Vacanze all'ombra dell'Elbrus

Continua la scoperta delle mete turistiche russe meno battute dal turismo di massa. Russia Oggi fa tappa in Daghestan e Inguscezia

Fonte: ufficio stampa

Attenti a quei due. Daghestan e Inguscezia vogliono scrollarsi di dosso la fastidiosa etichetta di regioni “a rischio” e sono pronti a farlo con le loro armi migliori. Non i kalashnikov e le bombe a mano rinfacciate loro dai media occidentali, che di tutta l’erba del Caucaso fanno un fascio, bensì mettendo in campo tesori ancora in larga parte sconosciuti.

Basti citare la possente fortezza di Naryn-Kala, risalente al sesto secolo e conservata nei pressi di Darbent sotto l’egida del Patrimonio Unesco; oppure gli innumerevoli canyon dove l’arte del Paleolitico pare appena fiorita. Né si può sorvolare sulle peculiari torri inguscete, baluardi che paiono voler sfidare i 6mila metri delle circostanti vette caucasiche, o sulla suggestiva chiesa di Tharba-Erdy, meta di pellegrinaggio in quanto considerata il più antico edificio sacro cristiano in Russia (risale all’ottavo secolo).

“Ogni anno in entrambe le repubbliche accogliamo circa 50mila turisti – spiega Vitaliy Demchenko, direttore dell’Agenzia per il turismo del Daghestan –, ma si tratta per lo più di visitatori della Federazione Russa, dal momento che la nostra immagine turistica è pesantemente penalizzata dalla disinformazione mediatica. Qui sono in corso grandi progetti per potenziare il settore ricettivo e sfruttare al meglio i nostri impianti sciistici, ma possiamo confidare solo nell’attenzione che le prossime Olimpiadi invernali di Sochi riverseranno su di noi. Oppure sull’invito rivolto alla stampa internazionale, affinché verifichi di proprio pugno la totale sicurezza della nostra regione, rimettendosi sulle orme d’illustri ospiti come Dostoevskij o Lermontov”.

Punta di diamante dell’offerta daghestana appare senza dubbio lo ski-resort Matlas, progetto da 1.2 miliardi di euro, ma in grado di generare un giro d’affari almeno triplo: su una superficie di 150 kmq sono infatti in corso la costruzione di oltre 7mila 300 camere, 396 appartamenti e 277 cottages, destinati a ospitare circa 18mila 500 nuovi visitatori. I lavori, al via dal 2012, consentiranno di essere già parzialmente operativi per il 2015, per quanto l’effettiva conclusione sia attesa per tre o quattro anni più tardi, in coincidenza dei Giochi olimpici giovanili.

Ma l’attenzione governativa coinvolge anche la splendida costa sul Mar Caspio, dove si stanno completando i lavori d’allestimento di ben 5 nuovi resort: a Mahachkala (capitale della repubblica, a due ore e 20 minuti di volo da Mosca), Kaspiysk e Derbent, così come a Kayakent e Primorsky, tutte località comodamente raggiungibili in autostrada o via treno.

Fonte: ufficio stampa

“Chi pensa che nei nostri territori si combatta o ci siano continui attacchi terroristici si sbaglia di grosso – aggiunge Mikail Khamkhoyev, capo della Commissione al turismo dell’Inguscezia – visto che, al contrario, accogliamo tutto l’anno pellegrini in visita ai templi sacri delle nostre montagne. Qui si può tranquillamente pernottare o meditare, lontani da ogni preoccupazione terrena; ogni famiglia ingusceta offre fra l’altro ospitalità, in omaggio a quanto previsto dal diritto tradizionale. In ogni caso sappiamo come difenderci: da duemila anni costruiamo meravigliose fortezze candidate addirittura alla finale per la nomina delle 7 meraviglie russe, come nel caso del castello di Vovnushki”.

Anche qui, poi, non mancano eccellenti resort sciistici, Armkhi e Tzori su tutti, all’interno dei quali è possibile ospitare 28mila visitatori al giorno e che, nella speciale zona economica del distretto di Dzeheyrakhsky/Sunzha, offrono oltretutto notevoli vantaggi commerciali. Provare per credere.

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