Duma, passa la legge anti-proteste

Foto: Ria Novosti / Grigory Sysoev

Foto: Ria Novosti / Grigory Sysoev

Multe salate in arrivo per chi partecipa a manifestazioni non autorizzate e che possano disturbare la quiete pubblica. Il testo al vaglio del Senato. E dal fronte dell'opposizione scatta la polemica

Dopo dodici ore di discussione, la Duma di Stato, la Camera Bassa del Parlamento russo, ha approvato una modifica di legge che prevede sanzioni salate per chi organizza e partecipa a manifestazioni di massa non autorizzate.

Un provvedimento con il quale si potrebbe arrivare a pagare fino a 300mila rubli (7mila euro) o 200 ore di servizio civile per i singoli, a 600mila rubli per gli ufficiali e per i soggetti giuridici a un milione di rubli (23mila euro), nel caso in cui si venga pizzicati durante manifestazioni non autorizzate che intralcino il traffico o disturbino la quiete pubblica.

Ora il testo passa al vaglio del Consiglio della Federazione, il Senato russo, poi dovrà essere firmato dal presidente Vladimir Putin. E così, anche la “Marcia dei milioni”, organizzata dall’opposizione e prevista per il 12 giugno 2012, potrebbe svolgersi secondo le nuove regole, approvate da 239 sì e 207 no.

“Posso affermare che quanto sta accadendo alla Duma di Stato, è una cosa che non si era mai verificata prima”. Con queste parole ha aperto la diretta alla radio il giornalista di Kommersant FM, cui hanno fatto seguito i commenti di esperti e sociologi.

Il politologo Pavel Salin ha infatti affermato che “questa iniziativa è stata adottata chiaramente per frenare la manifestazione prevista per il 12 giugno 2012. Una cosa è pretendere che si manifesti in silenzio; tutt’altra cosa è invece negare del tutto le proteste”.

Il sociologo Lev Gudkov del Centro Levada ha dichiarato che si tratta di “una dimostrazione di forza di un potere illegittimo”, mentre Aleksandr Cidyakin, deputato di Russia Unita e autore della legge, ha affermato: “È evidente che la legge precedente è ormai una legge obsoleta. Abbiamo regole vecchie e dobbiamo passare a una nuova regolamentazione giuridica”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta