Film, rarità dal sapore sovietico

Una selezione di pellicole di diverse epoche per raccontare, sul grande schermo, stralci di Russia, arrivati persino alla Mostra del Cinema di Venezia

Kin-dza-dza! (1986)
Pellicola grottesca, irriverente. Ma soprattutto divertente. Georgi Danelia, regista di "Afonia" e "Minimo", ha realizzato un film ancora più curioso: "Kin-dza-dza", una parodia della natura umana in forma di distopia cinematografica. Vladimir Moshkov, costruttore, e Gedevan Aleksidze, studente, vengono teletrasportati per errore sul pianeta Kin-dza-dza e per tornare sulla Terra dovranno superare una serie di inaspettate avventure. Un unico suggerimento: non uscite in strada dopo aver visto questa pellicola, altrimenti correreste il rischio di mettervi a urlare "Ku!".

Io sono Cuba (1964)

Si potrebbe dire che "Io sono Cuba" sta alla rivoluzione cubana come "La corazzata Potemki" alla rivoluzione russa. Si tratta di un'opera d'arte che quasi quasi ci convince della legittimità del cambio del regime. Il film è stato prodotto con una importante collaborazione cubana e soprattutto con due delle più importanti figure del disgelo culturale sovietico degli anni Sessanta: Mikhail Kalatozov e Evgeni Evtushenko. Dopo la caduta dell'Urss personaggi come Martin Scorsese, Francis Ford Coppola o Guillermo Cabrera Infante hanno espresso la propria ammirazione per un film squisito, ma dimenticato a causa del cambiamento dei tempi.


L'uomo anfibio 1962
La pellicola ha registrato 66 milioni di biglietti venduti nel 1962, confermando che la gente preferisce guardare film divertenti con qualche bell'attore piuttosto che guardare film sulla vita di Lenin. Il film si basa sul romanzo anonimo di Aleksandr Beliaev ed è stato girato in Crimea e a Bakù. La storia riguarda un essere umano che abita sui fondali marini e decide di abbandonare il proprio habitat naturale per conquistare la ragazza amata.

 

Il circo (1936)
Le due stelle sovietiche Grigori Aleksandrov e Liubov Orlova hanno iniziato a brillare proprio con questo film. Marion Dixon, artista nordamericana, deve fuggire dagli Stati Uniti e dalla Germania dove viene perseguitata per aver avuto un figlio di colore. Con uno slancio di generosità, sarà il popolo sovietico che la accoglie senza fare alcuna distinzione di razza.

Vokalnye Paralleli (2005)
Una produzione russo-kazaka, diretta da Rustam Khamdamov, scritta e interpretata da Renata Litvinova. La trama ruota attorno a una giovane cantante che conosce vecchie glorie dell'opera sovietica. La storia traspira erotismo e magnetismo estetico.


I primi sulla luna (2005)
Falso documentario storico di Alexei Fedorchenko sul presunto tentativo sovietico di raggiungere la Luna negli anni Trenta. Durante la produzione del film alcuni mezzi di comunicazione russi specularono sull'autenticità della storia, che ha vinto anche il premio come miglior documentario al Festival del Cinema di Venezia.  

La polvere (2005)
Un'altra pellicola sconcertante, anche se in questo caso si registra un tono post-moderno. Girata con una telecamera digitale, il risultato è considerevole e il monologo finale di Petr Mamonov è di quelli che non si dimenticano. Diretta da Sergei Loban sotto la guida di Marina Potapova, la storia racconta la vita di un giovane di 24 anni, obeso, che inizia a dipendere da uno schermo che lo mostra magro e muscoloso.

Sindrome di astinenza (1989)
Film pesante da vedere nonostante la seduzione estetica delle immagini. Kira Muratova mostra la fatica del popolo sovietico attraverso diverse immagini cariche di decadenza e debolezza umana.

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