Lattè a pranzo e cena

Mosca vista dal basso di un'italiana. I post
Credit: Niyaz Karim
Credit: Niyaz Karim

26 marzo 2012

Sushi e... lattè. Pizza e... lattè. Hamburger, patatine e... lattè. Bliny di caviale e... lattè. Mosca è una metropoli multietnica anche in cucina. Ma "lattè" mi suona davvero nuova come parola. Così resto attonita alle prime ordinazioni delle mie amiche al ristorante giapponese.

Lattè?, chiedo loro stupita. "Ma come, sei italiana e non sai cos'è il lattè?". La risposta mi folgora e cerco l'intuizione che mi salva la faccia: Ah, làtte! молоко! (Malakò), mi affretto a ribadire. D'altronde sono italiana e mi sembra il minimo mettere l'accento al posto giusto sulle parole italiane. Ma la mia curiosità resta inappagata: come si fa a bere un bicchiere di latte con i roll di salmone e anguilla e il sushi?

Il bello, infatti, deve ancora arrivare. Prima dei piatti, come di consueto, il cameriere porta le bevande. Per me una Baltika, per le mie due amiche russe due belle tazze da colazione con il famigerato lattè. Tazze fumanti di caffellatte a cena, in attesa di sfoderare la nostra abilità con le bacchettine nipponiche. Io resto tra lo stupito e il disgustato, lo confesso.

Foto: Gettyimages/Fotobank

Per me è inconcebile osservare i turisti che in corso Vittorio Emanuele a Milano, dopo un piatto di spaghetti, sorseggiano un cappuccino, magari alle 5 del pomeriggio, figurarsi bere caffellatte in un momento diverso dalla colazione. Senza biscotti ma con pizza, sushi o hamburger, a seconda della serata.

Eppure, questo misterioso lattè sembra davvero essere fra le bevande preferite dei russi. Si trova in tutti i menù, persino al Mac Donalds e persino nelle più russe blinerie. E le mie amiche russe sono inconsolabili da quando ho rivelato loro che è meglio non chiedere "lattè" al barista in Italia se non vorranno ritrovarsi davanti a un bicchiere di candido latte bianco.

Tutti i diritti riservati da Rossiyskaya Gazeta