Idrocarburi e strategie per crescere

Fonte: nabucco-pipeline.com

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In Russia e fuori, gli accordi con gli italiani vanno a gonfie vele. Il punto della situazione

La Russia ha enormi risorse naturali, che secondo le stime degli analisti ammontano a 30mila miliardi di dollari (se si valutano anche quelle potenziali, la cifra diventa 140). Tra queste, il 32,2 per cento è rappresentato dal gas naturale (maggiori riserve al mondo), il 23,3 per cento dal carbone e scisti bituminosi, il 15,7 per cento d a petrolio. L’Europa invece inizia ad avere carenze di gas e petrolio propri. E quindi la soluzione è di importare più gas dalla Russia.

Esiste il gasdotto principale che passa per l’Ucraina, si sta discutendo sul suo ammodernamento e su una gestione condivisa tra Russia, Kiev e Unione Europea. È stata costruita la prima linea di gasdotto Nord Stream (Gazprom 51 per cento, E.On e Wintershall hanno il 15,5 per cento ciascuna, Gasunie e GdfSuez con il 9 per cento a testa), la cui seconda linea sarà pronta per settembre 2012, portando la totale capacità a 55 miliardi mc di gas l’anno; South Stream (Gazprom 50 per cento, Eni 20 per cento, Edf e Basf 15 per cento ciascuna) dovrebbe partire per la fine del 2012, trasportando verso l’Europa altri 63 miliardi di mc annui. In controtendenza con la crisi, (Gazprom ha portato nei primi quattro mesi del 2012 solo 51 miliardi di mc, contro i 58 del 2011), però le previsioni sono improntate alla crescita. Così Clara Poletti, capo Dipartimento di Affari internazionali, Strategie e Pianificazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas: "Non è semplice fare previsioni sugli scenari energetici, la novità è l’incertezza delle politiche e delle strategie, molto meno gestibile sul mercato".

Molte società internazionali puntano sull’estrazione di idrocarburi in Russia. Ad aprile 2012 ExxonMobil, Eni e Statoil hanno siglato accordi simili per forma (33 per cento alle compagnie straniere, il 67 per cento alla russa Rosneft) per lo sviluppo in zone offshore. Così Eni, da importatore di lunga data di idrocarburi russi (petrolio dagli anni Cinquanta, gas dal Settanta), diventa partner industriale e produttore. Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, lo ha definito "un progetto affascinante e strategico, che marcherà la nostra attività esplorativa per molti anni", definendo l’accordo come "l’ultimo passo di un cammino per diventare il primo partner della Russia nel mondo degli idrocarburi".

Lo scorso 20 aprile 2012 Eni, insieme a Enel, ha estratto il primo gas russo del giacimento Samburskoye, nello Yamal-Nenets: a regime potrà arrivare a 9 miliardi di mc di gas. Marco Arcelli, direttore della divisione upstream gas di Enel, dice: "Siamo soddisfatti dell’avvio della produzione: l’uso del gas rende più competitiva la presenza di Enel nel Paese, pure a beneficio dei nostri clienti russi". Si tratta non solo con le società statali (Gazprom o Rosneft), ma anche con quelle indipendenti. "Siamo in trattative con Novatek, per iniziative fuori dalla Federazione", svela Scaroni. In Russia e fuori, gli accordi con gli italiani vanno a gonfie vele.

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