Creare domanda nel mercato domestico

Vignetta: Niyaz Karim

Vignetta: Niyaz Karim

I tentativi della Russia di diversificare l’economia devono far decollare i consumi interni più che essere focalizzati sulla sola esportazione di prodotti all’estero

Negli ultimi tempi i tentativi della Russia di sviluppare prodotti hi-tech si sono focalizzati su due diversi obiettivi: aiutare informatici ed imprenditori desiderosi di sviluppare prodotti innovativi e fornire credito (attraverso banche d’investimento, investitori informali e venture capital) a queste aziende e individui. Purtroppo queste azioni ignorano l’elemento più critico nel raggiungimento del successo: l’utente finale che beneficerà dei prodotti hi-tech.

 

Ho sentito ripetere più volte la stessa domanda dai manager che hanno preso parte allo Skolkovo Innovation Summit. Per quale mercato specifico sono stati sviluppati questi prodotti? C’è già una forte richiesta da parte dell’industria russa di prodotti innovativi per modernizzare la produzione e promuovere l’efficienza?

 

Ovviamente ci sono già esempi di successo in quei casi in cui senza dubbio la domanda non manca e dove c’è già un mercato solido: Yandex, il principale motore di ricerca russo, ha sicuramente fatto un ottimo lavoro nell’adattare la sua tecnologia unica all’alfabeto cirillico e alle esigenze del gruppo sempre in crescita di utenti Internet russi (divenuto il più numeroso in Europa quest’anno). L’azienda ha anche trovato una soluzione ai problemi quotidiani dei cittadini russi con le applicazioni Yandex.Maps e Yandex.Probki (traffico), che l’azienda ritiene superiori a Google relativamente al mercato russo. Questi fattori hanno aiutato Yandex a mantenere la propria posizione leader in Russia e a lanciare una Ipo da record nel 2011 sul Nasdaq di New York.

 

Per poter avere altri esempi di successo come questo, lo stato deve mandare un chiaro segnale che possa non solo favorire ma concretizzare una ricostruzione a lungo termine dell’economia attraverso tagli alle tasse, lotta contro l’inflazione ed altre politiche a favore delle imprese in un lasso di tempo di 10-15 anni, al fine di accrescere il valore aggiunto. Fondi aggiuntivi per le università, incubatori aziendali e venture fund andrebbero poi a sostegno di queste politiche.

 

A mio avviso uno dei grandi errori delle politiche attuali del nostro Stato sta nel puntare principalmente a creare prodotti per i mercati occidentali. Nonostante il raggiungimento di alcuni traguardi da parte di innovatori russi (con particolare riferimento al software Anti-Virus Kaspersky, che esporta circa l’80 per cento della sua produzione), sono convinto che una strategia a lungo termine per far perdere all’economia russa la dipendenza dalle materie prime deve anche poter generare la domanda di prodotti innovativi sul mercato domestico.

 

Il Technopark di Skolkovo potrebbe essere uno strumento efficace per aumentare tale domanda sia garantendo condizioni favorevoli agli innovatori che vogliono investire, sia mettendoli in contatto con aziende nazionali ed internazionali interessate a prodotti innovativi. Spero che facciano seguito azioni di più ampia portata, intraprese a livello nazionale, volte ad incrementare questa domanda. 

 

Andrei Bunich è un noto economista russo e radiocronista di Kommersant FM e di altri canali media russi

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