Putin al G20: "Uniti contro la crisi"

Il Presidente Putin al summit di San Pietroburgo, giugno 2012 (Fonte: kremlin.ru)

Il Presidente Putin al summit di San Pietroburgo, giugno 2012 (Fonte: kremlin.ru)

Dalla pagina ufficiale del Cremlino il Presidente della Federazione traccia le linee guida per affrontare la situazione economica globale, in occasione del summit dei leader mondiali in Messico

Quattro anni fa l’economia globale è stata colpita da una crisi senza precedenti. Le conseguenze hanno avuto ripercussioni a livello mondiale, vessando tutti senza eccezione, in maniera più o meno pesante.

Sfide di questa portata richiedono approcci totalmente nuovi da parte dei leader delle grandi potenze. E per la prima volta nella storia i capi di quei Paesi, che rappresentano quasi il 90 per cento del Pil mondiale, hanno dimostrato una reale volontà e capacità di coordinare la politica economica. La cosa più importante è che hanno frenato la caduta verso un tunnel di conflitti economici, lavorando per ristabilire l’ordine nel sistema finanziario globale.

Questo stesso G20, che fino al 2008 esisteva solo sotto forma di semplici riunioni periodiche tra i ministri delle Finanze, ha acquisito ora lo status di forum globale per discutere dei problemi economici e finanziari.

Nel pieno della crisi, proprio grazie al G20 sono state adottate misure per aumentare il capitale di tutte le principali banche di sviluppo, così come le risorse per il Fondo Monetario Internazionale: manovre che hanno permesso a queste istituzioni di sostenere i Paesi maggiormente in difficoltà. Allo stesso modo è stato proposto un programma a lungo termine per la regolarizzazione della riforma del sistema finanziario, i cui principi sono volti a tutelare i diritti dei consumatori dei servizi finanziari. Senza esagerare possiamo considerare di rilievo anche la creazione, su decisione dei leader del G20, del Consiglio per la Stabilità Finanziaria, nato nel 2009 e diventato l’organismo di coordinamento per lo sviluppo delle “regole di condotta” del sistema finanziario.

Questi processi stanno avvenendo sullo sfondo di un cambiamento del paesaggio stesso dell’economia globale. Secondo gli esperti, fino al 2017 i potenziali ritmi di crescita dei mercati emergenti saranno 3,5 volte più rapidi rispetto a quello dei Paesi tradizionalmente sviluppati. E nei 15 anni successivi, di oltre due volte. Allo stesso tempo cambieranno non solo i punti della crescita globale, ma anche la geografia dei flussi commerciali e finanziari.

Però ci sono ancora molti alti problemi da risolvere: le conseguenze della crisi del 2008 sono tutt’ora evidenti. Gli squilibri accumulati si manifestano chiaramente sottoforma di “buchi di bilancio” e di difficili condizioni delle banche. Oltre a ciò, la dinamica negativa dei mercati e altri segnali preoccupanti, spingono gli analisti a tracciare previsioni tutt’altro che rosee.

Allora, nella situazione attuale, qual è la nostra posizione? La Russia, sesta economia mondiale per potere d’acquisto, negli ultimi anni ha rafforzato il proprio sistema finanziario. Occupiamo il terzo posto per riserve valutarie. I ritmi di crescita della nostra economia (pari al 4,3 per cento) sono i più alti tra le principali economie europee. Oggi, a differenza del 2008, il sistema nazionale bancario si rivela più stabile alle oscillazioni nel mercato finanziario mondiale.

Il nostro Paese non deve sopportare questa “zavorra” formata da debiti pericolosi. Il debito pubblico in Russia è molto più basso rispetto a quello di altri Paesi, tant’è che il 1° aprile 2012 si attestava intorno al 10,6 per cento del Pil, contrariamente al 60 per cento di Francia e Germania, dell’87 per cento della Spagna e del 92 per cento degli Stati Uniti. L’anno scorso abbiamo registrato un avanzo di bilancio pari allo 0,8 per cento del Pil. Ciò significa che abbiamo guadagnato di più, rispetto alla spesa. Il saldo della bilancia commerciale è stato pari a 198 miliardi di dollari.

Detto ciò, il summit del G20 si tiene in condizioni di crescente incertezza. Oltre alla necessità di correggere la difficile situazione finanziaria in alcuni Paesi dell’Unione Europea, la maggior parte degli Stati dovrà cercare il giusto equilibrio tra il necessario consolidamento finanziario e la realizzazione di posti di lavoro, di crescita economica, di risoluzione dei problemi sociali, oltre alla sostenibilità del sistema pensionistico.

Oltre a questo, i problemi delle banche e le speculazioni finanziarie dimostrano che l’architettura economica mondiale non è stata riformata fino in fondo, e che contiene molti rischi e contraddizioni interne. Per tale motivo è necessario un vento di cambiamento.

È giunto quindi il momento di mettere da parte le ipocrisie e mettersi d’accordo onestamente sulle misure da adottare per salvaguardare i posti di lavoro in questo momento di crisi mondiale. Per noi si tratta di una cosa molto importante, perché quest’anno la Russia entra a far parte dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, e siamo disponibili a partecipare in maniera attiva alla discussione sulle future regole del mercato mondiale.

Tutti i temi sopracitati saranno affrontati in occasione del G20 e saranno le nostre priorità, insieme alla questione della sicurezza energetica globale. Sappiamo bene quanto sia importante mantenere la fiducia nei confronti di questo summit. E tale fiducia potrebbe svanire se questi piani dovessero rimanere solamente buoni propositi senza realizzazione.

Ovviamente il gruppo dei “venti” non deve convertirsi in un club elitario, che si preoccupa in maniera egoista solamente dei propri interessi: i nostri sforzi devono unirsi per lo sviluppo sostenibile dell’intera comunità globale. È questa la logica che la Russia proporrà in occasione del summit.

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