L'esplosione della primavera

Foto: Lori/Legionmedia

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Caldo oltre il normale, prati, che fino a ieri erano innevati, già fioriti, pic nic nei parchi fino a tarda notte e operai comunali al lavoro per ridare colore alla città. A Mosca è arrivata la bella stagione

La primavera si impossessa di Mosca. Tempo di colori, di giornate da passare all'aperto, di operai al lavoro sulle strade e di giardinieri nei parchi: la bella stagione a Mosca è arrivata dirompente, facendo dimenticare in fretta gli ultimi colpi di coda di un inverno che sembrava duro a morire, con pioggia, nevischio e temperature poco sopra lo zero fino a sette giorni prima.

Ora la colonnina di mercurio è stabile sopra i venti gradi. Difficile scegliere l'abbigliamento giusto per evitare la sauna o, all'opposto, il raffreddore: il cambio stagione è stato così repentino che qualcuno per strada indossa ancora stivali e piumino, mentre tanti altri russi girano già in t-shirt.

Verdeggiano già aiuole e prati, fino a poco fa ancora ricoperti di neve, nei grandi parchi cittadini, nei cortili dei grattacieli più periferici e lungo le strade che ora risultano ancora più intasate con il ritorno nelle corsie di chi riprende l'auto dopo il letargo invernale. Le gemme impreziosiscono rami ancora scheletriti, spunta qualche timido fiorellino tra le foglie autunnali conservate dal ghiaccio e tornano a cantare con più vigore gli uccellini.

Anche le attività umane riprendono di gran lena. Operai comunali, spesso di origine centro-asiatica, con barattoli e pennelli, riverniciano balaustre e steccati, cancellate e ringhiere, ridisegnano la segnaletica stradale orizzontale e ridanno una rinfrescata alle panchine dei giardini del Cremlino. Il colore dominante è un nero brillante, con il quale sono stati spennellati anche i lucchetti dell'amore sul Ponte degli Innamorati. Ma si fa un gran uso anche di verde, giallo acido e rosso. Sono tornate a lucido anche le scenografiche fontane di Piazza del Maneggio. L'aria frizzante si impregna di vernice. E di polvere: riaprono anche i cantieri stradali. Privati cittadini insieme ai giardinieri pubblici ricominciano a riempire vasi e terreni di pansè.

Col sole alto dopo mesi di inverno, ai russi torna il buonumore e la voglia di stare all'aria aperta fino a tardi. Non solo nel week end, ma anche nei giorni feriali, non c'è angolo di verde in città che non venga preso d'assalto da gente di tutte le età, in centro come in periferia, per una chiacchierata e una birra dopo il lavoro, per una cena a base di shashlyk al barbecue, per passare ore, anche notturne, di relax all'aria aperta, sotto le stelle. Riaprono i dehors dei caffè.

Si riprendono anche i rollerblade e le biciclette. I battelli turistici sono tornati a solcare la Moscova. Per le nuotate nei laghetti cittadini, invece, è solo questione di giorni: il ghiaccio imprigiona ancora la superficie degli specchi d'acqua e rispettare il cartello di non camminarci sopra è quanto mai importante. A beffare il divieto restano i piccioni dei Laghetti del Patriarca, luogo di relax di bulgakoviana memoria.

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