare la legislazione interna degli Stati Uniti.

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L’amministrazione Obama, così come è stato recentemente riportato da Washington, “starebbe lavorando in questa direzione”. Tuttavia il Congresso sarebbe intenzionato a sostituire l’emendamento con il “Magnitsky Bill”, che non avrebbe alcuna incidenza sul commercio ma che farebbe di Washington un mentore della questione dei diritti umani in Russia. Una posizione che irrita Mosca e, secondo l’aiutante di Putin, Yuri Ushakov, dovrebbe essere discussa dai due Presidenti. Ma nella dichiarazione non figura niente: un segnale che potrebbe essere interpretato come uno sforzo per non creare ulteriori conflitti.

La seconda priorità è legata alla questione del controllo sulle armi nucleari e alla non proliferazione. “Ribadiamo il nostro sostegno al trattato di non-proliferazione delle armi nucleari”, hanno dichiarato i due leader. Un problema che non viene trascurato, anche se viene affrontato con toni molto accorti. La Russia e gli Stati Uniti intendono continuare il loro dialogo sulla stabilità strategica. In altre parole, le idee americane sulla continua riduzione delle armi, anche se non accantonate del tutto, non si sono tramutate in una discussione concreta.

Una delle questioni più delicate, ovvero la distribuzione della difesa missilistica americana in Europa, è stata affrontata in maniera molto diplomatica: il tono si è rivelato pacato, senza alcun riferimento al fatto che questa cosa potrebbe minacciare la Russia e provocare una nuova corsa agli armamenti.

Le interazioni sull’Iran e la Corea del Nord sono invece viste in un contesto di mutua adesione al trattato di non proliferazione. “La ricerca della pace e della sicurezza resta una priorità per Russia e Stati Uniti, essendo perfettamente consapevoli di quanto ci si possa guadagnare lavorando insieme per superare le principali sfide di questo secolo”. All’interno della dichiarazione viene infatti sottolineato che c’è una visione comune in merito al ruolo chiave che hanno le Nazioni Unite in questo processo, in contrasto con la politica estera americana, che si è dimostrata unilaterale con l’amministrazione Bush. Mosca e Washington sono quindi pronti a “cooperare bilateralmente e multilateralmente per risolvere conflitti regionali”, in particolar modo in Siria.

Le parole “comune”, “cooperazione” e “insieme” si sono alternate più volte all’interno della dichiarazione. Il documento, infatti, si apre e di chiude con questi termini. Ovviamente, con le elezioni americane alle porte, l’amministrazione Obama si dimostra piuttosto riluttante nel mettere in mostra i conflitti con Mosca. Dall’altra parte, per il Presidente russo, tornato in carica più di un mese fa, sarebbe importante chiarire le relazioni con gli Stati Uniti. “Dal mio punto di vista – ha concluso Putin -, ci siamo trovati d’accordo sulla maggior parte dei temi”.

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