Sulla panchina con Barack Obama

Foto: Reuters

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Prima uscita internazionale ufficiale per il primo ministro della Federazione, Dmitri Medvedev, che ha partecipato al G8 di Camp David. Al presidente Usa la conferma della continuità con la politica intrapresa

Il padrone di casa, il leader americano Barack Obama, ha deciso di organizzare l’incontro all’insegna dell’informalità portando i suoi ospiti non a Chicago, dove inizialmente era stato pensato il summit, ma in montagna, all’aria fresca del parco nazionale del monte Catoctin: è lì che si trova infatti la residenza di Camp David, nel Michigan.

Che il forum avesse evitato ogni formalità non è stato però recepito da tutti i suoi partecipanti: il presidente della Francia François Hollande, che debutta al suo primo G8, è arrivato al pranzo di lavoro in giacca e cravatta.

Dal fronte russo ha preso parte al convegno il primo ministro russo Dmitri Medvedev, che ha sostituito il Presidente Vladimir Putin impegnato nelle consultazioni con i nuovi ministri russi. Anche per il futuro i partner della Russia contano di poter continuare a collaborare con Medvedev. “Il primo ministro Medvedev partecipa molto attivamente alle trattative di questi giorni”, hanno fatto sapere dalla Casa Bianca, nel pieno dei lavori del summit. “Abbiamo ottimi rapporti con il neo-eletto presidente Putin. Ci auguriamo che Medvedev, come Vladimir Putin, continui a partecipare al dialogo russo-americano”.

La questione della sicurezza

L’incontro tra i leader mondiali è iniziato venerdì 18 maggio 2012 con un pranzo di lavoro durante il quale al centro dell’attenzione è stata posta la questione della sicurezza internazionale, primo fra tutti la situazione in Siria e quella in Iran, legata al suo programma nucleare. Al termine della discussione l’Amministrazione del presidente americano si è affrettata ad assicurare che i leader del G8 sono riusciti, nel complesso, a trovare un punto d’accordo nella valutazione delle situazioni dei due Paesi. “In larga parte la Russia forma con noi un fronte unito nelle trattative sull’Iran. Abbiamo una solida intesa riguardo a tale questione e non soltanto con la Russia”, ha comunicato la stampa americana. Nei confronti della Siria il benestare attribuito al primo ministro russo si accompagna alla necessità di avviare nel Paese un processo politico che possa rispondere ai bisogni del popolo siriaco.

Il rappresentante speciale di Mosca per l’Africa, Mikhail Margelov, ha confermato che riguardo all’Iran la posizione degli otto Paesi è condivisa: “Nessuno vuole che l’Iran abbia la bomba atomica”. L’unica domanda le modalità con cui evitare l’entrata di Teheran nella lista di Paesi che possiedono armamenti nucleari. “Sull’Iran non c’è alcuna divergenza di opinioni, a differenza della questione siriaca” ha sottolineato Margelov. Gli approcci al problema restano, come prima, vari, ma la posizione della Russia non cambia: alla base c’è l’idea che un cambiamento nel governo ottenuto con la forza non possa esistere, e che i siriaci debbano risolvere in modo autonomo i loro problemi interni. “Nella crisi siriaca non si può andare con l’accetta, la si deve trattare con le pinze”, si è espresso con queste immagini il rappresentante speciale del Presidente russo.

Il giorno seguente, aprendo la seduta plenaria del G8, il padrone di casa Barack Obama ha tirato le somme dei lavori del giorno precedente. Le sue parole suggeriscono che gli otto leader non contestano il diritto dell’Iran di realizzare un programma nucleare pacifico, ma sono contrari alla comparsa di armamenti nucleari a Teheran. “Siamo tutti propensi a continuare l’orientamento finora adottato che prevede l’applicazione di sanzioni e l’esercizio di pressioni unite alle trattative diplomatiche” ha annunciato il Presidente americano. “Speriamo di riuscire a risolvere la questione in maniera pacifica nel rispetto della sovranità dell’Iran e dei suoi diritti nella comunità internazionale, ma allo stesso tempo nell’intendimento dei suoi obblighi”.

Per ciò che concerne la Siria la regolamentazione pacifica è stata ritenuta l'alternativa più auspicabile. I rappresentanti del G8 appoggiano il piano di superamento della crisi preparato dall'inviato speciale dell'Onu Kofi Annan, ha dichiarato Obama. Anche la situazione nel Nord Corea ha ricevuto la debita attenzione. Secondo quanto riferito dal presidente degli Usa i leader hanno riconosciuto che il Paese sta violando gli impegni presi nel campo della sicurezza nucleare.

Economia globale

Nel secondo giorno di summit i leader del G8 hanno spostato la loro attenzione sull’economia globale dove continuano a manifestarsi i sintomi della crisi. Da tempo gli otto capi di Stato non si occupavano di questo tema così nel dettaglio, lasciando questo diritto al G20. “Il ritorno della tematica economica nel format del G8 non significa una perdita di fiducia nei confronti del summit del G20 che rimane, in ogni caso, il format economico principale”, ha ribadito Dmitri Medvedev rispondendo ai giornalisti russi. “L’ulteriore aggravarsi della situazione nell’eurozona ha predeterminato il corso della discussione odierna”. Gli interventi si sono principalmente concentrati sulla Grecia che sta facendo vacillare la situazione dell’eurozona, minacciando in tal modo tutta l’economia mondiale.

L’uscita della Grecia dall’Europa è uno scenario che non piace. Bisogna fare in modo che la Grecia rimanga nell’eurozona, ma che dia al contempo segnali positivi di una politica responsabile, ha dichiarato ai giornalisti il consigliere della Presidenza Arkadij Dvorkovich, commentando gli esiti della seduta plenaria sull’economia. “La Grecia deve adempiere gli obblighi assunti”.

Nella dichiarazione riguardo all’economia globale gli otto leader hanno riconfermato l’importanza di una forte zona euro per la stabilità globale e per la ripresa e hanno incoraggiato la predisposizione dei leader della zona euro a intraprendere misure tempestive allo scopo di regolamentare i problemi finanziari, in modo da permettere l’incremento della fiducia, della stabilità e della crescita economica. “Vogliamo favorire un consolidamento del budget affidabile e coerente, tenendo conto delle mutate condizioni economiche di ogni singolo Paese” si afferma nella dichiarazione.

I Paesi del G8 sostengono riforme strutturali, investimenti nella formazione e in infrastrutture moderne per aumentare la produttività e il potenziale di crescita delle loro economie. “Evidenziamo l’importanza di avere mercati aperti e un sistema commerciale equo, forte e fondato su regole precise” recita ancora la dichiarazione. “Rispetteremo la promessa di rinunciare alle misure protezionistiche, di difendere gli investimenti e di appoggiare gli sforzi bi- e plurilaterali che seguono e sostengono i principi del Wto, di ridurre il numero di barriere esistenti nel commercio e negli investimenti, favorendo i liberi mercati. Esortiamo anche gli altri Paesi a seguire il nostro esempio”.

Nell’ambito del G8 non è stata discussa la questione degli aiuti finanziari concreti ai Paesi europei che sarà invece argomento del summit del G20 in Messico. Il consigliere del Presidente Arkadij Dvorkovich ha soltanto ricordato che la Russia, come in precedenza, intende dare il suo contributo attraverso il Fondo Monetario Internazionale. Del resto Mosca ha fatto arrivare un segnale preciso all’Europa. “Il capo del governo ha fatto notare che non intendiamo abbassare la quota di euro nelle nostre riserve per non lanciare segnali di nervosismo riguardo alla situazione europea”, ha dichiarato Stanislav Voskresenskij, lo Sherpa della Russia al G20.

A differenza dei passi mossi nei confronti della Grecia, i leader del forum hanno facilmente determinato le modalità di aiuto per i Paesi arabi da poco usciti da cambiamenti di governo rivoluzionari. In aggiunta alle varie iniziative bilaterali e multilaterali di sostegno economico è stata approvata la creazione di un nuovo fondo. “I Paesi del G8 che prendono parte alla creazione del fondo lavoreranno con partner regionali, con la Banca Mondiale e con gli istituti regionali analoghi alla Banca islamica per lo sviluppo, per realizzare un fondo con una capitalizzazione iniziale di 250 milioni di dollari”, è stato comunicato dalla Casa bianca.

Nemmeno l’Afghanistan rimarrà senza il sostegno dei Paesi leader mondiali. “Abbiamo intenzione di intraprendere alcune azioni per alleggerire la pressione fiscale durante il periodo di transizione e sostenere lo sviluppo dell’economia dell’Afghanistan, aumentando il suo potenziale sia a livello di aumento di redditi fiscali sia nell’ottica di perfezionamento del sistema di gestione delle spese”, si legge nel comunicato conclusivo del summit.

Uno per due

L’alternanza al summit tra Vladimir Putin e Dmitri Medvedev non ha avuto alcuna ripercussione a livello di rapporti bilaterali con i leader delle altre nazioni. Il colloquio con il Presidente degli Usa è avvenuto nello stesso spirito informale che ha animato tutto Camp David: su una panchina, senza giacca e cravatta. “Abbiamo parlato ancora una volta di ciò che è stato fatto negli ultimi anni”, ha condiviso le sue impressioni sul colloquio il primo ministro. “Ho detto che la mia presenza qui, in qualità di capo della delegazione russa, deve essere intesa come un preciso atto simbolico di politica estera, di continuità nel nuovo avvio”. La presenza di Medvedev a Camp David, come egli stesso ha rilevato, significa che la sua visione sulla politica estera della Russia è la stessa di Putin. A Barack Obama è stata consegnata una lettera da parte del Presidente della Federazione russa nella quale sono esposte le posizioni riguardanti specifici orientamenti della Russia in materia di politica estera e dei rapporti bilaterali con gli Usa.

In due giorni Dmitri Medvedev è riuscito a portare a termine colloqui con molti leader dei governi del G8. Insieme alla Cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente del Consiglio italiano Mario Monti grande attenzione è stata riservata alla situazione nell’eurozona; inoltre non si è parlato soltanto della Grecia, ma anche di altri Paesi dell’Europa che stanno vivendo alcune difficoltà, come per esempio la Spagna.

Il bilancio finale del forum di Camp David è stato tracciato dal primo ministro britannico David Cameron che, approfittando dell’occasione, ha invitato Medvedev alle Olimpiadi di Londra. Il capo del governo russo ha preso atto dell’invito, ma per ora non ha dato una risposta definitiva.

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