La marcia dei letterati

In più di 10mila hanno partecipato alla passeggiata di protesta lungo i viali del centro di Mosca. L'iniziativa è stata lanciata via Internet dallo scrittore russo Boris Akunin


In più di 10 mila hanno partecipato alla passeggiata di protesta lungo i viali del centro di Mosca. L'iniziativa è stata lanciata via Internet dallo scrittore russo Boris Akunin.

"Lo scopo dell'esperimento è scoprire se i moscoviti possono tranquillamente passeggiare lungo i viali della propria citta o se sia necessario ottenere un permesso speciale", aveva scritto nel suo blog lo scrittore Boris Akunin. "Fingendo di parlare pacificamente di letteratura (e in realtà tremando dalla paura), camminiamo dall'uno all'altro Aleksandr Sergeevich (il riferimento è ai monumenti di Griboedov e Pushkin, ndr)”.

 

Ad Akunin è balenata l'idea di annunciare una "marcia degli scrittori", dopo le azioni della polizia, che tra il 6 e il 7 maggio 2012 e nei giorni successivi, senza alcuna ragione apparente, hanno arrestato ogni passante sospetto nel giorno dell'insediamento ufficiale del Presidente russo, Vladimir Putin.

 

In compagnia dello scrittore c’erano tanti suoi colleghi: Dmitri Glukhovsky, autore di “Metro 2033”, Dmitri Bykov, Leonid Zorin, Eduard Uspenskij (il creatore di Cheburashka), Ludmila Ulitskaya, vincitrice di numerosi premi letterari, il poeta Lev Rubinstein e i popolari cantautori e musicisti Alexej Kortnev e Andrej Makarevich. E ancora tanti altri.

Gli scrittori dell’opposizione non pensavano forse che il numero di persone pronte a camminare con loro lungo i viali del centro di Mosca sarebbe stato così grande. Secondo gli organizzatori hanno partecipato almeno 10mila persone. La polizia moscovita ne ha contate solo duemila.

 

La popolarità degli organizzatori ha influenzato la maggior parte dei partecipanti. Secondo diversi giornalisti, la folla consisteva in adulti e anziani, la cosiddetta "vecchia intelligentsia". I manifestanti sono riusciti a rispettare rigorosamente le norme della "passeggiata": non cantavano gli slogan, non portavano i manifesti, non dando così nessuna possibilità alle forze dell'ordine di accusarli di svolgimento di azioni politiche non autorizzate.

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