Estro e forza per Euro 2012

Foto: Itar-Tass

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Gli avversari della Russia, Polonia, Grecia e Repubblica Ceca, appaiono abbordabili. Mister Advocaat vuole chiudere con il botto prima di lasciare la guida della Nazionale della Federazione

Arshavin e Dzagoev. Fantasia al potere per sorprendere le grandi nazionali del Vecchio Continente. La Russia è tra le possibili outsider agli Europei di Polonia e Ucraina al via l'8 giugno 2012. L’ultima chiamata per il dimissionario commissario tecnico olandese Dick Advocaat. “Il piccolo generale” vuole lasciare la panchina della Federazione con il botto finale in casa dei cugini ucraini.

L’obiettivo neppure troppo nascosto, complice un sorteggio amico che ha inserito i russi nel gruppo A assieme a Polonia, Grecia e Repubblica Ceca, uno dei meno duri del lotto, sono i quarti di finale. E dal quartier generale russo filtra anche il sogno semifinali, centrate quattro anni fa dal predecessore di Advocaat, il santone Guus Hiddink ora alla guida dell’Anzhi del milionario Kerimov. "Affronteremo il torneo per provare a vincerlo. Questo è certo ed è il nostro obiettivo – ha detto Advocaat -. Dobbiamo attendere la fine per poter dire se era realistico o meno. Ma è ovvio che se vai a giocare una competizione come questa, vuoi vincerla".

Anche perché Euro 2012 presenta un paio di favorite d’ordinanza (Spagna e Germania) con i campioni affaticati dalla lunga stagione alle spalle, con le nobili e piene di incognite Francia, Inghilterra, Italia e Olanda in seconda fila. E il rotondo successo (3-0 a Zurigo in amichevole) sugli azzurri moltiplica le fiches dei russi nel torneo.

Forti, potenti, brillanti. Un miglioramento dovuto al buon livello tecnico raggiunto dalla Russian Premier League con i calciatori di Zenit San Pietroburgo, Rubin Kazan, Cska e Spartak Mosca – l’ossatura della Nazionale - che hanno acquisito esperienza in gare internazionali. Per piazzarsi tra le prime quattro d’Europa serve il talento di Arshavin, sin dall’esordio dell'8 giugno 2012 a Wroclaw contro i cechi.

L'opinione di Luciano Spalletti

"Ho capito che Andrei Arshavin aveva bisogno di un allenamento più costante: ci sono stati molti miglioramenti nel suo modo di giocare dopo il tempo trascorso insieme al resto della squadra”

Tornato a febbraio 2012 allo Zenit dopo la malinconica parentesi all’Arsenal, il lunatico attaccante tascabile è stato determinante nella conquista del titolo del club di Luciano Spalletti. Advocaat lo schiererà alle spalle degli attaccanti Pogrebnjak e Pavlyuchenko, altro eroe di Euro 2008.

"Le mie prestazioni potrebbero influenzare il resto della carriera", ha confessato Arshavin. Il capitano della Nazionale. E la chioccia di Alan Dzagoev, centrocampista 22enne del Cska Mosca. Genietto in attesa di consacrazione europea nel torneo dei fuoriclasse di metà campo – gli spagnoli Xavi e Iniesta, l’italiano Pirlo, i tedeschi Schweinsteiger e Ozil – per diventare l’uomo mercato estivo per i top club inglesi. Dzagoev è da tempo sul taccuino di sir Alex Ferguson, general manager del Manchester United, il talentino russo è stato recuperato in extremis da una frattura al mignolo del piede destro. Sarà l’arma tattica di Advocaat, trequartista spesso schierato da esterno sinistro e micidiale sui calci piazzati, come avvenuto nel cammino di qualificazione della Russia verso Euro 2012. Doppietta e assist nella partita da dentro o fuori contro Andorra. 


Dunque, Arshavin, Dzagoev e una squadra compatta per dare una spolverata alla bacheca dove c’è solo l’Europeo vinto dall’ex Urss del mito Lev Jascin che nel 1960 superava la Jugoslavia a Parigi nella prima edizione della competizione continentale.

L’Unione Sovetica con la casacca Cccp era in finale anche quattro anni dopo, battuta nettamente dalla Spagna. Una sceneggiatura che si ripeteva nel 1972: sconfitta nell’atto conclusivo contro la Germania Ovest allo stadio Heysel, il teatro della strage di tifosi nel 1985 (32 morti e 600 feriti) prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool. Tra le gare più belle degli ultimi 25 anni è finita invece la semifinale a Germania 1988 contro l’Olanda del trio milanista, con i sovietici di Lobanovsky grandi favoriti ma sconfitti. Il miglior risultato della Russia, dopo lo sgretolamento dell’Unione Sovietica, è stata la semifinale a Euro 2008, con la squadra di Hiddink che perdeva 3-0 con la Spagna, poi diventata regina d’Europa.

Assieme a Euro 2012 è partita intanto in Russia la corsa ai Mondiali 2018. Eccellente la relazione degli ispettori Fifa, in tour tra gli stadi russi da selezionare per la fase finale del torneo. A San Pietroburgo, che ospiterà il sorteggio della competizione e una delle semifinali, sarà realizzata una struttura che ricorda le forme di una navicella spaziale. Apprezzati anche i progetti di Yaroslavl, Ekaterinburg e Krasnodar mentre Mosca fornirà tre stadi per il Mondiale. Il leggendario Luzhniki sarà ampliato sino a 90mila posti entro il 2016 mentre sono già in corso gli adeguamenti degli impianti di Dinamo e Spartak Mosca.

Articolo pubblicato nell'edizione cartacea di "Russia Oggi" del 7 giugno 2012

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