Perché Putin non parteciperà al G8

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Il Presidente sarà il grande assente al vertice di Camp David del 18 e 19 maggio 2012. Il commento degli esperti

Il Presidente della Federazione Vladimir Putin ha comunicato che non parteciperà al vertice del G8 in programma a Camp David (Usa) il 18 e il 19 maggio 2012. Al meeting dei Grandi della Terra parteciperà per la Russia il primo ministro Dmitri Medvedev. Il commento degli esperti alla notizia, ripreso da Kommersant.

Valerij Rjazanskij, membro del Consiglio della Federazione (Camera alta dell’Assemblea federale, ndr), membro del bureau del Consiglio superiore del partito Russia Unita

Ora sono più importanti le questioni interne, Putin l’ha spiegato chiaramente. Tanto più che Medvedev è il numero due del Paese e potrà degnamente rappresentare la Russia al summit del G8. In ogni caso si tratta di una decisione ponderata e presa dopo aver consultato tutte le parti. Putin non ha paura delle domande scomode, ci ricordiamo tutti come sa rispondere, mettendo al contempo chi lo accusa in una posizione imbarazzante.

Nikolaj Zlobin, direttore dei programmi russi e asiatici dell’Istituto di Sicurezza mondiale degli Stati Uniti d’America (Washington)

Un incontro con Putin è sconveniente per tutte le parti ed è possibile che gli abbiano semplicemente chiesto di non venire. L'Occidente sarebbe obbligato a mettergli pressioni, criticarlo per i fatti successi dopo l'inaugurazione, ma ora ne ha bisogno nessuno, nessuno dei Paesi del G8 vuole rovinare i rapporti con Mosca. E Obama per ora non è pronto a confrontarsi con Putin, l'ordine del giorno e le posizioni da assumere non sono state ancora elaborate. Ritengo che questa decisione vada bene a tutti e tra un mese i leader del summit potranno incontrarlo da qualche altra parte.

Michail Kasjanov, co-direttore di Parnas (Partito della libertà popolare, ndr), primo ministro della Federazione Russa nel 2000-2004

È una vendetta contro Obama e soprattutto contro Biden, che aveva apertamente sostenuto Medvedev, invitando Putin a non presentarsi come candidato. Putin vuole in questo modo dare una lezione, anche a Medvedev. Secondo la Costituzione in fondo è il premier a formare il governo, e non il Presidente; mandano Medvedev lontano e lo fanno consapevolmente. Un'altra ragione è che Putin ha già capito di non riuscire ad avere rapporti amichevoli con l'America, mentre può mantenere una necessaria politica fredda e trattenuta anche senza andare al summit.

Dmitri Oreshkin, politologo

Putin ha molte cose importanti a Mosca, bisogna spostare gli uomini di governo e forse è meglio farlo ora finché il premier non è nei paraggi. In più a Putin certamente non piace l'America perché all'America non piace come Putin sia stato eletto. È una dimostrazione di come egli se la possa cavare anche senza di loro e parallelamente svolgerà anche un'altra funzione: rafforzare l'immagine del nemico esterno che, con tutte le sue forze, ostacola la Russia. E poi ovviamente Medvedev è di per sé un politico di rappresentanza, già da Presidente gli riuscivano soprattutto i discorsi all'estero. Con questo gesto Putin non danneggerà gravemente i rapporti tra Russia e Usa, da Putin non si aspettavano altro.

Vadim Solovev, vicepresidente del comitato della Duma di stato per la legislazione costituzionale e la formazione dello Stato (KPRF, Partito Comunista)

Gli accordi su alcuni punti non sono stati raggiunti, per questo non è andato. Non ha poi giocato un ruolo secondario il fatto che al summit non avrebbe potuto evitare delle domande scomode. In America lo avrebbero di certo interrogato sul ridimensionamento delle liberalizzazioni del periodo di Medvedev, delle folle in protesta disperse, delle efferatezze dell'MVD (Ministero degli Affari Interni, qui si intende in particolare la polizia di Stato, ndr)... Cosa potrebbe rispondere Putin? Niente di convincente.

Vladimir Shevchenko, consigliere del Presidente della Russia negli anni 2000-2011

Occorre prendersi una pausa. In questo momento le nostre relazioni con la comunità internazionale non sono semplici e surriscaldare l'atmosfera non conviene. Nel Paese comunque non è stato davvero formato il governo. Ci avrei pensato anche io cento volte se andare o no. D'altronde ora per noi è un periodo così: qualunque cosa si faccia alla fine il risultato è sempre sbagliato. Le elezioni si sono svolte in modo più o meno onesto, eppure va male lo stesso. E il discorso vale anche per tutto il resto.

Gleb Pavlovskij, Presidente del Fondo per le Politiche efficaci

Putin non è partito perché si parlasse di questo e l'attenzione dei cittadini si reindirizzasse dalla questione delle proteste e della dispersione dell'opposizione al tema della sua rinuncia al G8.

L'articolo è stato pubblicato su Kommersant

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