La lotta per salvare gli alberi

Foto: RIA Novosti / Artem Zhitenev

Foto: RIA Novosti / Artem Zhitenev

Cos'hanno in comune i giovani putiniani e l'opposizione? La salvaguardia della foresta di Cagovskij, per la quale si mobilitano insieme

Dopo neanche un mese, la foresta di Cagovskij nelle vicinanze di Zhukovskij, a Sud di Mosca, è già stata paragonata al bosco di Khimki. Lo scandalo attorno all’abbattimento dei venti ettari di pini secolari per la costruzione di un tratto di strada che collegherebbe il Gromov Flight Research Institute alla tangenziale ha mobilitato non solo gli abitanti della zona ma anche l’opposizione della capitale e il movimento dei Nashi, i giovani sostenitori di Putin.

Il 15 maggio 2012, presso il comune della cittadina, si è tenuto il primo significativo faccia a faccia tra i difensori del bosco e i funzionari locali. L’Agenzia federale russa per l’Ambiente ritiene che l’abbattimento degli alberi sia illegale e chiede che i trasgressori siano perseguiti. Nessuno però ha pensato ancora di fermare il disboscamento, anzi, nello stesso giorno, gli scavatori hanno iniziato a portare via il terreno fertile.

Nel corso dell’incontro, i difensori del bosco erano rappresentati da Natalja Znamenskaja, redattrice dal settimanale Zhukovskie Vesti, nonché leader della protesta, e dai membri del consiglio comunale Lavrentij Lovickij e Nikolaj Kachnov. I funzionari erano invece capeggiati dal vice sindaco Stanislav Suknov (il sindaco Aleksandr Bobovnikov si trova ancora in ospedale da gennaio 2012), col responsabile per lo sviluppo urbano Sergej Klepikov e il capo della polizia locale Oleg Mosjagin.

Le due parti non sono state in grado di capirsi: i difensori della foresta hanno sottolineato l’illegalità delle operazioni di abbattimento, che, secondo loro, si svolgerebbero senza permesso, e l’assenza di un effettivo mandato per i lavori di sterramento. L’amministrazione ha risposto che una parte della documentazione è già stata pubblicata online e ha ricordato agli attivisti che nessuno di loro ha presentato una petizione in tribunale né tantomeno in procura. “Sappiamo come funziona il tribunale della città”, hanno risposto gli ambientalisti.

Natalja Znamenskaja dichiara: “Dopo la riunione di oggi ho capito chiaramente che le autorità cittadine continueranno a far finta di nulla e a ignorare la legge e le proteste dei cittadini. Noi ci opporremo, costringendo l’amministrazione comunale e i membri del consiglio alle dimissioni”.

Il 4 maggio 2012 presso la piazza principale del Palazzo della Cultura, si è tenuto un raduno organizzato dall’amministrazione comunale a favore della costruzione della strada. Tre autobus hanno scaricato circa una cinquantina di dipendenti delle imprese “Teplocentral’” e “Kanalcentr”. Al raduno è intervenuto il vice sindaco Stanislav Suknov.

“Siamo venuti a sapere del raduno e abbiamo deciso di boicottarlo”, ha dichiarato il deputato Nikolaj Kanchov: “Circa un centinaio di attivisti si sono riversati nella stessa piazza esibendo palloncini verdi, cosicché, visivamente parlando, l’evento è diventato il nostro. Poi, confrontandoci con i dipendenti delle imprese presenti, abbiamo scoperto che molti di loro erano lì perché glielo avevano imposto sul lavoro. È chiaro che un’interazione costruttiva delle autorità cittadine con gli attivisti non avverrà mai”.

Un metodo efficace per proteggere la foresta dal disboscamento, che è stato applicato già con successo per tutto il mese di aprile 2012 dai deputati del consiglio comunale, è stato l’annuncio della trasformazione della città di Zhukovskij in un’oasi politica. È una buona strategia perché richiama l’attenzione dei cittadini, dei media e delle autorità.

Il 7 aprile 2012 alla manifestazione nel centro della città hanno partecipato più di duemila residenti e moscoviti. In tale occasione è intervenuto il difensore del bosco di Khimki, Evegenija Chirikova. Nella notte del 19 aprile 2012, lo schieramento dei difensori della foresta è stato visitato dal deputato di Russia Giusta, Ilja Ponomarev. “Quanti più politici e media partecipano, meglio è”, sostiene Natalja Znamenskaja.

Alle proteste ha aderito anche il movimento pro-Cremlino dei Nashi. Dalla fine di aprile 2012 si mobilitano attivamente nella zona di Zhukovskij. Sono loro gli autori del regalo che si sono visti recapitare i rappresentanti dell’amministrazione comunale: un pezzo di legno. Nel corso della riunione tra i difensori del bosco e l’amministrazione comunale, i rappresentanti dei Nashi hanno preferito concentrarsi sul lato emotivo e non tecnico della questione. Il succo del loro discorso è stato: voi abbattete gli alberi, e questo è un male!

Poco prima della fine dell’incontro, i Nashi hanno accusato il vice sindaco Suknov di “non difendere gli interessi della popolazione”, e hanno abbandonato la sala. Marija Kislicyna avverte che, nonostante l’orientamento pro-Cremlino dei Nashi, non significa che dietro la reazione di questi ultimi vi sia il sostegno di Putin.

Gli attivisti hanno già rivolto degli appelli al Presidente della Russia, e hanno ottenuto come risultato una risposta dall’Agenzia federale russa per l’Ambiente. Inoltre hanno accolto positivamente le dimissioni del governatore della zona, Boris Gromov. Essi sono convinti che dietro alla costruzione della strada in questione, che in sé è del tutto inutile, si nascondano solo gli interessi personali di un gruppo di funzionari comunali e regionali. “Non vediamo l’ora di incontrare il nuovo governatore Sergej Shojg -, dichiara Marija Kislicyba, - per discutere con lui la questione della deforestazione”.

Una nuova speranza è comparsa di recente anche nella figura del vice primo ministro Dmitri Rogozin. Gli attivisti hanno abbozzato una lettera da destinare al responsabile della supervisione del settore della Difesa russo. Nei prossimi giorni verranno raccolte le firme dei difensori del bosco nonché di alcuni dipendenti dello stesso Gromov Flight Research Institute.

L’iniziativa promette di essere l’elemento più interessante dell’intera campagna. La novità risiede nel fatto che non verrà più tentato un approccio su temi ecologici, bensì militari-industriali. La zona di Zhukovskij è un importante centro dell’industria aerospaziale russa e l’abbattimento degli alberi e la costruzione della strada sono legati all’ammodernamento del Gromov Flight Research Institute e, in generale, del settore dell’aviazione. Quindi gli attivisti si augurano che il funzionario si assuma sotto la propria responsabilità anche questo problema, essendosi prefissato il compito di rilanciare l’industria della Difesa russa.

I difensori del bosco si augurano che il vice premier possa affrontare sia la questione della distruzione delle foreste che la riforma del Gromov Flight Research Institute. “Se dopo la sua visita non succederà nulla, ciò sarà un segnale chiaro del fatto che le autorità sono indifferenti al parere degli abitanti e alla violazione delle leggi”, ha dichiarato Lavrentij Lovickij.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta