Ragazze, altro che pon pon

Foto: Ufficio stampa

Foto: Ufficio stampa

Il cheerleading è diventato in Russia una disciplina sportiva molto popolare: la Nazionale è campione del mondo

Soltanto di recente il cheerleading è diventato in Russia una disciplina sportiva molto popolare, tanto è vero che molti non sanno nemmeno che nel 2011 la squadra russa è stata incoronata campione del mondo di cheer dance.

Cheerleading

Dall’inglese cheer, esclamazione di gradimento, esortazione e lead, condurre, guidare: disciplina sportiva che combina in sé elementi di spettacolo e discipline sportive quali il ballo, la ginnastica e l’acrobatica

Sebbene il cheerleading sia legato al football americano, non deve la sua grande popolarità alle esibizioni di supporto (cheerdance e cheerdance show, vedi box a sinistra), ma agli spettacoli acrobatici (cheer). Il cheerleading si sta gradualmente affermando come una disciplina a sé stante e il tifoso ormai non vede più i gruppi di supporto come un’appendice delle squadre di football, pallacanestro o altro.

In Russia è nata la Federazione di cheerleading che raccoglie, da Kaliningrad a Vladivostok, 43 divisioni regionali. Dal 2007 il cheerleading esiste come disciplina sportiva autonoma e le regioni preparano le squadre che partecipano al campionato russo; il vincitore ha il diritto di rappresentare il Paese nei Campionati Europei e Mondiali.

Oggi in Russia ci sono più di 400 squadre di cheerleading che competono in varie categorie: cheer dance, cheer dance show, cheer mix, stunt di gruppo, stunt in coppia (vedi box a destra).

Il cheerleading si suddivide in alcune categorie

Cheer: include elementi di ginnastica acrobatica, piramidi e mosse di ballo al suono di grida possenti.

Dance: balli sportivi con elementi di ginnastica che puntano su plasticità, belle coreografie, grazia e sincronia incredibile.

Cheer mix: esibizione di formazioni miste (uomini e donne)

Stunt: formazione collettiva di piramidi

Cheerleader singolo: esibizione del leader della squadra

Cheer dance show: balli sportivi con elementi di ginnastica e cambi veloci di costume durante l’esibizione

Le squadre russe figurano regolarmente nelle competizioni internazionali. Nell’ultimo campionato russo di cheerleading si sono esibite 80 squadre provenienti da 15 regioni. Nei Campionati del Mondo del 2011 la squadra russa “Non stop” ha conquistato il primo posto. Questi risultati sono il frutto di un grandissimo lavoro di preparazione. Nel 1999 in Russia si parlava del cheerleading come di ragazze pon pon. Nei primissimi tempi abbiamo iniziato a collaborare con delle organizzazioni internazionali, tra cui l’Associazione americana di cheerleading; abbiamo portato qui i loro allenatori per fare degli stage senza nemmeno sapere quali fossero le regole per competere. Stavamo a guardare e imparavamo”, racconta Valentina Petrovna, vicepresidente della Federazione russa di cheerleading.

Ora questo sport si sta sviluppando seguendo le metodologie europee. In Russia e in Europa esiste un sistema ben preciso per il quale è la Federazione di cheerleading che gestisce l’intera organizzazione, dalla preparazione delle gare ai costumi; negli Stati Uniti invece ci sono alcune strutture commerciali che se ne occupano.

Uno dei motivi del successo del cheerleading in Russia è l’attenzione rivolta ai giovani atleti: quando guardiamo i film americani sul cheerleading abbiamo l’impressione che soltanto le ragazze magre possano essere cheerleader. In realtà non è così. Molte squadre russe in vetta alle classifiche preferiscono avere un appoggio sicuro nella costruzione di figure acrobatiche complesse. Per questo motivo il cheerleading è prima di tutto una disciplina sportiva di gruppo e un modo per combattere i complessi adolescenziali: magra o grassottella, ognuna può trovare il suo posto in squadra.

Un altro stereotipo sul cheerleading è che sia uno sport per ragazze, mentre in realtà anche i maschi lo praticano. Attualmente nelle divisioni regionali ci sono molte più squadre miste che di sole ragazze.

Foto: Ufficio stampa

Foto: Ufficio stampa

Per eseguire un programma di cheerleading bisogna praticare seriamente dello sport e per questo gran parte di chi ha scelto questa disciplina ha già una buona preparazione. Anna Komogorova, giornalista di Radio Zenit ha iniziato da poco ed è già riuscita a ottenere la vittoria nelle competizioni internazionali di “Severnaja Palmira” che si sono tenute ad aprile 2012 a San Pietroburgo. Quando ancora studiava Anna prendeva parte alle esibizioni di ballo nelle feste universitarie. Una volta ottenuta la laurea ha capito che vivere senza ballo sarebbe stato difficile e ora va ad allenamento di cheerleading tre volte alla settimana, dopo il lavoro.

Per me non è una professione né un hobby. Non guadagno con le lezioni o con le gare, ma non posso nemmeno dire che il cheerleading sia un passatempo perché dedico circa 9 ore alla settimana agli allenamenti. Direi che è uno stile di vita. È magnifico poter staccare dal lavoro, partecipare alle gare, cambiare la propria immagine. Il cheerleading implica un enorme lavoro su di sé e sulla propria condizione fisica”, confessa Anna.

La Federazione russa di cheerleading ha intenzione di portare alle Universiadi di Kazan del 2013 il suo programma; può darsi che lo spettacolo ispiri gli organizzatori olimpici e che il cheerleading venga incluso nelle discipline olimpiche.

La popolarità di questo sport è talmente grande che non c’è nemmeno bisogno di pubblicità o di attirare i giovani. L’unico problema del cheerleading, in questo momento, è che venga considerato come una pubblicità del modo di vivere americano - fa notare Valentina Petrovna. - E non è così. Lo sport va oltre i confini, nazionali e geografici e il cheerleading è una disciplina sportiva”.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta