L'Ue modello per la Russia

Oleg Kharkordin (Foto: Simona Pizzuti)

Oleg Kharkordin (Foto: Simona Pizzuti)

Il rettore della European University di San Pietroburgo, Oleg Kharkhordin, analizza i rapporti tra la Federazione e il Vecchio Continente

I rapporti tra l'Unione Europea e la Federazione non sono sempre stati all'insegna della cooperazione e soprattutto dell'integrazione, ma l'Ue rappresenta un modello per il progetto di Unione Euroasiatica che Putin ha intenzione di sviluppare.

È stato il rettore della European University di San Pietroburgo, Oleg Kharkhordin, a spiegare il progetto del neoeletto Presidente a RussiaOggi, a margine del suo intervento alla conferenza “The State of the Union, una riflessione sullo stato della Ue”, organizzato a Firenze dallo European University Institute di Fiesole il 9 e 10 maggio 2012.

Nel panel dedicato al nuovo assetto globale e al ruolo dell'Europa nel contesto che prende vita, è emerso che l'Unione Europea deve rinegoziare i propri rapporti commerciali e politici con le potenze economiche emergenti, i Brics, tra i quali la Russia sta assumendo un ruolo sempre più centrale, essendo diventata il terzo partner commerciale del Vecchio Continente, dopo Stati Uniti e Cina.

L’Europa, allora, deve ritagliarsi un nuovo ruolo per proteggere le migliori pratiche, per restare leader del know-how e per mettere in rilievo i rapporti di governance locale con l’Eurasia.

Ed è proprio il know-how europeo a fare da ponte con la Russia, interessata a imparare dall'Europa a costruire la propria Unione politica e commerciale. “A gennaio 2012 è stato creato lo Spazio Economico Comune che include  la Bielorussia ed il Kazakhstan – ha spiegato il rettore Kharkhordin –. Sono i Paesi più forti e i più interessati a sviluppare un mercato comune sul modello europeo con la libera circolazione delle merci e della forza lavoro”.

Secondo Kharkhordin lo sviluppo passa necessariamente dalle infrastrutture ed è anche su questo fronte che l'Europa rappresenta una best practice da imitare, soprattutto a livello subregionale e municipale. “Le forze democratiche della Russia vedono le città come luoghi dove la vita può realmente cambiare grazie allo sviluppo delle infrastrutture – ha aggiunto il rettore – . La Russia e l’Europa hanno in comune una tradizione di comunità autonome e alcune città, proprio come succede in Europa, possono sviluppare il settore del bilancio partecipativo, come è stato fatto nella città di Kirov che ha beneficiato anche di finanziamenti della Banca Mondiale”.

Se il legame tra la Russia e l'Europa si rinforza dal punto di vista economico e commerciale, lo scambio  e l'integrazione culturale continua a essere carente. Oleg Kharkhordin sostiene che l'ostacolo principale è la mancanza di circolazione delle élites culturali, supportato in questa riflessione dal Direttore esecutivo del Consiglio europeo per le relazioni internazionali Mark Leonard. “Se la politica estera europea fallisce – ha affermato Leonard -  non è per mancanza di capacità, ma per mancanza di ambizioni intellettuali e obiettivi comuni”. 

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta