Medvedev e l'addio in Tv

Foto: Itar-Tass

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L'ex Presidente incontra i giornalisti per parlare, a fine mandato, dello sciopero della fame ad Astrakhan, dello scandalo delle Pussy Riot, del caso Khodorkovsky e di altre scottanti questioni interne e internazionali

Il Presidente russo Dmitri Medvedev si prepara a lasciare il Cremlino concedendo interviste ai giornalisti dei principali canali televisivi del Paese, Channel 1, Vgtrk, NTv, Ren Tv e Dozhd. Davanti alle telecamere si è discusso di vari argomenti, dall'economia alla politica, dal movimento di protesta, alla corruzione e all'istruzione. E, a differenza del passato, Medvedev ha dato risposte specifiche. 

Quando gli è stato chiesto dello sciopero della fame ad Astrakhan, Medvedev ha risposto: "Non ho nulla da biasimare, ma questi giochi mi hanno ricordato un mediocre blockbuster di Hollywood". "Coloro che sono coinvolti in questa protesta - ha aggiunto - perseguono chiari obiettivi politici". Per quanto riguarda lo scandalo suscitato dalle Pussy Riot, Medvedev ha dato una valuzione più discreta, premettendo che sarebbe stato il più attento possibile a non offendere alcuno. "I partecipanti hanno ottenuto ciò che volevano: popolarità". 

La censura sui canali televisivi è stato anche un tema all'ordine del giorno nelle interviste. Il noto giornalista Alexei Pivovarov ha lamentato il fatto di come la censura politica sia all'ordine del giorno nella televisione russa e impedisce ai giornalisti televisivi di fare il loro lavoro professionale. La risposta di Medvedev? "La censura è vietata dalla Costituzione russa e se ci sono segni di censura dovrebbero esserci buoni motivi di interferenza per il governo". Il Presidente ha parlato anche della detenzione di Mikhail Khodorkovsky e Platon Lebedev. Quando è stato chiesto della loro grazie senza una richiesta ufficiale, Medvedev ha detto che tale pratica contraddice il legislatore russo. "Secondo la Costituzione, ci dovrebbe essere una richiesta. Se il Presidente concede la grazia a qualcuno senza una sua richiesta, si viola il suo diritto".

Di proteste post-elettorali e dei brogli denunciati durante le elezioni parlamentari e presidenziali il Presidente ha parlato con i giornalisti. Medevedev ha detto che tratta i manifestanti con riguardo e ha trovato le loro richieste molto ragionevoli. "Coloro che sono scesi in strada per esprimere la loro posizione hanno vinto il mio rispetto", ha risposto. Parlando dei brogli, Medveded ha detto: "Questo è un compito del governo per il futuro. Dobbiamo creare una situazione in cui le violazioni siano minime".

I giornalisti hanno anche posto domande in merito alla riforma del Ministero russo degli Affari Interni. Secondo il Presidente, questa riforma è solo allo stadio iniziale e richiede molto tempo e tanti sforzi per essere completata. Parlando di riforma militare, Medvedev ha ribadito che l'esercito della Russia deve essere più professionale. Secondo il Presidente, la maggior parte dell'esercito russo - l'85 per cento - dovrebbe essere composto da soldati professionisti.

Medvedev e i giornalisti si sono anche confrontati sulla politica estera della Russia e, in particolare, sulle relazioni russo-georgiane. La Russia ha stretti legami storici e culturali con la Georgia e dovrebbe mantenere positivi rapporti personali con il popolo georgiano, ha ribadito il Presidente. Allo stesso tempo, ha aggiunto che la Russia è in disaccordo con il presidente georgiano Mikhail Saakashvili. "Siamo pronti a collaborare con il suo successore", ha concluso Medvedev.

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