Con Ratmansky danza l'anima russa

Per il suo debutto alla Scala di Milano il coreografo, considerato il più grande degli ultimi 50 anni, propone Concerto DSCH su musica di Dmitri Shostakovich. Sul palco la stella del Bolshoj Svetlana Zakharova

Programma demi-russe al Teatro alla Scala di Milano con l’étoile Svetlana Zakharova e Alexei Ratmansky, definito dal Financial Times il "miglior coreografo russo degli ultimi 50 anni", in locandina nel nuovo duo di balletti Marguerite and Armand e Concerto DSCH, in scena dal 3 al 23 maggio 2012.

In entrambi i titoli Svetlana Zakharova si cimenta per la prima volta. Marguerite and Armand, creato cinquant’anni fa da Frederick Ashton per Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn, risponde alle dichiarate predilezioni della Prima ballerina del Bolshoj per balletti in cui è l’interpretazione a muovere i suoi passi, tanto più se accanto al partner prediletto, Roberto Bolle.

Concerto DSCH (IL VIDEO), firmato da Alexei Ratmansky, è invece l’occasione per la stella del classico di mostrare il suo volto contemporaneo, ritrovando il coreografo russo considerato tra i migliori della sua generazione. Nato a San Pietroburgo nel 1968, già direttore artistico del Balletto del Bolshoj, oggi legato all’American Ballet Theatre, Ratmansky è al suo debutto alla Scala. Concerto DSCH è uno dei suoi numerosi balletti su musica di Dmitri Shostakovich (l’acronimo del titolo è l’abbreviazione del suo nome), che - ha detto – “è la coscienza e la storia di noi russi, rappresenta tutto quanto ci è accaduto. Ho scelto il suo Concerto No. 2 in Fa maggiore, Op.102, composto per il 19esimo compleanno del figlio Maksim, perché dipinge gli anni sovietici successivi alla morte di Stalin come un periodo di giocosa speranza, pur senza dimenticare le ferite del passato; un po’ come accadde nel dopoguerra in Italia, dove fiorì il Neorealismo. Un’apertura ai colori e alla varietà della vita che ho voluto rappresentare con un balletto solo all’apparenza astratto, in cui aleggia questa purezza di spirito”.

Intanto anche l’Italia reclama Ratmansky: Makhar Vaziev, direttore del Corpo di Ballo della Scala, gli ha già commissionato una nuova creazione.“Né cesseranno i legami artistici con il mio Paese”, assicura lui. “In fondo sono russo e creo balletti per lo più su musiche russe”.

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